Gesù, che bellezza!!!

Commento al Vangelo del 16 marzo 2025.

Seconda domenica di Quaresima. Anche quest’anno nella nostra Madre Chiesa lo Spirito ci fa contemplare la Trasfigurazione di Gesù (Lc 9,28b-36). Incamminato verso Gerusalemme, il Signore Gesù regala a Pietro, Giacomo e Giovanni un momento indimenticabile, assolutamente meraviglioso.

Li porta sul monte, lasciando gli altri in disparte, e si mette a pregare, a parlare con suo Padre, che è anche nostro Padre. E il suo volto d’improvviso cambia di aspetto, di forma, di figura (tras-figurazione). Per qualche istante cade il velo dell’umanità. Gesù permette che i suoi amici vedano il suo volto divino. In realtà quei tre non si ricordano bene che cosa hanno visto… ricordano solo una gran luce, un grande splendore. Come quando guardi il sole… lo guardi ma non lo vedi perché ti abbaglia. Gesù diventa così bello, ma così bello che è troppo bello: non ci sta la sua grandezza, la sua gloria, la sua luce nei nostri occhi. Ci sta solo un po’. Non tutta. Questa bellezza è lo splendore dell’amore scandaloso di Dio, un amore sterminato, senza confini. Un po’ ci sta in noi, ma non tutto: davanti all’amore senza riserve del Padre e del Figlio e dello Spirito rimaniamo smarriti. Un amore che crea e riempie di benevolenza sempre. Che non ha nemmeno una virgola di odio. Che continua a cercare di raggiungere anche i più lontani. Che si mantiene anche verso chi lo rifiuta, verso chi pianta i chiodi per ammazzare il Figlio. E che non si ferma davanti alle mancanze più grandi Un amore che perdona sempre senza riserve. Ma proprio sempre. Anche quando sei crocifisso. Un amore che è più forte della morte e ti conserva il dono di una vita ancora più bella e definitiva nella risurrezione. Nella Pasqua!

Già. La Pasqua! Pietro, Giacomo e Giovanni hanno visto per qualche istante lo splendore del volto di Gesù sul monte, e lo hanno visto come lo vedremo in Paradiso. Ma Gesù gliel’ha fatto vedere solo per prepararli a riconoscere quell’amore luminoso nel volto sfigurato dalle frustate, dalle bastonate, dagli sputi. Facile riconoscere la bellezza nella gloria di Dio. Un po’ di meno riconoscere l’amore di Dio che si manifesta nella debolezza, nella impotenza, nella morte. Proprio lì bisognava far entrare quella luce. Nella condizione miserabile della nostra condizione umana povera e oppressa e devastata dai dolori, dalle ingiustizie, dalle violenze che causano una enormità di sofferenza. Se l’amore di Dio non entra lì, non ci crede nessuno. E Dio Padre lo sa. Per questo sul monte della gloria presenta di nuovo il suo Figlio amato perché venga riconosciuto sul monte della croce!

Dobbiamo passare molto tempo in preghiera a lasciarsi guardare, e scaldare, e illuminare dall’amore glorioso del Padre che ci ama dandoci vita e salvezza ogni giorno in questo mondo.

Dobbiamo passare molto tempo in preghiera per imparare a riconoscere la Presenza del Figlio amato in noi e in ogni nostro fratello e sorella che sta soffrendo e che sta morendo.