Ultima gita. La sveglia è alle settemmezza. Colazione e via a prendere la corsa bis del pullman, che passa davanti al municipio, sulla statale per Madonna di Campiglio. Si passa per la piazza di Carisolo, con la sua grande e gelida fontana che suscita sfide di resistenza al freddo.
In pochi minuti s’arriva alla fermata del Grosté. Il Brenta è tutto annuvolato: solo qualche squarcio sulla Val Brenta e lassù gli Sfulmini, la Torre, il Campanile alto, un poco di Crozzon. Qualche dubbio sulla lettura della mappa per prendere il sentiero, poi si trova l’imbocco giusto, là oltre gli impianti e, attraversata la pista da sci, ci si inoltra nel bosco verso il Lago Nambino. Si cammina lungo la ripida costa, tra gli alti abeti e larici, sullo stretto sentiero ancora bagnato. Pochissima gente in giro. Intanto si chiacchiera allegramente. È una facile traversata in quota, che piace ai ragazzi. Finchè non si apre la conca del Lago, con le sue acque tranquille e limpide, dominate dal Rifugio che è come sospeso sulla sponda di sinistra. Manca poco a mezzogiorno. Il cielo è ancora coperto e tira un venticello da kiuei, mentre ci si mette sul prato sotto gli alberi a pranzare, piuttosto infreddoliti. E a giocare subito a carte: sono in aumento gli amanti della briscola e del trionfo. E anche della ponga e del tappo. Il tempo se ne va poi tra dighe sul greto del torrente immissario, gare di skipping stones e giretto intorno al lago.
Le previsioni meteo consigliano di non tardare molto prima del rientro a Madonna di Campiglio. Ci incamminiamo per un altro sentiero tra il bosco, una discesa ripida tra i sassi e le radici. Valà che non l’abbiamo fatto all’andata! Dalla Piana di Nambino si percorre la strada asfaltata. Inizia qualche gocciolina poco prima di entrare in paese, e ci rifugiamo sotto il portico di una casa che pare chiusa. Salutiamo calorosamente Emma e Giorgio: rientrano a Ferrara ché domattina hanno treno per Roma. Vanno a fare un altro servizio: i volontari per il Giubileo dei Giovani.
Quando spiove osiamo andare verso il centro. La chiesetta di Santa Maria Antica ci accoglie con le sue opere d’arte: la pala quattrocentesca, le vetrate istoriate gli arredi finemente intarsiati, il crocifisso del Duecento che ricorda quello del nostro Santuario di San Luca… Ha proprio smesso di piovere. A due passi c’è il centro, con il suo grande parco accanto al laghetto: ci fermiamo con calma. La teleferica la fa da padrone. Il gruppo ‘ricordini’ ne approfitta per un passaggio alla cara Bottega di Cesare Mestri, il grande alpinista.
Prima di tornare al Grostè, è d’obbligo un gelato in piazza, da Ciocomiti: clamoroso, si dice. Il pullman Trentinotrasporti è puntuale e veloce fino a Carisolo. Spola con il pulmino per i primi che fanno la doccia, per gli altri passeggiata al ritmo insistente di ‘fante, cavallo, re e avanti-indietro-di lato-ritorno…
Doccia, cena, gioco in salone preparano la conclusione della giornata, con una piccola condivisione di ringraziamento spontaneo. Soprattutto si ringraziano gli amici che hanno regalato una bella giornata e divertente.















