OCCHI FIAMMEGGIANTI COME FUOCO
Alla Chiesa di Tiàtira (Ap 2,18-28)
18All’angelo della Chiesa che è a Tiàtira scrivi:
«Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente. 19Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. 20Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Gezabele, la donna che si dichiara profetessa e seduce i miei servi, insegnando a darsi alla prostituzione e a mangiare carni immolate agli idoli. 21Io le ho dato tempo per convertirsi, ma lei non vuole convertirsi dalla sua prostituzione. 22Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si convertiranno dalle opere che ha loro insegnato. 23Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere. 24A quegli altri poi di Tiàtira che non seguono questa dottrina e che non hanno conosciuto le profondità di Satana – come le chiamano -, a voi io dico: non vi imporrò un altro peso, 25ma quello che possedete tenetelo saldo fino a quando verrò. 26Al vincitore che custodisce sino alla fine le mie opere
darò autorità sopra le nazioni:
27le governerà con scettro di ferro,
come vasi di argilla si frantumeranno,
28con la stessa autorità che ho ricevuto dal Padre mio; e a lui darò la stella del mattino. 29Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese».
Caro Gesù, oggi vuoi che ti guardiamo negli occhi. Sono fiammeggianti come il fuoco, carichi del tuo affetto verso di noi. Ci hai spiegato che tu e il Padre e lo Spirito ci guardate come figli amati. Come le mamme e i papà guardano con stupore e desiderio i loro bambini. Come si guardano gli innamorati capaci di contemplarsi in silenzio. Non ci guardi mai storto! È proprio bello imparare stare sotto il tuo sguardo. Vengono in mente tanti personaggi del vangelo che si sono sentiti guardati così da te: i primi discepoli, le folle che vagavano disorientate, Zaccheo, il giovane ricco, la peccatrice che ti ha lavato i piedi con le lacrime a casa di Simone, l’adultera che hai salvato dalla lapidazione… Nessuno di loro fino a quando ti hanno incontrato si erano sentiti guardati così, con un amore gratuito, senza tracce di sospetto, di minaccia, di cattiveria, di disprezzo…
Guardaci, Signore! Scrutaci nel profondo, come dice il salmo! Il tuo sguardo ci aiuta a conoscerci meglio, perché anche noi siamo incapaci di guardare a noi stessi con serenità e con verità. Siamo dei pessimi giudici di noi stessi, e facciamo fatica a notare le cose buone e a guardare con chiarezza le cose che non ci piacciono. Scrutaci nel profondo, rassicurandoci continuamente con la tua benevolenza verso di noi!
Con il tuo sguardo, nei momenti di preghiera quotidiana e di rilettura delle nostre giornate e della nostra storia, sapremo vedere ogni giorno il bene che tu operi in noi e con noi. Il criterio in fondo è semplice: viene da te tutto ciò che è fatto di carità, di fede, di servizio e di costanza e ci fa crescere nel bene, diventando migliori. E sapremo vedere e stanare subito ciò che invece è suggerito in noi da Satana e dalle sue tentazioni. Tu ci dai anche il criterio per vedere bene l’opera del Nemico: quando siamo tentati di superbia, di egoismo, di idolatria verso noi stesso o verso le cose o verso le persone. Ok, abbiamo capito: se ci lasciamo guidare da queste cose diventiamo peggiori, più brutti per noi stessi e per gli altri.
Con il tuo sguardo, poi, possiamo diventare capaci di guardare meglio gli altri, smettendo di mettere in primo piano i loro difetti e allenandoci a vedere il buono che tu fai in loro e per loro! Dobbiamo però essere sempre rassicurati da te: gli altri non sono mai nostri nemici o delle minacce per noi, ma fratelli e sorelle guardati da te con i tuoi occhi di fuoco…
Per favore, Gesù, che sei la stella del mattino, illumina questa nostra giornata!