
- L’incontro con suor Lucia e suor Clara si è rivelato molto concreto, nonostante ai nostri occhi il loro stile di vita fosse distaccato dal mondo. Mi ha colpito la loro consapevolezza di non poter cambiare tutto il mondo, ma di provare nel proprio piccolo a renderlo un posto migliore attraverso la cura delle relazioni.
Se dovessi fare un riassunto di questa settimana calabrese, ho visto la presenza di Dio in ogni incontro: nel parlare di giovani con Suor Giovanna, negli avvenimenti quotidiani di lotta alla legalità per Pasquale e Cristina, nell’avere un amico a cui confidare i propri pensieri per Suor Lucia e Suor Clara, nell’ospitalità di Maria Letizia, Cristian, Pasquale, Loredana, Maria. Storie diverse, luoghi diversi e racconti personali diversi, con la presenza del Signore forte e chiara. Torno a casa con la consapevolezza che nessuno di noi può risolvere i problemi del mondo da solo, ma ciascuno può fare concretamente la propria parte.
Per il resto, come ha detto suor Lucia, “per fortuna è tutto nelle mani del Signore”. - Ho trovato questo viaggio estremamente prezioso e arricchente come ognuno di quelli che ho fatto con la parrocchia, perché vanno a toccare temi particolari parlandone con i diretti interessati. É sempre soddisfacente osservare come cambia l’idea che si ha di quei temi, dal pre al post incontro, e come le persone che abbiamo incontrato assumano nuovi connotati.
aldilà degli incontri ho adorato il clima familiare e accogliente delle persone del posto, che ci hanno fatto apprezzare ancora di più il bel mare e il buon cibo.
Infine, non esito minimamente a dire che i compagni di viaggio sono stati spettacolari sotto ogni punto di vista dal primo all’ultimo, hanno reso più leggeri dei momenti stressanti, hanno immortalato tutte le esperienze fatte (ringraziamo gli Apple user) e mi hanno fatto veramente TANTO ridere. - L’esperienza di questo campo è stata davvero intensa, negli incontri che abbiamo fatto ci hanno detto tante informazioni diverse e ricche, che ancora, sinceramente devo assimilare completamente, perché quello che abbiamo visto per me è stata una realtà molto diversa rispetto ai campi precedenti, attiva silenziosamente, nella quale si cerca di migliorare la propria realtà e il mondo nelle piccole azioni che ogni persona può fare.
L’amore che ci ha accolto, e il calore che ci è stato trasmesso è impossibile da descrivere; in ogni pasto, viaggio e uscita sembrava di essere un’unica famiglia, seduta a tavola, davanti ad un piatto caldo e a parlare della giornata appena trascorsa con la stanchezza ancora alle spalle ma felicemente insieme e aperta al dialogo per raccontare quello che abbiamo visto e vissuto - Era la mia prima esperienza con voi di questo genere… e non posso che dire che a fine di tutto ciò, sono contentissima di essermi buttata in questa nuova avventura. Ogni momento passato con voi, ogni incontro fatto e ogni tuffo in mare mi hanno ricordato che attorno a noi non siamo mai soli, anche se a volte si pensa così. Che pure una monaca di clausura… è social! E che le disgrazie purtroppo ci sono ovunque, ma non bisogna mai darsi vinti come fanno Pasquale e la sua famiglia da anni. L’amore del sud è magnifico e ringrazio tantissimo per l’accoglienza di coloro che ci hanno preso in casa e accudito con del cibo favoloso. Ultimi ma non per importanza i miei amici e il Don, che hanno reso tutto il cammino ancor più bello e divertente. Vi ringrazio tutti❤️
- Scusate il ritardo, avevo bisogno di organizzare le idee
Questi giorni sono stati decisamente intensi, ho scoperto un sacco di cose e esplorato realtà che non pensavo di poter vivere così da vicino. Le parole di Pasquale e di Cristina hanno cambiato qualcosa nella mia visione del mondo, la loro consapevolezza del male mi sembrava in contrasto con la loro volontà di restare. Poi ho capito che parte della loro voler cambiare, nel loro piccolo, il mondo, stava anche nell’avere la forza e la testardaggine di restare e camminare a testa alta. Il racconto di Pasquale sul suo passato in carcere mi ha fatto veramente capire quanta umanità c’è anche nelle persone che fanno del male, quanto ogni giudizio sia superfluo quando ti trovi davanti persone che sì, hanno sbagliato più degli altri, ma alla fine sono solo questo: persone. E come loro sono persone anche le suore di clausura, che abbiamo incontrato e conosciuto a Rossano. In modi diametralmente opposti, entrambe queste categorie vivono realtà che mi sembrano (o mi sembravano) inconcepibili, ma che ho, almeno in parte, capito grazie alle loro testimonianze, preziosissime.
Mi ha colpito anche l’ospitalità degli abitanti del posto (ma non solo), da Pasquale, Cristina e Domenico, ai Rizzuti, a Letizia e Christian, tutte persone che ci hanno accolto a braccia aperte e mostrato mondi nuovi. Personalmente ho apprezzato particolarmente la visita a San Giovanni in Fiore, e la scoperta della realtà anche storico-filosofica dei luoghi che abbiamo visitato.
Insieme a queste nuove scoperte, porterò sempre con me anche i ricordi dei bagni nel meraviglioso mare della Calabria, la sensazione magica di buttarsi nell’acqua quasi al buio, su una spiaggia nuova, dopo 12 ore di macchina, con delle persone con cui ho rapporti molto diversi, che ho avuto l’occasione di approfondire in questi giorni, ma che so, e sapevo, che sono le persone perfette con cui aver condiviso questa esperienza.
Un grazie davvero speciale a tutti, e in particolare a Don Michele, per avermi regalato questi giorni che hanno sicuramente cambiato qualcosa di me. Vi voglio bene ❤️ - Questo viaggio è stato per me una ventata d’aria fresca, un modo per staccare dalla quotidianità in cui sono fin troppo assorbita e per entrare in una realtà totalmente lontana dalla mia. Dall’incontro con Pasquale e Cristina alla visita al monastero, tutto ha smosso dentro di me mille emozioni.
Pasquale e Cristina mi hanno fatto capire l’importanza del voler restare nella propria terra nonostante tutto e tutti, la caparbietà con cui vanno avanti ogni giorno mi fa sperare che prima o poi le cose cambieranno, perché non è importante cosa si fa, non sono necessari grandi gesti, ma l’importante è restare, esserci per quelli che verranno dopo di noi. La consapevolezza con cui raccontavano della mafia mi ha fatto capire che per loro quella è quotidianità, un mondo deviato da cui sanno prendere comunque il meglio. L’esperienza in carcere di Pasquale mi ha fatto capire che non bisogna rimanere sulla superficie quando si giudicano le persone, che possono avere commesso il peggiore di reati ma comunque si può entrare in empatia con loro, perché alla fine siamo tutti esseri umani che hanno paura di rimanere soli ed essere dimenticati.
L’incontro con le monache mi ha affascinata, perché avevo una visione distorta della loro vita e sono rimasta piacevolmente sorpresa della sicurezza con cui suor Lucia e suor Clara parlavano del loro percorso spirituale, di quanto fossero profondamente consapevoli che quella scelta fosse una scelta giusta per loro. Mi ha fatto riflettere molto sulla vita che facciamo noi: frenesia, obiettivi da raggiungere il prima possibile, capire cosa fare della propria vita, quale lavoro, la paura costante di fallire. La verità è che bisogna rallentare e fermarsi a pensare più spesso, per ridimensionare tutto.
Il calore dell’accoglienza e dell’ospitalità non erano per nulla scontati, dal gelato con don Giorgio, Pasquale e Cristina ai Rizzuti a Letizia e Christian io mi sono sentita a casa. Sono grata di aver avuto la possibilità di condividere un pasto con loro, perché è nella semplicità di questi gesti che si vede la bontà delle persone, un pranzo non è mai solo un pranzo ma un’occasione di esprimere pensieri, fare chiacchiere e ridere, soprattutto ridere.
Se penso che avevo quasi timore di venire in Calabria, per non so bene neanche io quale motivo, adesso so che ho fatto la scelta migliore, perché sono tornata molto più ricca di come sono partita. Grazie a voi soprattutto, perché con i bagni al mare, i momenti di condivisione, le ore in pulmino mi avete fatto capire la vera essenza dello stare insieme. Mi avete accolta come sempre, senza giudizio e con una voglia matta di divertirci, e per me questa è la cosa più importante. Sono stata davvero bene e non so neanche esprimervi bene cosa ha significato per me questo viaggio. Voglio solo dirvi grazie, dal primo all’ultimo, ma una menzione speciale va al Don perché senza di lui non sarebbe stato lo stesso viaggio.
Vi voglio bene❤️