Lectio divina sul Vangelo secondo Luca: 2

In questo anno pastorale 2015/2016 ci sentiamo chiamati a camminare alla presenza del Signore: ci aiuta l’esperienza dei primi discepoli di Gesù, che contempliamo meditando il racconto dell’evangelista Luca. Come fa il bue (simbolo dell’evangelista Luca), ruminando la Parola di Gesù (il leone), il discepolo peccatore e disordinato è trasformato e salvato.

Gli spunti qui riportati sono la sintesi della condivisione tra i partecipanti alla lectio divina di domenica 20 dicembre 2015 su Lc 1,5-25, offerti a tutta la comunità. Tutti sono invitati a trovare un momento personale o famigliare per la lettura e la preghiera.

Le precedenti meditazioni:
Luca 1,1-4 La solidità delle Parole.

 

Dal Vangelo secondo Luca: 1,5-25  – L’annuncio a Zaccaria

5Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. 6Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. 7Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
8Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, 9gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. 10Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. 11Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. 12Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. 13Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. 14Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, 15perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre 16e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. 17Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». 18Zaccaria disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». 19L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. 20Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
21Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. 22Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
23Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. 24Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: 25«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Alcuni punti per la meditazione personale

Luca inizia il suo racconto ambientando il lettore pagano nel contesto della Prima Alleanza: il tempio, i sacrifici, l’allusione ai patriarchi… La storia di Gesù si innesta con novità sorprendente nella storia antica, continuandola e insieme rivoluzionandola.

  1. Il tempo e il luogo. I giorni di Erode il grande. Il tempio di Gerusalemme, centro del mondo religioso ebraico, nel momento della preghiera per il popolo… Dio visita Zaccaria, uno sconosciutissimo israelita, nel suo ‘posto di lavoro’.

6-7. Erano giusti. E non avevano figli. L’osservanza della Legge non funziona… Pur essendo giusti, Zaccaria ed Elisabetta non compiono la loro esistenza nella salvezza. Il non riuscire ad aver figli è un dramma profondo, e molti fanno di tutto per avere figli. La sterilità è rimasta anche ai nostri tempi un nodo insolubile… Possibile il richiamo all’interrogativo drammatico: se faccio bene, perché non porto frutto, o me ne viene il male? Evidente il richiamo ad Abramo (e agli altri patriarchi!) e alla nascita del popolo di Israele dalla libera iniziativa di Dio che fa l’impossibile.

8-9. Offrire l’incenso per il popolo. Zaccaria è nel cuore della liturgia di Israele, in dialogo con Dio in nome del popolo, che è ‘fuori’ a pregare, che ‘era in attesa’ (v. 21). Come vivo la liturgia?! Con l’attenzione alle rubriche, ma stando veramente davanti al Signore?

11-12. Fu visto. Turbamento e timore. L’iniziativa è del Signore e la presenza del suo angelo provoca una seria reazione in Zaccaria, come sempre in chi si mette veramente davanti a Dio.

13-14. Non temere… Il ritornello della Bibbia all’uomo impaurito (Adamo in Gen 3,10: ‘ho udito la tua voce e ho avuto paura…’). Fu esaudita la tua supplica… La preghiera del vecchio Zaccaria, è cominciata da tanti anni. E forse per l’età non chiede neanche più un figlio. I tempi dei verbi che Dio usa non sono mai paragonabili ai nostri. Magari Dio ha già esaudito qualche nostra preghiera, e dobbiamo educarci ai tempi di Dio, che ha uno sguardo sul tempo diverso dal nostro! Nella preghiera dell’incenso si pregava anche per la liberazione di Gerusalemme. La tua donna Elisabetta genererà per te un figlio… è identico ad Abramo (Gen 17,9)! Ogni nascita è dono di Dio: Dio è l’origine di ogni uomo.

15-17. La parte centrale del brano descrive (con due frasi parallele) le caratteristiche e la missione di Giovanni. Sta davanti al Signore, è pieno di Spirito Santo/di Elia, e agisce per il popolo/figli di Israele in diversi modi: volgendolo verso il Signore; riconciliando i padri/figli membri del popolo (Mal 3,23-24); rivolgendo i ribelli alla giustizia. Uno spaccato anche del nostro popolo? Ricondurre i padri verso i figli: una missione che possiamo portare avanti, quella di prendere le cose antiche e condurle verso la novità. Trasmettere il patrimonio della tradizione nell’oggi!

  1. Da cosa conoscerò questo… La risposta incredula di Zaccaria! Non ha imparato dalla fede di Abramo (Gen 15,8); non anticipa la fede intelligente di Maria (1,34).

19-20. Io sono Gabriele… tu sarai muto. Gabriele sta veramente davanti a Dio e parla in nome di Dio. Zaccaria non riceve la parola e diventa muto… Per parlare bene bisogna ascoltare bene! Doveva essere l’interlocutore di Dio per il Popolo, ma non riesce a comunicare nulla… Un sacerdote che non sa ascoltare Dio è un sacerdote muto, che non ha molto da dire! Nonostante le difficoltà di Zaccaria, Dio va avanti lo stesso nella attuazione del suo progetto di salvezza… come ha fatto con Abramo!

21-22. Il popolo riconobbe che aveva avuto una visione… Il popolo capisce subito qualcosa, forse perché ha già in mente una prospettiva ampia di attuazione del progetto di Dio. Noi abbiamo perso questa prospettiva ampia, nella fretta di questi tempi! Zaccaria che non esce dal tempio ricorda Mosè che tarda a scendere dal monte… Come ci comportiamo come popolo cristiano: il silenzio o la ribellione. Qui il popolo sta in silenzio, con Mosè si ribellò…

Forse il nostro silenzio è talmente potente da far partorire un giorno un nuovo Giovanni!

23-25: il compimento della promessa di Dio! Nulla è impossibile a Dio, che restituisce dignità e fecondità ad ogni persona, abilitandola a fare la cosa più importante di tutte: amare. Ecco cosa ha fatto in me il Signore… Elisabetta riconosce, come farà Maria, le grandi cose fatte da Dio.