In questo passo di Matteo (Mt 16,13-20) incontriamo un Gesù esigente, che ci ricorda che, mentre lui porta novità inaudite nella storia, noi – troppo spesso – cerchiamo conforto in vecchi pensieri.
È un cammino in profondità, che avviene in tre passaggi (e una sorpresa).
Primo passaggio. Dopo un lungo e periodo di missione e incontri con le persone, durante il quale ha provato profonde compassioni, ha compiuto miracoli, ha affrontato discussioni (anche animate: si pensi alle dispute con i Farisei e i Sadducei), Gesù chiede ai discepoli: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”.
La gente – rispondono i discepoli – per capirti pensa al passato: immagina che tu sia Giovanni redivivo, oppure un profeta, grande come lo sono stati Elia o Geremia…
Secondo passaggio: “Ma voi, chi dite che io sia?”.
Che commozione in quel “Ma”! Sembra quasi di sentire il tono un po’ malinconico di Gesù. Quasi a dire: posso capire che la gente ancora non stia capendo niente di me e del Regno, ma voi? Voi che condividete con me le fatiche dell’annuncio?
Pietro risponde a questa domanda con una meravigliosa professione di fede: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”. E qui Gesù, riconoscendo nelle parole di Pietro l’azione della Grazia, prorompe in una benedizione: “Beato!”.
Terzo passaggio. La fede di Pietro è un evento così grande che avviene l’impensabile. Le azioni di Dio e quelle dell’uomo si intrecciano tanto da diventare una cosa sola: nasce la Chiesa.
In tre passaggi Gesù ci guida – da quel sapiente pedagogo che è – dal nostro vecchio modo di vedere il mondo alla visione di un’umanità ormai totalmente immersa nel Regno e nella vita di Dio stesso.
Ma qui arriva la “sorpresa”: Gesù “ordina” ai discepoli di non dire a nessuno che lui è il Cristo.
Perché – ci chiediamo – nascondere quell’annuncio meraviglioso?
Perché Gesù non cerca “adesioni” al suo messaggio, ma “conversione”: iniziare a vedere il mondo come lo vede lui.
Gesù sa che questo passaggio richiede tempo e ci rispetta nella nostra limitatezza.
A noi, di chiedere il dono della novità con entusiasmo.!