La nostra fragilità e l’abbraccio alla vittoria di Cristo

Commento al Vangelo del 22 febbraio 2026.

Il Vangelo ci presenta Gesù che, non per propria volontà — come quando uno va a fare una passeggiata —, fu condotto nel deserto dallo Spirito per quaranta giorni. C’è una forza divina che lo spinge all’incontro con la prova dopo il Battesimo. Va specificamente per essere tentato o messo alla prova: sarà istigato al male da parte del diavolo.

Qui si manifesta la reale umanità di Gesù Cristo. Non soffre una fame metaforica; è la vulnerabilità totale del Verbo incarnato prima che il tentatore si avvicini. Le sue risposte al tentatore provengono dalla Parola di Dio: Egli stesso, Gesù Cristo, che non è un detto antico; è una realtà viva e definitiva che smaschera le insidie del nemico.

La lettura del Vangelo di questa domenica, con cui inizia la Quaresima, ci invita ad abbracciare la vittoria di Gesù Cristo sulla fragilità umana e sulle tentazioni del Diavolo. Iniziamo un tempo in cui riflettiamo e contempliamo Gesù Cristo che assume la nostra carne mortale e, di conseguenza, le nostre debolezze: è tentato come uomo, ma vince con la Parola di Dio. In Gesù Cristo è la nostra vittoria.

Il tempo di Quaresima che ci attende non è solo un passaggio attraverso un luogo geografico; è il tempo e lo spazio per scoprire la nostra dipendenza da Dio. È l’opportunità per liberarci dalle malvagità che avvelenano le nostre esistenze, analoghe alle tentazioni di Gesù, che riassumono gli idoli del cuore e le fragilità umane quotidiane. È il momento in cui, una volta abbracciata la vittoria di Gesù Cristo e liberati dal male, dobbiamo seguire la sua chiamata, rimanendo saldi nel combattimento spirituale.

Buon cammino di Quaresima a tutti e molte benedizioni.