ACR a Carisolo – 22 luglio 2025

Oggi un bel sole! Fin dal mattino la luce limpida inonda il cielo blu che sovrasta i profili dei boschi e delle creste rocciose. È giorno di gita, di ammirazione, di contemplazione. Dopo la colazione ci si raduna in cerchio sul prato, accanto al grande masso, e si inizia cantando al Signore che ci ha dato i cieli da guardar e tanta gioia dentro al cuor. Viviamo questa giornata ricordando la trasfigurazione di Gesù sul monte: bello come il sole, il Figlio di Dio è sempre con noi, risorto dai morti, più forte della morte e del buio.

Per raggiungere Nardis e poi inoltrarci nella val Genova si fa la spola con il pulmino. Sotto la grande cascata è uno spettacolo di spruzzi bianchissimi sulla roccia scura, con la cornice degli abeti verdissimi e del cielo azzurro. Qualche foto mentre si aspettano gli ultimi, un passaggio tra i massi e gli spruzzi, e poi ci si incammina sul sentiero accanto al largo torrente che continuamente gorgoglia con le sue abbondanti acque, ancora limacciose per la pioggia di ieri. Il sentiero si snoda su e giù sotto il bosco fitto, tra le grandi rocce resti di antiche frane ricoperte di muschio, scalette di pietra nera, passerelle sulle acque del torrente, radure luminose e passaggi di aria umida e fresca. Non ci vuole molto per raggiungere, chiacchierando, il ponte verde. Non mancano, ma son pochi, i soliti lagnosi ‘quanto manca?’.

I panini finiscono in fretta, seduti sulle rocce accanto ad un’altra rumorosa cascata al Ponte Verde. Vengon fuori le carte da briscola, alcuni mettono a bagno i piedi in una spiaggetta di acque gelide, altri si divertono a gettar sassi o a cacciare girini nelle pozze del granito.

Il rientro è tranquillo e pieno di pause sullo stradone asfaltato che percorre la valle e che arriva fino ai Piani di Bedole. Si inizia a cantare gli auguri a Emma, si fan pause a mangiar lamponi in quantità, ad arrampicarsi sulle rocce scoscese e lisce. Da Nardis c’è chi rientra in pulmino, chi fa l’ultimo tratto a piedi, continuando a seguire il torrente.

A casa c’aspetta una fresca anguria e un bagnetto, chiesto piuttosto insistentemente, nelle acque gelide del torrente, nelle quali in tanti ci si immerge per qualche secondo mozzafiato tra un masso e l’altro.

Doccia & telefoni e poi la cena con una bollente pasta e fagioli! E alla fine la torta per i 19 anni di Emma!

Calate le tenebre, inizia il simpatico gioco notturno della caccia ai vampiri. I ragazzi corrono qua e là come lucciole con le loro torce sul prato, in cerca di medaglioni che attribuiscono ruoli e armi per la caccia. Finchè i vampiri supremi sono individuati ed eliminati.

Nel buio della notte si rimane anche per la preghiera finale. Stesi sul prato col naso un sù a guardar le stelle nel cielo terso e cercando di imparare a riconoscere qualche costellazione. E ancora si canta: Lui ci ha dato i cieli da guardar…