Compassione

Da questa Domenica ci aspetta un lungo e sereno periodo di ordinaria Parola di Dio; abbiamo archiviato le feste più importanti dal punto di vista della liturgia e del contenuto della fede ed ora ci lasciamo assistere dalla voce comune del Vangelo che, proprio perché riferita alla vita quotidiana di Gesù, ci si offre nella sua immediatezza e famigliarità.

Il Vangelo di questa Domenica si apre con queste parole: “Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione …”.

La folla nei racconti evangelici non ci fa mai una gran bella figura; essa è spesso intesa come aggregazione di coloro che non hanno idee né vogliono prendere posizione: è quella che insegue Gesù per curiosità, che lo importuna anche durante la preghiera e che alla fine lo preferirà ad un impostore di nome Barabba e tuttavia è proprio da questo pavido agglomerato di persone che Gesù sceglierà per sé coloro che chiamerà Apostoli.

Gesù, che è Dio, vive in mezzo alla folla, ne respira il cupo odore della rassegnazione e suo malgrado ne ascolta i vuoti discorsi, subisce la banalità dei loro ragionamenti e la pesantezza del loro opportunismo ed è proprio per tutto questo che la guarda con compassione: straordinario… mentre noi, al suo posto saremo più orientati al disprezzo, lui ne prova COMPASSIONE!

Una compassione che valorizza le persone lasciandole libere nella loro superficialità, la quale è comunque una scelta sebbene non necessariamente obbligatoria: galleggiare nel disimpegno spalanca le porte della banalità che per molti è una condizione di beatitudine.

Gesù non cerca di trasformare la folla in un’ordinata società, ma se la porta appresso cercando di liberare ad uno ad uno gli sventurati che ne fanno parte e tra di essi gli stessi apostoli.

Don Saverio