Giovani in Calabria 2025 – 21 agosto

21 agosto 2025

La giornata si preannuncia calda, mentre facciamo colazione all’Hollywood e ci prepariamo a partire per Rossano: oggi l’atteso incontro con le monache Agostinane, tra le quali l’amica ferrarese suore Lucia Solera. È con lei che abbiamo organizzato questo viaggio in Calabria.

La strada lascia la costa e s’arrampica tra i terreni brulli e di ulivi fino all’antica e nobile città di Rossano abbarbicato sugli strati di roccia rossa e poi grigia. La prima meta è il Museo d’arte sacra diocesano, per vedere soprattutto il Codex purpureus rossaniensis, il manoscritto onciale del sesto secolo: 188 pagine dei vangeli di Matteo e Marco, scritti con argento e oro, preceduti da meravigliose pagine miniate con alcuni episodi della vita del Signore.

Un’occhiata alla Madonna Achiropita del Duomo e poi via tra le strette stradine del borgo per andare a monastero. Sul crinale del monte, con una vista meravigliosa sulla costa ionica che sta proprio lì sotto, arriviamo al grande edificio, così moderno che non t’aspetteresti. Suor Lucia ci accoglie cordiale e sorridente e ci accompagna alla vicina foresteria per il pranzo al sacco.

Alle tre e mezza torniamo al monastero. Si canta l’Ora Terza. Per alcuni di noi è una cosa nuova pregare con le monache, cantando i salmi e seguendo le loro esili e quasi angeliche voci. Già si respira una pace particolare. L’incontro con le sorelle Lucia e Clara è in una grande sala dall’altra parte del monastero. Ci raccontano, dialogando con noi, la nascita della comunità che è partita da Lecceto, l’esperienza personale di discernimento per vivere l’avventura di una comunità di agostiniane in terra calabrese, l’incontro con l’allora superiore generale agostiniano Robert Prevost, la vita di preghiera della comunità, la scelta di una vita di comunione come carisma specifico da coltivare e custodire, la bellezza della vita contemplativa e la esperienza della libera clausura, lo sguardo attento sul territorio e la società di queste parti che vive soprattutto la povertà della mancanza di speranza e di visione del futuro e conseguentemente è preda delle logiche di sfruttamento criminale, l’esperienza di essere comune comunità una presenza significativa e di riferimento per la preghiera, l’accoglienza e l’incontro, la proposta spirituale. È piacevole ascoltare queste due sorelle: vedi che s’intendono, vedi che sono limate dalla bellezza e dalla fatica della vita comune e dalla preghiera che ingentilisce la loro persona, vedi una gioia particolare e piena di realismo nel loro volto a cui non riesci a dare un’età.

Una al belvedere per uno sguardo sul golfo, una visita al loro interessante laboratorio di ceramica, dove lavorano per vivere, una passeggiata nel curatissimo giardino, che è una macchia di verde acceso sulla secca dorsale del monte, e poi in cappella per la Messa. È l’incontro bello con il Signore che ci ha fatto e che ci unisce, che ci propone un amore veramente forte, veramente serio. Le sei sorelle ci mostrano il loro modo semplice e profondo di incontrare il Signore che si dona nella Eucaristia, alternandosi agli strumenti che accompagnano il canto.

Ci lasciamo con saluti pieni di calore e di sorrisi.

Tramonta il sole mentre torniamo sulla lenta statale. Ci aspetta una teglia di pizza calabrese preparata da Cristina e Pasquale.