Fuoco sulla terra!

Lasciamoci aiutare da Sant’Agostino a meditare il vangelo di oggi (Lc  12,49-53). Lo commenta diverse volte e in particolare nella sua esposizione sul salmo 96.

Lo dice lo stesso nostro Signore: Io sono venuto per recare il fuoco sulla terra 19. Dice ” fuoco ” come altrove dice ” spada “. In un passo [evangelico] infatti affermava di non essere venuto a recare la pace sulla terra ma la spada 20. La spada separa, il fuoco brucia; ma tutt’e due giovano alla salvezza. La spada della parola di Dio ci ha strappati a quanto nel nostro passato c’era di cattivo, e questo è stato certamente salutare. Cristo recò la spada e separò i suoi fedeli, chi da suo padre che non aveva voluto credere in Cristo, chi da sua madre rimasta nell’incredulità, o, se si tratta di uno nato da genitori cristiani, l’ha separato dai suoi antenati più avanti nel tempo. Non c’è, infatti, fra noi chi non abbia avuto il nonno o il bisnonno o qualche altro della sua famiglia che non sia stato pagano e non sia vissuto in quella incredulità che Dio abomina. Un giorno fummo separati da ciò che eravamo stati. Intervenne la spada e operò la separazione, non ci tolse la vita. Allo stesso modo è stato del fuoco. Io sono venuto, diceva, a recare il fuoco nella terra. Gli uomini che credettero in lui ne furono infiammati e la loro fiamma fu la carità. Per questo motivo lo Spirito Santo, quando fu inviato agli Apostoli, apparve in forma di fuoco. Si fecero loro vedere, dice, delle lingue, come di fuoco, che dividendosi andarono a posarsi su ciascuno di loro. Infiammati da un tal fuoco, si sparsero per il mondo e infiammarono e bruciarono tutto all’intorno i nemici del Signore. Quali? Coloro che, allontanatisi dal vero Dio da cui erano stati creati, adoravano gli idoli fabbricati da loro stessi. Attorno a questi idolatri si sviluppò insomma un incendio che, se erano cattivi, causava loro la distruzione; se invece erano buoni causava riabilitazione. Da quel fuoco veniva bruciato l’incredulo ostinato, nel senso che, ascoltata la parola di Dio e diventatone peggiore, veniva arso e incenerito a causa della sua invidia; che se invece si convertiva e credeva, anche in questo caso c’era qualcosa che doveva bruciarsi. Si bruciava la paglia, affinché l’oro venisse purificato: l’oro è la fede, la paglia è la concupiscenza carnale. Ogni carne è erba, dice Isaia, e ogni avvenenza della carne come fiore dell’erba 22. Tutte le bramosie vane e secolaresche che si trovano nell’uomo carnale sono paglia. Quanti anche tra i nostri fratelli non saranno andati a teatro? Sono stati guidati da ciò che è paglia: e non è bene augurar loro che il fuoco [spirituale] li investa, affinché la paglia ne sia bruciata e l’oro purificato? La fede che essi hanno è come schiacciata sotto l’erba. Buon per loro se saranno arsi da questo santo fuoco, in modo che, distrutta l’erbaccia, splenda il metallo prezioso che Cristo ha redento! Il fuoco dunque lo precederà e brucerà i suoi nemici tutt’all’intorno. Alcuni sono stati bruciati per la salvezza e oggi sono suoi fedeli. Erano suoi nemici, mentre oggi sono suoi seguaci. Cerchi il nemico; non c’è più: è stato bruciato, incenerito. L’amore ha distrutto in loro ciò che li portava a perseguitare Cristo e li ha purificati portandoli a credere in Cristo. Tutt’intorno brucerà i suoi nemici.