Novena di Natale 2024 – 18 dicembre

Alla Chiesa di Pèrgamo (Ap 2,12-17)

12All’angelo della Chiesa che è a Pèrgamo scrivi:
«Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli.
13So che abiti dove Satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di Satana. 14Ma ho da rimproverarti alcune cose: presso di te hai seguaci della dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d’Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla prostituzione. 15Così pure, tu hai di quelli che seguono la dottrina dei nicolaìti. 16Convèrtiti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. 17Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi lo riceve».

Caro Gesù, ci fa impressione quella spada affilata, a due tagli, che esce dalla tua bocca! Viene in mente che ce ne parli anche nella lettera agli Ebrei: è la tua parola «viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto». Tu, piccolo bambino tra le braccia di Maria e Giuseppe, sei la Parola in persona. Abbiamo bisogno, Signore, di questa tua parola chiara e forte. Ne abbiamo bisogno tutti! Come a Pergamo, la nostra città si è arricchita di tante culture e di tante tradizioni diverse, ma nello stesso tempo si è indebolita quanto alla profondità della riflessione, dei valori portanti e condivisi,  della chiarezza a riguardo del bene. Come a Pergamo, rischiamo di far di tutto un gran calderone, per cui va bene tutto e l’esatto contrario di tutto. Un malinteso senso della ‘tolleranza’ spegne la nostra ricerca del vero e del bene. Prevalgono spesso nella nostra città e nel nostro mondo le logiche del tentatore, di Satana: egoismo, ricerca del potere e del successo e della ricchezza alle spalle degli altri. E anche noi cristiani viviamo spesso senza lasciarci guidare veramente dalla tua Parola, dai tuoi consigli, dai tuoi insegnamenti… e perdiamo la bellezza e la profezia del Vangelo, annacquandolo con gli altri idoli che ci fa comodo adorare e servire. E perdiamo pure la forza della testimonianza, perché spesso ci vergogniamo di dire che siamo tuoi amici e non teniamo saldo il tuo nome.

Grazie, Signore, perché stai venendo! E non ti stanchi di affondare la spada della tua parola nelle nostre coscienze. Aiutaci ad ascoltarti con pazienza, ogni giorno. Aiutaci con il tuo Spirito a lasciar penetrare ogni tua parola nella nostra testa (nei nostri ragionamenti) e nel nostro cuore (nelle nostre scelte d’amore). Anche quando è difficile, anche quando è scomoda perché smaschera le nostre debolezze, anche quando ci sembra troppo forte per noi.

Aspettiamo e riceviamo la tua manna nascosta: la tua presenza dolce nel mistero della eucaristia che ci nutre. Aspettiamo e riceviamo il dono del rinnovamento della nostra persona che viene solo dalla comunione con te!