Commento al Vangelo del 2 novembre 2025.
Nel vangelo di Giovanni, appare piuttosto chiaramente che il punto di vista fondamentale su Gesù e la sua missione è che il Verbo fatto carne viene mandato dal Padre nel mondo a darci la vita e a salvare ciò che era perduto. Il mondo da parte sua rifiuta il Verbo incarnato; il Prologo dello stesso vangelo ci presenta questo pensiero (Gv 1,1-18), che successivamente l’evangelista continuerà ad elaborare lungo tutto il suo racconto evangelico. Anche i vangeli sinottici, a loro modo, annunciano questa novella; si pensi alle parabole della pecora smarrita e della dramma perduta (Lc 15,1-10), oppure alla dichiarazione: non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori (Mc 2,17).
Tale linea di pensiero la troviamo anche in questo brano domenicale: Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato (Gv 6,38). Questa, infatti, è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna (Gv 6,40). Parole chiavi del vangelo di Giovanni sono: vedere e credere. Vedere, implica e significa automaticamente credere nel Figlio mandato dal Padre. Con questo atteggiamento di fede il credente possiede già la vita eterna.
La salvezza del mondo si compie già nella prima venuta di Cristo tramite l’incarnazione e con la risurrezione di colui che si lascia elevare sulla croce. Il secondo ritorno di Cristo nell’ultimo giorno sarà un completamento di questo mistero della salvezza.
Il brano del vangelo di oggi è tratto dalla sessione che parla del ministero di Gesù che porta in sé la forza salvifica per l’uomo in cerca di eternità; essa è resa disponibile ad ogni uomo purchè questo la colga nell’atto pieno e terribile di donazione del Figlio crocifisso e morto per tutti. Gesù dice che chiunque vede il Figlio e crede in lui avrà la vita eterna; il Figlio è presente soprattutto nei poveri e sofferenti e mantenere lo sguardo su questi crocifissi non è semplice né piacevole; tuttavia, sono essi la possibilità di salvezza per ciascuno di noi.