Commento al Vangelo Mt 14, 22-33
Conosciamo questo brano: il mare in tempesta è la nostra vita; Pietro e gli apostoli siamo noi: “sconvolti” (e sarebbe difficile trovare un aggettivo più preciso!); la barca è quello che resta delle nostre sicurezze.
Gesù è tutto ciò che cerchiamo: colui che ci restituisce l’orientamento, domina la tempesta, ci libera dalle nostre paure.
E Pietro ci mostra – come in uno specchio – i nostri limiti: capaci di paure abissali, pronti tanto a entusiasmarci, quanto a ripiombare immediatamente nella disperazione.
È questo il nocciòlo del racconto, l’insegnamento che dobbiamo trarne.
Siamo fragili. Anzi: fragili e incostanti. Incostanti perché fragili.
È davvero così. Ma – se ci limitassimo a scoprirci fragili – sarebbe una ben povera scoperta quella cui ci conduce il Vangelo.
Forse, per capire un po’ meglio, potremmo prendere come chiave di lettura le altre letture della Messa.
Il libro dei Re ci ricorda che Dio non è mai dove noi pensiamo dovrebbe essere.
Il salmo ci chiede di riflettere sul fatto che la manifestazione di Dio è sempre qualcosa di più grande del nostro comprendonio. Come possono stare insieme amore e verità? La nostra esperienza ci dice che, un giorno o l’altro, siamo chiamati a scegliere – dolorosamente – tra il cuore e la ragione…
Paolo, infine, vorrebbe farsi “anatema” (cioè: “maledetto”, “scomunicato”) pur di non vedere la separazione tra il Primo e il Secondo Testamento. Sarebbe disposto a perdere l’unione con Cristo purché la Chiesa vivesse l’unità. Che meravigliosa contraddizione!
Messe in fila, queste tre letture ci dicono come siamo noi uomini: vorremmo e non vorremmo, crediamo e non crediamo, abbiamo fede, ma vorremmo prove.
Per questo le parole di Pietro iniziano con una sfida: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».
E noi, con Pietro: “Se sei tu…”
…fai finire queste guerre!
…liberaci dalla malattia!
…ridacci la gioia delle relazioni!
…liberaci dalle nostre contraddizioni!
Ecco, allora, la domanda di Gesù mentre tende – “Subito”, dice il Vangelo – la mano: «Perché hai dubitato?».
Tu lo sai bene, Signore – potremmo rispondere – e che bello che tu non rifiuti mai i nostri cuore impauriti e dubbiosi!