“Alzatevi, non temete!”

Commento al Vangelo del 1 marzo 2026.

Gesù ci porta di nuovo sul monte in questa seconda tappa del cammino di Quaresima. Quasi a volerci mostrare come sia importante guardare le cose da un punto di vista differente. In cima al monte si fa esperienza del limite e dell’infinito. E fare esperienza dell’uno inevitabilmente richiama l’altro: è ciò che vivono Pietro, Giacomo e Giovanni al cospetto di Gesù che si trasfigura davanti ai loro occhi. La bellezza sfolgorante della divinità di Gesù, che “brilla come il sole” (Mt 17,2); l’apparizione e la compagnia di Mosè ed Elia, i due “campioni” del popolo di Israele, che hanno consegnato e difeso la Legge, prima Rivelazione di Dio (Mt 17,3); la voce dalla nube che attesta la natura divina di Gesù e il suo essere Figlio (Mt17,5) sono immagini simboliche, che ci portano dentro all’esperienza del mistero dell’incontro con Dio, indescrivibile nella sua concretezza. Esperienza spaventosa per le vertigini che procura ma sicuramente meravigliosa, totalizzante, che spinge gli apostoli (e chiunque si trovi al cospetto della grandezza di Dio) prima alla gioia, poi al timore, poi al silenzio (Mt 17,9).

Di quest’evento irripetibile, vissuto dai testimoni che Gesù ha scelto per mostrarsi nella sua interezza divino-umana, possiamo essere anche noi fruitori, seppure in modo indiretto. Meditare questa pagina di Vangelo ci aiuta a pensare allo splendore dell’uomo nuovo inaugurato da Gesù: anche noi saremo trasfigurati dopo la risurrezione! È emozionante pensarlo e questo pensiero deve costituire la spinta che ci guida nella vita. C’è un traguardo, una meta, e questa metà brilla come il sole ed è fatta di comunione piena, di amore traboccante. Ma il racconto della trasfigurazione ci aiuta anche ad intuire un’altra sfaccettatura da non sottovalutare. Dio è presente nella sua gloria sul monte ma lo è altrettanto (e oso dire provocatoriamente: di più) nella fragilità delle nostre esistenze. Nell’infinito e nel limite. Nel limite che sperimentiamo e dal quale non possiamo fuggire, il Signore trova non solo lo spazio per entrare nella nostra vita, ma anche la possibilità di farci sperimentare il suo amore liberante, la sua presenza che salva, il suo “esserci” che dà senso ad ogni cosa. “Gesù si avvicinò, li tocco e disse: “Alzatevi, non temete”” (Mt 17,7), il Signore ci sta dicendo che non è necessario ritirarsi sul monte per contemplare la sua gloria, ma è sufficiente lasciarci toccare da lui nello spazio e nel tempo dei nostri fallimenti e delle nostre sofferenze per essere salvati. Lasciarci incontrare nel limite per accedere all’infinito. Camminare dietro al maestro verso la croce per vivere in pienezza la Pasqua. Questa è la strada della quaresima. “Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”.” (Mt 17,9)

Buon cammino!