Campo ACR – 16 luglio 2026

Alle 8 splende il sole e ciò significa solo una cosa: si può andare in gita. Dopo colazione vengono svolti solo i servizi essenziali (refettorio e lavaggio piatti), per poi salire a preparare lo zaino con tutto il necessario. Si scende, si prendono i panini, si prega e poi si parte.

Scendiamo fino al parcheggio Plazze de Forni a prendere la navetta che ci porta al parcheggio Coler. Qui troviamo l’inizio del percorso geologico e, in fondo a destra, l’inizio del nostro sentiero. La prima tappa sono le cascate di Saent: sono due, una alta e una bassa. Dopo poco più di mezz’ora di cammino arriviamo a uno spiazzo con una fontanella e qui ci fermiamo un attimo per riposare e per fare merenda.

Ripartiamo e inizia una salita che si fa via via più ripida. Saliamo per un’altra mezz’ora e arriviamo alle cascate e qui ci fermiamo per ammirarle. Rispetto al fondo valle siamo già più in alto e il panorama inizia a farsi vedere. Proseguiamo lungo il sentiero, che si addentra nel bosco, e la salita si fa sempre più ripida. C’è chi si lamenta della fatica ma, seppur rallentando, si continua a salire.

Dopo quasi un’altra ora di cammino arriviamo alla seconda tappa: baito mandria di Buse. Ci aspettavamo una malga e invece troviamo un bivacco. Ma si sa, non tutte le medaglie sono d’oro. Ci sediamo e tiriamo fuori il nostro pranzo. Davanti a noi un panorama mozzafiato: cima Careser, cima Pontevecchio e cima Saent sembrano toccare il cielo. Una volta finito di pranzare e dopo esserci riposati un po’, ripartiamo.

Il sentiero prosegue nel bosco e alterna del piano a qualche salita. Dopodiché diventa quasi tutto in quota e camminiamo per altri 40 minuti abbondanti finché il bosco non si apre e torniamo a vedere il cielo. Un ultima salita e arriviamo a malga Artise. Non è una malga turistica ma ha comunque una fontana dove potersi rinfrescare e riempire le borracce. I ragazzi sono stanchi e ne approfittano per sedersi e riposare, mentre parlano, ridono e scherzano. Da quassù si vede tutta la val di Rabbi: da dove inizia fin dove finisce, ancora meglio rispetto a martedì.

Ripartiamo: da ora è solo discesa. Percorriamo una strada sterrata. Inizialmente siamo ancora in alto e non ci sono alberi; man mano che scendiamo ci addentriamo nel bosco. Continuiamo per una mezz’oretta finché non giungiamo a un bivio: prendiamo un sentiero che scende ripidamente verso casa. Passiamo per un parco a tema, il Giardino sonoro Fruscìo, senza però essere incuriositi dalle installazioni.

Dopo l’ultima ora di discesa arriviamo finalmente a casa: ci si cambia le scarpe, ci si ferma, si gioca a ping pong, a bocce e a carte finché non facciamo merenda. Dopo 23km camminati riposarsi è molto più che maritato. Nel frattempo un altro “abitante” autoctono viene a farci visita: un daino esce dal bosco sotto casa a brucare (tornerà anche dopo cena e i ragazzi correranno incuriositi a vederlo). Dopo le docce e la cena: arrosto di maiale con un wok di verdure e salsa di soia.

Finito di cenare ci si lava i denti e si sale per il gioco serale: la conquista della galassia continua. Verso le 23 si va in camera e ci si prepara per la notte. Dopo un po’ di chiacchiere cala il sonno sulla casa, complice sicuramente la fatica della gita. Buonanotte, speriamo che anche domani il sole ci faccia compagnia.