Commento al Vangelo del 12 ottobre 2025.
Gesù passa, attraversa, percorre, si muove e ci raggiunge; a volte, poi, decide di entrare, fermandosi più a lungo. Come avviene in questo racconto, l’evangelista Luca si sofferma su questo particolare e scrive che “Gesù entrò in un villaggio” (Lc 17, 12-14). L’entrare, in senso biblico, può essere attribuito ad una lama affilata che penetra sino alle midolla, è l’ingresso nel profondo, che implica condivisione e partecipazione. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un verbo molto comune e molto usato nei vangeli: “entrare”; solo nel Vangelo di Luca ricorre tantissime volte e disegna chiaramente l’intenzione di Gesù di farsi vicino, farsi amico e amante. Lui non disdegna nessun ingresso, nessuna comunione. Entra nella casa di Simone il lebbroso (4, 38), nella casa del fariseo (7, 36 e 11, 37), poi nella casa del capo della sinagoga (8, 51) e di Zaccheo il pubblicano (19, 7). Entra continuamente nella storia dell’uomo e partecipa, mangia insieme, soffre, piange e gioisce, condividendo ogni cosa. Basta aprirgli, come dice Lui stesso (Ap 3, 20) e lasciarlo entrare, perché rimanga (Lc 24, 29).
Nel Vangelo di oggi si narra che entrando in un villaggio Gesù incontra dieci lebbrosi; essi rappresentano la condizione a cui spesso noi siamo sottoposti a causa della nostra difficoltà a credere, a condividere e spesso anche ad amare. Questi dieci lebbrosi si tengono a distanza da Gesù, sia perché la legge proibiva loro di accostarsi alle persone e sia perché, non avvicinandosi troppo, non avrebbero attirato su di sé le maledizioni e le prepotenze della gente sana. Anche loro, come noi, vogliamo guarire, essere riportati nella condizione di normalità per poter vivere serenamente con gli altri e soprattutto senza più dolori o limiti; Gesù può tutto questo e lo fa: guarisce.
Essere sanati nel corpo è gran cosa per chi è nel dolore e spesso sarebbe già abbastanza per tanti che soffrono pene e malattie, ma il Signore può molto di più ed al lebbroso guarito che torna indietro a ringraziare, il Maestro offre a lui la sua comunione facendogli scoprire la vera ricchezza di ogni persona; la fede! Essa sola può veramente guarire ogni forma di malattia ed infermità; in quanto dono di Dio fatto ad ogni uomo, la fede salva e guarisce chiunque invoca il Signore.