Lectio divina sul vangelo secondo Luca: 1

In questo anno pastorale 2015/2016 ci sentiamo chiamati a camminare alla presenza del Signore: ci aiuta l’esperienza dei primi discepoli di Gesù, che contempliamo meditando il racconto dell’evangelista Luca. Come fa il bue (simbolo dell’evangelista Luca), ruminando la Parola di Gesù (il leone), il discepolo peccatore e disordinato è trasformato e salvato.

Gli spunti qui riportati sono la sintesi della condivisione tra i partecipanti alla lectio divina della domenica sera, offerti a tutta la comunità. Tutti sono invitati a trovare un momento personale o famigliare per la lettura e la preghiera. Chi desidera può inviare le proprie riflessioni in parrocchia (in busta o via e-mail).

Dal vangelo secondo Luca (1,1-4)

1 Poiché molti posero mano    a riordinare un racconto su quelle cose che si compirono tra noi,

2 come trasmisero a noi coloro che dal principio furono testimoni oculari e servitori della Parola,

3 parve anche a me, avendo seguito da vicino dall’inizio tutto con cura, di scrivere per ordine

a te, ottimo Teofilo,

4 affinché tu riconosca la solidità delle parole con cui fosti istruito.

 

Alcuni punti per la meditazione personale

Le cose che si compirono tra noi. È la storia di Gesù. Una storia vera, accaduta tra noi, finestra dell’ingresso definitivo di Dio nella storia. Compimento definitivo delle promesse di Dio. Dalla storia di Gesù prende luce e significato tutta la storia. Anche la mia storia personale di oggi, piena di domande di senso… Nell’attesa della venuta del Signore.

La venuta di Cristo come fatto storico in sè si inserisce nella storia dell’impero romano. È la storia di un uomo che molti non hanno voluto. Non è una storia ‘famosa’ all’inizio! Solo dopo, piano piano, con l’annuncio, la storia di Gesù è stata conosciuta.

Coloro che furono dal principio testimoni oculari e servitori della Parola (Cf 1Gv 1,1-4). La storia del Gesù che io cerco adesso è accessibile solo attraverso l’esperienza unica e irripetibile dei ‘testimoni oculari’, che hanno visto e udito il Verbo della vita. La nostra fede, per questo, è ‘apostolica’ e si fonda sulla loro predicazione, sul loro annuncio…

…all’inizio, tutto, con cura, di scrivere per ordine a te… Luca sente la responsabilità di presentare in modo integrale quel che gli apostoli hanno visto e annunciato. Tutto è prezioso. Niente è per caso. Tutto quel che Gesù ha rivelato è necessario e sufficiente per conoscere Dio. Nessuno si può inventare un Gesù diverso.

Nutrirsi del racconto ‘ordinato’ evita il rischio di fare lo ‘spezzatino’ di Gesù… Curioso che gli apostoli non siano subito andati a scrivere quello che avevano visto! Ma all’epoca il sistema di trasmissione della cultura era prettamente orale. La scrittura dei vangeli qualche decennio dopo la Pasqua è motivata dalla necessità della fedeltà alla testimonianza degli apostoli nel pericolo di travisamento della fede con l’allargarsi del cristianesimo.

In questa opera letteraria, che fa di Luca un vero autore, è misteriosamente all’opera il vero autore: lo Spirito.

È importante per tutti, secondo le possibilità, un serio studio delle Scritture, che è già preghiera!

Ottimo Teòfilo. Sono io: amato da Dio per diventare amante di Dio. Luca presenta il Dio della misericordia, che si presenta sul volto di Gesù, perché i discepoli diventino misericordiosi come il Padre.

La solidità delle parole. I vangeli sono normativi (‘canonici’) per la fede di ogni discepolo. Riportano il racconto dei testimoni oculari, sono scritti per confermare la fede, sono riconosciuti dalla Chiesa che illuminata dallo Spirito li dichiara ‘ispirati’.

Qoelet (1,8) parla delle ‘parole stanche’, ma il vangelo non è mai una parola stanca! Sarebbe bello mettersi più spesso a parlare di Gesù, invece di dire un sacco di cose inutili, che ci stancano!

A volte la Parola del vangelo rimane ‘fuori’, quasi estranea, anche se la conosci a memoria. Tuttavia rimane lì, non affonda!

Quella dei vangeli è una narrazione famigliare, che ci accompagna da sempre. Molti ci hanno narrato i vangeli! Infinite voci. In una novità continua, perché noi siamo sempre diversi! Questo è rassicurante da una parte, ma nello stesso tempo è esperienza di novità, perché la storia di Gesù contiene tutto il vissuto e tutte le esperienze dell’animo umano.