La festa solenne del Corpus Domini è un invito liturgico ed esistenziale ad una trasformazione: diventare Cristo, non nell’autonomia di una nostra interpretazione ma nella verità della sua persona.
La vita e lo spirito di Gesù sono trasmesse alla storia attraverso la Parola che la tradizione della Chiesa ci ha tramandato ma è altresì lo Spirito che ravviva nella novità e nella verità la Parola stessa; la festa di oggi è la conferma di una tradizione e contemporaneamente di una trasformazione in quanto quel Cristo sacramentale di cui il cristiano si nutre ha bisogno, per portare la vera vita, di essere accolto nella bellezza di un progetto: “Chi mangia questo pane vivrà in eterno”!
La processione che anticipa la messa di oggi e che ne è parte integrante e sacramentale sta proprio ad indicare che il dono lasciatoci da Cristo della sua presenza eucaristica è funzionale ad un cammino di liberazione pari a quello del popolo di Israele nel deserto da cui guidato, sostenuto e educato da Dio è giunto alla sua liberazione. Così il sostegno che giunge a noi nel sacramento eucaristico non è soltanto un luogo di contemplazione ma un elemento essenziale per camminare verso la comune liberazione integrale di ogni figlio di Dio; fintanto che ci viene donato il pane ed il sangue per sostenere il nostro cammino nella vita dobbiamo affrontare quotidianamente la nostra fatica per giungere alla mèta indicata dal Padre attraverso la persona del Figlio.