Campo ACR 2022 – 13 luglio

Di giornate limpide così se ne vedono poche. Il cielo terso e celeste fino a sera. Proprio nel giorno della gita alla Malga Stia, un po’ più in quota rispetto a ieri. Gli occhi hanno potuto saziarsi delle meraviglie di questi luoghi mirando lontano. Come Abramo, invitato dal Dio che gli prometteva la terra, aveva guardato verso settentrione e verso mezzogiorno, verso oriente e verso occidente, così anche noi, prima di scendere dalla malga, in un momento di commovente silenzio.

Dal paesino di Gares, in mezzo al bosco in un sentiero tortuoso, con passi corti e regolari, siamo saliti (in un tempo un po’ più lungo del previsto: qualcuno era poco allenato) alla conca della Malga, appena fuori dal bosco, ai piedi dei massicci vulcanici dei Cimon della Stia. In un angolino ombroso i panini sono finiti molto, molto in fretta, e nella giornata assolata il tempo è passato velocemente e serenamente tra carezze alle mucche, inutile ricerca di marmotte, rotoloni sull’erba scoscesa, chiacchiere alla fresca ombra degli abeti, riempiendo dell’allegria dei ragazzi quest’oasi quieta e poco frequentata. Ogni tanto l’aquila spiralava maestosamente dalla sul cielo attraversato dati bianchi puntini di aerei senza scia.

Tornati a valle, giù giù per lo stradone forestale ghiaioso e scivoloso, con mille tappe per via delle dolci fragoline di bosco, il tempo s’è quasi fermato nella radura dove già ieri ci eravamo fermati. Con la fame appena calmata da un gelato, a un tavolo è andato alla grande il Perudo, mentre altri se la son passata a giocare a carte o a schiaccia o in creative passeggiate attorno al laghetto di Gares.

Finalmente i pulmini e il rientro e una desiderata merenda prima della doccia.

Una nota di tristezza a ora di cena per la partenza di una delle ragazze che ha dovuto rientrare a Ferrara… 

In serata, finalmente il divertente gioco notturno, con le torce, per cercare nell’oscurità il re non morto.