Che giornata, oggi! Si inizia con le 12Parole di speranza: scegliamo il tema dell’incontro intergenerazionale. Oggi siamo nella chiesa dove giace don Giacomo Alberione, fondatore della famiglia Paolina. Fuori dalla grande e altissima chiesa costruita nel primo dopoguerra e dedicata alla Regina degli Apostoli c’è pure la libreria Paoline! Gli animatori dall’accento veneto ci coinvolgono in un gioco di attivazione sul piazzale, mentre siamo ancora piuttosto addormentati. Poi all’interno ascoltiamo la testimonianza di due giovani pugliesi di Acquaviva, che raccontano della esperienza di un centro giovanile nella loro cittadina: a Tabità si fa cultura, volontariato, accoglienza e arte, e si interessano pure un po’ i giovani di ‘tsunama’, la scalinata dei giovani un po’ persi. Con l’intergenerazionalità centra poco, ma chi parla lo fa con entusiasmo. Dopo la riflessione personale e lo scambio in piccoli gruppi (questa volta composti di parrocchie diverse) parla il vescovo mons. Rega. Rapporto tra generazioni, Popolo, Protagonisti sono le tre parole su cui lungamente insiste.
A mezzogiorno ci raggiunge don Saverio in chiesa: è da subito un incontro semplice e vivace. Dopo i saluti ci accompagna alla Cecchignola. Siamo suoi ospiti al pranzo nel Seminario dell’ordinariato militare, che visitiamo prima di sederci a tavola con alcuni giovani, il vicerettore don Rino e le due dipendenti. Il clima è solo un po’ imbarazzato all’inizio, poi vince la simpatia e l’allegria di questa piccola comunità e si chiacchiera di tante cose, perfino di Rinnovamento nello Spirito.
Dopo il pranzo accogliamo la proposta del futuro parroco della unità pastorale del Corpus Domini e S. Agostino di andare a fare due passi sull’Appia antica: veramente affascinante. E poi una visita, lì vicino, alle Fosse Ardeatine: un momento molto intenso di memoria e di preghiera per il terribile eccidio del 24 marzo 1945. Nessuno di noi era già stato lì. Molti di noi non lo sapevano nemmeno.
Un buonissimo gelato all’EUR (alla Romana), vicino al laghetto, e poi salutiamo don Saverio, che ci ha offerto un primo vivace incontro, inizio di una avventura pastorale insieme tutta da scoprire e inventare insieme.
Con la metro ci avviamo a Piazza San Pietro: c’è il raduno degli italiani, festa e professione di fede. Fuori da Ottaviano incontriamo il nostro Francesco Pancaldi: è qui da oggi come volontario della Croce Rossa! La coda dei controlli per entrare non dura tantissimo, ed è piena di gioia e di canto con i gruppi ammassati con noi, dalle Marche e da Padova. La piazza è già molto piena. Ci sistemiamo accanto alla fontana, appresso alle balaustre, fuori dalla calca. Passa un’oretta tra le testimonianze (bellissime quella di don Antonio Loffredo di Napoli e quella di Laura, mamma di Sammy Basso), i racconti evangelici, le canzoni di Amara e Mr Rain (l’unico che fa balzare tutti in piedi). Poi il messaggio commovente del Cardinale Pizzaballa da Gerusalemme: la pace, in una situazione durissima, non è una utopia, perché il Signore la vuole. Il cardinale Zuppi presiede il momento della professione di fede. Il suo discorso ci pare il più convincente di questi giorni: pieno di concretezza e di speranza, pieno di realismo sulle sofferenze del mondo e di fiducia nella presenza del Signore che ci muove alla pace. Le sue parole diventano presto una preghiera, a tu per tu con il Risorto. I 50 mila giovani italiani si uniscono nella professione di fede. Alcuni sono un po’ distratti nelle retrovie, ma è un momento di grande comunione: la Chiesa italiana qui è visibile, e bella.
Non ci resta che tornare al pulmino assetati e affamati. Troviamo posto all’Eur, al ristorante All Eur per l’appunto. Abbiamo ancora buoni pasto in abbondanza. Stasera si rientra tardi, stanchi e carichi.












