Giovani al Giubileo – 30 luglio 2025

Oggi 12Parole di speranza: Roma è disseminata di incontri in cui si approfondisce il tema del Giubileo (la speranza, appunto), con testimonianze, riflessioni e approfondimenti. Scegliamo di andare a Santa Maria degli Angeli e dei martiri a Piazza Repubblica, la splendida e vasta basilica ricavata da Michelangelo sul complesso delle terme di Diocleziano. Anche lì, sul pavimento, c’è una meridiana, costruita nel 1702. Alcune ragazze (paiono suore francescane) animano con grinta i giovani che arrivano, chitarra e microfono, preparando i canti per l’incontro. Soprattutto il 14 e il 40 dal libretto. Si attende il vescovo dell’ordinariato militare mons. Saba. Tre giovani raccontano la loro esperienza di dialogo interreligioso. Gabriella, David e Amina, una cristiana, un ebreo, una musulmana. Ognuno parla a suo modo della radice: Abramo e la sua avventura al buio con il Signore. Da Abramo e i suoi figli sono nate tutte e tre le tradizioni religiose monoteiste. Anche se si fa fatica ad afferrare contenuti profondi, la cosa bella da vedere è il rapporto tra questi tre giovani. Don Giuliano, responsabile dell’Ufficio CEi per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso, li presenta vivacemente, e si intuisce la forza e la gioia di un cammino fatto insieme nella Chiesa di Roma. Siamo provocati ad una breve riflessione persona e poi ad una condivisione in gruppetti. Con un padlet si comunicano gli spunti di riflessione che il vescovo commenta. Si parla del desiderio di camminare non alla cieca ma in ricerca, ponendosi delle domande. Si parla di mettere in circolo l’amore, di Abramo amato da Dio, chiamato, cercato: l’amore ricerca e mette in cammino, e chi non ama rimane ripiegato su se stesso e bloccato. Si parla di necessità di un dinamismo di cammino personale e comunitario. Dio – si dice – spinge a camminare, perciò chi cammina ha un seme dell’amore di Dio: non è un rivale. Si parla di Abramo che nella difficoltà vive la generatività. Anche noi siamo sempre viandanti, cercatori e dobbiamo ascoltare la speranza di amore che è nell’altro. Dio risveglia sempre il cammino. Citando Agostino e il suo incontro con l’ubriaco a Milano, il vescovo conclude lasciando una domanda: qual è nel mio cammino la fonte della vera ebbrezza?

Finisce a mezzogiorno l’incontro. C’è un po’ di tempo per andare al Vittoriale, giù dritto per la via Nazionale, nell’aria che s’è fatta più calda. Dalle terrazze il panorama su Roma è meraviglioso. Al ristorante di ieri sera abbiam prenotato per l’una e mezza. Ci arriviamo camminando tra i vicoli e finalmente ci sediamo per una buona amatriciana o una gricia o i saltimbocca. Per un po’ di pausa si va sotto i portici di Piazza Repubblica e poi via per Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, camminando tra i gruppi festosi dei pellegrini di tutto il mondo: sostiamo con gli irlandesi e il loro vescovo altissimo e simpaticissimo, con gli africani del Burkina Faso e i loro tradizionali e freschi cappelli…

Centinaia di metri di coda per entrare nelle basiliche… preferiamo rimanere fuori, seduti sul rinnovato piazzale del Duomo di Roma, Madre di tutte le chiese. Sentiamo don Saverio al telefono: ci invita a pranzo domani dopo la catechesi!

Rientriamo prestino oggi, in metro sfidandoci a contact. Spesa al Conad di Battistini e poi dalle suorine. Doccia e cena nel gazebo, chiacchierando allegramente.