Che emozione l’aurora, quando la luce poco alla volta subentra alle tenebre, che non hanno ancora lasciato la scena. È il principio del giorno nuovo: il giorno dopo il sabato, dopo il grande silenzio che è seguito alla morte in croce di Gesù. Tutto è finito e, nella ciclicità del tempo, tutto ricomincia. E invece no! Dio inizia una storia nuova!
La resurrezione è un’esperienza innanzitutto del cuore, è un’esperienza d’amore, perché è l’amore che non muore. Come l’amore però la resurrezione è un cammino, che richiede consapevolezza e che si scopre poco alla volta, come la luce del giorno che si fa spazio gradualmente nel buio della notte. Maria di Magdala non è pronta ad aprirsi alla realtà dei fatti e vede ciò che è più semplice e naturale vedere: un masso rotolato via dal sepolcro. E nasce in lei la paura di perdere ciò che è rimasto: la salma dell’amico, del maestro, l’ultima cosa a cui ci si può aggrappare!
La notizia arriva a Pietro e al discepolo amato che corrono al sepolcro con trepidazione. Mi chiedo cosa albergasse nel loro cuore, quali emozioni, tumulti…paura, un principio di folle speranza, energia…l’amore è movimento, corsa, tensione verso ciò che origina tale amore. Che emana questa forza anche dalla tomba, forse…
Pietro, più anziano e meno prestante, cede il passo all’altro discepolo che arriva prima sulla soglia e aspetta. Insieme entrano nel sepolcro vuoto, vedono…e credono! Le bende a terra, il sudario avvolto. Gesù non è Lazzaro: i segni della morte sono rimasti lì, ma lui non c’è. I due amici iniziano a comprendere “la Scrittura”, la morte non è l’ultima parola. Comprendono questo insieme, giovani e anziani, “innovatori e conservatori”, veloci e lenti, novità e tradizione, carisma e istituzione. La fede cristiana è tale perché vive nella tensione presente nella Chiesa. Ed esiste se si accetta tale tensione, perché per aprirsi alla novità sconvolgente della resurrezione occorre consapevolmente attendere il compimento di una promessa. Dio Padre ha sconfitto la morte, ha resuscitato suo Figlio Gesù e con lui la sua e la nostra umanità. È un annuncio che richiede una comunità capace di annunciare e vivere la gioia che tale evento comporta.
Buona Pasqua!