Campo Celentino 21 agosto

È un risveglio ancora piovoso quello che ci accoglie in questa quinta giornata a Celentino. Il sole purtroppo resterà un grande assente anche oggi.

Dopo la colazione ci dedichiamo alle pulizie della casa e all’attività mattutina; divisi in gruppi e sparsi nei piani della casa riflettiamo su cinque parole che racchiudono il significato dell’essere missionari: accorgersi, restare, scegliere, donare e costruire. Unendo le idee di tutti siamo giunti ad una definizione per ognuna di esse. Accorgersi significa non passare davanti alle difficoltà degli altri facendo finta di niente. Restare è avere il coraggio di rimanere fedeli alle persone e alle cose in cui si crede, anche quando costa fatica. Scegliere vuol dire investire il proprio tempo e le proprie energie per mettersi concretamente a disposizione. Donare non è solamente dare ciò che si ha ma soprattutto ciò che si è, ciascuno con le proprie capacità. Infine costruire, ossia creare condizioni, opportunità e luoghi nei quali le persone possano sentirsi accolte e valorizzate.

La pioggia si intensifica verso l’ora di pranzo e l’umore sembra calare di conseguenza. Ma per fortuna in questo mondo esistono delle persone che possono a pieno titolo chiamarsi eroi. Mentre fuori il vento fischia, il guanciale sfrigola in padella. La carbonara consola gli animi e riaccende la speranza. Grazie cuochi!

Tempo di digerire la pasta miracolosa e la casa torna a riempirsi di risate, schiamazzi e sfide. Vista la giornata uggiosa gli educatori hanno deciso di sfoderare una rete da ping pong portatile, che si è aggiunta alle ormai apprezzatissime partite di trionfo, perudo e calcio balilla. Tra un match e l’altro si inizia anche a pensare di organizzare dei tornei nel pomeriggio, ma prima ci rimane la seconda parte di riflessione.

Divisi nuovamente nei gruppi della mattinata rievochiamo i luoghi in cui si svolge la nostra vita per poter capire come essere testimoni. L’obiettivo dell’attività è analizzare quanto e come ci sentiamo missionari nella vita di tutti i giorni. Attraverso la quotidianità, gli amici, la sfera digitale e i dubbi personali ripercorriamo la nostra esperienza di testimoni cercando di comprendere quali siano i blocchi che ci impediscono di viverla appieno.

Ancora una volta è la merenda che ci ricarica le energie a fine attività, preparandoci ai grandi tornei del pomeriggio. I giorni passati ad allenarsi tra calcio balilla e carte da gioco possono finalmente dare frutto: le coppie si sfidano in partite mozzafiato, non prive di colpi di scena e eliminazioni shock.

A fine serata sono molti i rimpianti per i goal mancati e le partite perse all’ultima mano, ma le docce prima di cena permettono di sbollire la competitività accumulata. Dopo cena invece ci ritroviamo tutti insieme per un’ultima riflessione: ognuno di noi scrive la parola che più lo ha colpito durante la giornata sul cartellone a forma di valigia che ci ha accompagnato per tutto il campo.

Ultimi giochi della giornata e poi via tutti a nanna, domani finalmente il tempo tornerà sereno e un’ultima gita ci aspetta.