Novena di Natale. La vera umanità di Gesù Cristo

Siamo ancora a curiosare dentro lo scrigno che la Chiesa ci schiude, per sbirciare il mistero del bambino di Betlemme. Abbiamo contemplato ieri la sua divinità: dentro quella figura umana, c’è un ‘io’ divino, quello del Figlio di Dio. Di quella figura umana possiamo e dobbiamo dire tutto ciò che è proprio di Dio, perché quel bambino è fatto come è fatto Dio, è della stessa sua sostanza. Crediamo che la persona che è quel bambino esiste da sempre e per sempre nell’eternità di Dio. Sì, quel bambino è vero Dio e vero uomo.

Ma che vuol dire ‘vero uomo’? Come fa ad essere veramente Dio e veramente uomo? Se è veramente Dio, come fa a pensare come un uomo, a volere, a decidere, scegliere e amare come un uomo?

Paolo di Samosata era un vescovo che amava Gesù. Voleva difendere la sua santità. Ci ha provato, dicendo che, per essere santo, Gesù non poteva avere un’anima umana, un pensiero, una volontà, una libertà umana. Lo sperimentiamo tutti: i nostri pensieri, la nostra volontà e la nostra libertà non amano in modo perfetto. La soluzione del vescovo Paolo era di pensare che, di umano, Gesù aveva solo il corpo. L’io di Gesù pensava, decideva, voleva e amava solo divinamente, secondo la natura, il modo di essere di Dio. Gesù, insomma, era una specie di ammasso di cellule umane, ma senza lo spirito umano. Era come noi, ma solo nelle ossa, nei muscoli. A muovere quelle ossa e quei muscoli, a decidere cosa fargli fare, per il Vescovo Paolo era solo la volontà divina del Figlio di Dio.

«No, non ci stiamo! No, non è così che dice la Bibbia, non è così che dice la Chiesa», hanno detto i cristiani di allora. Han pensato, han pregato, si son parlati, hanno fatto una riunione solenne, questa volta in una città più importante: Costantinopoli. Era l’anno 381 dalla nascita di Gesù, e c’erano tutti i vescovi che abitavano in oriente. Quel che diceva Paolo non gli quadrava. Avevano imparato a scuola e in chiesa, fin da piccoli, che Gesù aveva salvato l’uomo perché aveva ‘assunto’ tutto l’uomo, perché era diventato veramente uomo. Dicevano: «ciò che non è assunto non è redento». E noi lo ripetiamo: «ciò che Gesù non ha condiviso con noi non è salvato, non è risorto, non è rinnovabile, rimane vecchio e schiavo del peccato».

Già, ma chi è l’uomo? Ecco il punto decisivo: l’uomo, dice la Bibbia, è uno spirito incarnato, oppure un corpo spirituale. Non è solo un ammasso di cellule! Anche un cadavere è un ammasso di cellule, ma non è un uomo! Solo quando c’è l’anima il corpo è il corpo di un uomo. Solo quando c’è il corpo l’anima è l’anima di un uomo.

I nostri antenati, i nostri padri nella fede lo hanno detto a chiare lettere: Gesù non ha salvato solo i miei muscoli e le mie ossa. Gesù ha salvato la mia volontà, la mia libertà, la mia intelligenza, la mia capacità di amare!… e l’ha salvata perché Lui aveva una volontà, una libertà, un amore, un’intelligenza fatta come la mia, assieme alla volontà/libertà/intelligenza/amore fatti come quelli di Dio, della stessa sostanza di Dio. Veramente uomo, Veramente Dio! L’io di Gesù, la persona divina di Gesù ha due nature. All’io di Gesù, alla persona di Gesù, si devono attaccare due liste di caratteristiche naturali: quelle della natura umana e quelle della natura divina. Veramente Dio, Veramente uomo. Perché ciò che non è assunto, non è redento. Se l’anima umana di Gesù non avesse capito, voluto, amato, la mia anima umana non avrebbe speranza di capire, volere, amare in quel modo pieno e libero che io desidero!

Maria è testimone di questo mistero: i nostri antenati, i nostri Padri nella fede hanno affermato: Gesù è incarnato dallo Spirito santo e da Maria vergine. Lei lo ha portato in grembo, il Figlio di Dio veramente uomo. Per prima gli ha parlato, per prima ha sentito le sue parole divine e umane, ha visto la sua volontà umana crescere e la sua libertà esprimersi, la sua intelligenza umana imparare, il suo cuore umano amare. E noi ripetiamo la fede dei nostri Padri, con vigore e fermezza e stupore, come tutti i cristiani che ci hanno preceduto.

«Noi non accettiamo
l’assunzione di una carne senz’anima
di una carne senza intelligenza
di una carne imperfetta
ben sapendo che il Verbo di Dio,
perfetto prima dei secoli
è divenuto perfetto uomo per la nostra salvezza».