Gesù, Cristo, Figlio di Dio

Commento al Vangelo del 6 dicembre 2020.

In questa seconda domenica di Avvento ascoltiamo l’inizio del racconto evangelico di Marco (Mc 1,1-8). Un testo conciso e denso, nel quale ci vengono date informazioni essenziali su Gesù, che verranno poi riscoperte e approfondite nella lettura di tutto il racconto.

Rileggere l’inizio del Vangelo è un esercizio bello per noi che, all’inizio dell’Anno liturgico, ci siamo rimessi in cammino per riscoprire il Signore e il suo progetto di beatitudine per noi. Camminiamo condotti da lui, curiosi di scoprirlo per come lui si fa vivo nella liturgia e nella nostra vita. Desiderosi di rimettere in discussione quel che sappiamo e la presunzione di saperne già abbastanza… Soffermiamoci su alcune parole.

Marco parte proprio dal ‘principio’. Come nella prima pagina del libro della Genesi. Come all’inizio del racconto evangelico di Giovanni. Il nostro Signore sta non solo all’inizio temporale della nostra storia, ma è qualcuno che ha a che fare con il principio dell’esistenza di ogni cosa, con la nostra origine e l’origine del mondo.

Marco vuole raccontare il principio del ‘vangelo’. Letteralmente, una buona notizia. Nel mondo e nella storia c’è un senso. Noi, che viviamo in questo mondo malmesso e in questo periodo storico disorientato, riceviamo una bella notizia: non è vero che non si capisca niente, non è vero che non ci sia un riferimento, non è vero che valga tutto e l’esatto contrario di tutto. Nel casino di questo mondo Dio è entrato, ha fatto irruzione, con il suo amore gratuito, perché vuole salvare questo mondo e ciascuno di noi.

Il principio della buona notizia è la persona di ‘Gesù’. Dio irrompe nel mondo tramite questo umile uomo di Nazaret, il cui nome è Gesù. Marco ci dice subito (ma ci spiegherà solo dopo cosa significa) che questo nazareno è il ‘Cristo, Figlio di Dio’. In questi tre nomi c’è tutto il mistero della persona del nostro amato Signore. Vero uomo e vero Dio. Di ‘mestiere’ Cristo, salvatore del popolo, dell’umanità intera. Non sbuca dal nulla, questo ‘Signore’. Isaia (e gli altri profeti) lo aveva annunciato. Giovanni Battista, ultimo profeta, lo ha indicato. Marco ci vuole dire che Dio è fedele. Non parla a vanvera. Non fa promesse elettorali. Dio, che ci ha creati, ci segue come un Padre premuroso, ed ha una sua ‘economia’ per la nostra salvezza. Non fa le cose a caso. Ha pensato bene a come fare per attuare il suo desiderio di ‘battezzarci’ con il suo Spirito, cioè di abbracciarci e farci vivere felicemente con Lui. Come farà questo Gesù Cristo Figlio di Dio a salvarci? Attendiamo di riscoprirlo rileggendo il racconto evangelico, pronti a lasciarci stupire da suo modo scandaloso di manifestare l’amore radicale del Padre.