TI SI CREDE VIVO, E SEI MORTO…
Alla Chiesa di Sardi (Ap 3,1-6)
1 All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi:
«Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. 2Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. 3Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. 4Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. 5Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. 6Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese».
Caro Gesù, continuiamo a preparaci al Natale ricevendo le tue lettere. Sono bellissime e molto forti: ti ringraziamo!
Oggi ti presenti come Colui che possiede lo Spirito Santo, che è Dio come il Padre e come te, Ed è l’amore che sgorga da te e dal Padre, in tutta la sua multiforme pienezza di vita e di sapienza. Grazie: voi Tre ci avete dato la vita creandoci e facendoci venire al mondo, ci avete dato il perdono e la salvezza quando ci siamo allontanati da voi, ci preparate il dono della vita definitiva nel paradiso. Nel Natale vieni a rassicurarci sul fatto che questi doni non vengono mai meno, e li volete confermare anche oggi, anche quest’anno, a tutti nel mondo.
Ti presenti anche come Colui che possiede le sette stelle. Ci avevi spiegato che le stelle hanno a che fare con le Chiese, le comunità dei tuoi discepoli: anche la nostra! È bello ricordarci che ogni comunità che si dice cristiana è tenuta in mano da te, non è una semplice organizzazione umana o una aggregazione di persone che fanno certe cose più o meno simpatiche. Nei primi passi dopo il 50° della parrocchia di S. Agostino vogliamo muoverci con sicurezza in questa consapevolezza: la Comunità è fondata su di te, la nostra appartenenza alla comunità coincide con l’appartenenza a te!
Tu ci conosci fino in fondo. Oggi ci dici che pensiamo di esser vivi, ma siamo morti. Che vuoi dire, Signore? Forse ci vuoi svegliare sul fatto che personalmente siamo pieni di orgoglio e continuiamo a pensare che non abbiamo bisogno di te, che ce la facciamo da soli, tranne quando proprio ci sembra di non farcela più e allora torniamo da te. Forse ci vuoi dire che dobbiamo aprire meglio gli occhi su un certo stile che va per la maggiore e che è fatto di cose che sono una illusoria espressione di vita: divertimento fine a se stesso, tempo e denaro spesi in cavolate, ad andar dietro ai miti superficiali della moda e dello spettacolo, a cantanti e influencer che non dicono nulla. Forse alludi anche alle situazioni di ricerca del piacere nelle ubriachezze e negli sballi. Oppure alla esperienza di chi pensa d’esser vivo solo se ha tanto potere o tanti soldi…
Aiutaci Signore, ad ascoltare e a custodire ogni giorno la tua Parola (come faceva la tua e nostra mamma Maria). Aiutaci a riconoscere te e il tuo Spirito e la Vita che viene da voi. Aiutaci a smascherare tutto quel che ci porta all’isolamento, alla divisione, alla morte!
Fa’ che siamo sempre vestiti di bianco nel nostro intimo, vestiti della tua luce, della tua bontà, della tua sapienza. Chissà dove abbiamo messo l’abitino bianco e la candela che ci sono stati consegnati il giorno del nostro battesimo…