Esercizi spirituali 10-14 marzo 2025

Ti mostrerò la sposa dell’Agnello (Ap 21,9). In ascolto di Giovanni.

10 marzo: introduzione
11 marzo: il settenario delle lettere alle Chiese
12 marzo: il settenario dei sigilli
13 marzo: il settenario delle trombe
14 marzo: bestie & Gerusalemme nuova

10 marzo: introduzione

Appunti dalla Condivisione

Bella la distinzione tra enigma e mistero: non si tratta di casualità, ma di un progetto da scoprire.

Bella l’immagine di Colombo: si chiude una porta e si apre un portone!

Disponibilità a metterci in discussione: importante, perché ci libera dalla schiavitù del passato. È un bel messaggio di speranza.

Dà speranza la sicurezza che finirà bene, anche se il percorso è terribile e spaventoso.

Il salmo 23 mi fa sempre sentire molto bene! Lo si legge spesso nei funerali.

Gesù si ripropone sempre. Ti da sempre la possibilità della salvezza. Questo è di grande conforto! La luce c’è adesso, nelle situazioni e nelle persone che si incontrano.

Beato chi ascolta e beato chi custodisce le parole profetiche. Nello stile di Maria: bello questo invito che il Signore ci fa.

Verrò presto: è di grande conforto sapere che Gesù è con noi ogni giorno.

Ho perso molto tempo nella mia vita non riflettendo e non capendo, pensando alle Indie e senza trovarle. Adesso ho più tempo di riflettere per capire ‘dove sono’! Il salmo 23 mi aiuta a vivere la sicurezza della presenza del Signore.

Capire con il senno di poi! Ma rimane il problema di stare dentro ai momenti difficili, nei quali non si capisce dove si sta andando… Qual è la strada migliore per vivere la disponibilità? Penso soprattutto alla preghiera…

‘Le cose che devono accadere’: a cosa si riferisce?

Ci sono state 4 risposte:

– parla del tempo dalla risurrezione alla parusia

– parla solo degli ultimi tempi della storia: e tutti sono convinti di essere il quel periodo lì..

– parla della storia di Israele fino alla risurrezione di Gesù

– (la più accettata) non è una profezia che rivela dei fatti che avverranno, ma una TEOLOGIA DELLA STORIA. L’autore ha la pretesa di dire che la storia ha delle dinamiche prevedibili, è leggibile e quindi Apocalisse è utile per qualsiasi epoca, permette di comprendere qualsiasi epoca. Si tratta di una lettura DI FEDE. Alla luce della risurrezione di Cristo, c’è una salvezza che certamente arriverà, indipendentemente da noi e dalla nostra collaborazione!

È un grandissimo strumento di discernimento per leggere le situazioni della storia attuale.

L’uomo vive dentro all’apocalisse. Io chi sono? Uno che cerca di crescere nella fede, nella speranza, nell’amore. Con cosa mi confronto per capire se il mio cammino è buono o se sto andando a tentoni? Cosa mi offre di nuovo o di diverso Apocalisse per capire meglio dove sono o dove sto andando?

Sarà il Signore con il suo Spirito a far capire quel che di nuovo ti vuole rivelare negli esercizi.

Apocalisse un vangelo della storia. Una buona notizia in un mondo incasinato. Come si fa a leggere questo vangelo? Penso al linguaggio che va compreso, ma penso soprattutto a come leggere la storia alla luce di questo vangelo: Apocalisse come ci da questo sguardo diverso?

Apocalisse non è una analisi, ma una rivelazione sulla storia! È un messaggio dato da Dio per leggere la storia vedendola con gli occhi di Dio! Una storia trasfigurata! È un modo ‘altro’ di stare davanti alla realtà! Dio è ‘santo’, cioè ‘altro’, diverso! Dio è l’altro che si fa vicino a te perché anche tu diventi altro come lui!

Signore, cosa vuoi da me? Spero che Apocalisse mi aiuti a svelare il mistero.

Teologia della storia. Viviamo un tempo di guerre e di tante cose brutte, ma ci sono sempre stati gli stessi meccanismi…

I primi versetti li ho vissuti come una grandissima preghiera, mi hanno richiamato alcuni canti che prego con entusiasmo. Vediamo come andrà avanti.

‘Vide’ mi ha spiazzato un po’: in che ambito siamo? Mi sembra che a Giovanni siano state fatte vedere le cose in modo molto chiaro, ma poi le ha trasmesse in che modo?

Siamo nell’ambito del linguaggio apocalittico. Nel ‘vide’ c’è una esperienza visiva, ma il senso è quello del ‘capire’! Si può tradurre: ‘capì’! Se si vede tutta la letteratura apocalittica, che è molto ricca, si colgono le stesse dinamiche per cui una rivelazione rende immediato nella comprensione un contenuto che non è conquistato dall’intelletto. I libri sapienziali investigano l’esperienza, gli apocalittici comprendono/vedono perché hanno ricevuto questa esperienza.

Questi versetti mi hanno commosso. Si parla di un tempo vicino: non c’è tempo da perdere, bisogna abbracciare la fede. Gesù viene tutti i giorni, viene sempre, e noi a volte non ce ne accorgiamo neanche!

Mi ha commosso anche il sentirmi tra i ‘sacerdoti per il suo Dio e Padre’…

11 marzo: il settenario delle lettere

Appunti dalla Condivisione

Fatica nella vita frenetica a dare spazio al silenzio e alla preghiera… Bisognerebbe imparare a ritagliare tutto su quella!

Esame di coscienza: importante lo spostamento dal guardare me stesso al lasciarmi guardare da Dio!

Nella mia vita ho vissuto come quelli di Laodicea, con la fatica ad espormi, a testimoniare… e mi ero anche allontanata dai fratelli chiudendomi. Ma gli incontri, le riunioni in parrocchia, il contatto con la Parola mi stanno aiutando a crescere. Sto capendo adesso che non mi sono mai molto preparata! La testimonianza ha bisogno di preparazione!

Perseveranza! Mi aiutano molto gli incontri, le relazioni, anche nella comunità, che aiutano l’ascolto della Parola e la condivisione.

Difficilissimo essere perseveranti, non solo nel martirio, ma anche nella vita quotidiana in questo mondo molto complicato. È una grazia che cresce nella misura in cui piano piano cresce la comunione con il Risorto!

Giovanni fratello e compagno… Nella comunità è abbastanza facile sentirsi fratelli, perché si condividono tante cose. Più difficile viverla con chi non appartiene alla comunità!

Quelli che amo li rimprovero. Ho sentito la cura del Signore per me e per noi, come fa un padre buono. Tutti i punti elencati per le chiese mi sono molto utili per esaminare la mia coscienza: mi sento bisognosa di crescere in tutti quei punti!

Mi sono soffermata sul testo a tutte le sette chiese, cercando di capire. Il mio testo ha titoli per le sette chiese… tutte cose che sono molto attuali: una sorta di guida per la Chiesa di tutti i secoli, perché queste cose fanno parte dell’umanità! Vivere l’amore ad esempio è più facile quando si cresce in contesti in cui si è amati. Inoltre, cambiare e mettersi in discussione è sempre difficile. Il coraggio davanti alla persecuzione non sempre ce l’abbiamo. Per educazione e per cultura non c’è sempre stata questa attenzione, una struttura di fede forte.

La tolleranza penso sia una cosa positiva: non ho mai cercato di fare proseliti, ma di dare l’esempio. Però è sottile la differenza tra tolleranza e indifferenza… Prima o poi bisogna prendere delle decisioni. Facile scendere a compromessi.

Facile vivere ai bordi della comunità e non dentro!

Rischio di sentirsi arrivati! L’autonomia è una tentazione!

Essere morti dentro è terribile! Vivere è faticoso, ma quando si muore dentro bisogna uscirne il prima possibile!

Ho preso le lettere tutte insieme. Sono molto attuali. La Chiesa di oggi e anche l’animo umano è multiforme.

Gesù mostra di conoscerci profondamente. E proprio per questo ci rimprovera, ci rassicura, ci educa. Desidera che impariamo quando ci capitano gli scontri a muso duro! Se riusciamo a superarli ci aiutano, ci fanno crescere.

La cosa che mi ha rattristato di più è la frase contro i tiepidi di Laodicea!

Non dobbiamo perderci d’animo: lui ci promette sempre qualcosa. Alla fine ci vuole tutti salvi!

Ho notato come la prima chiesa di Efeso ha perso la bussola. E l’ultima, Laodicea, non prende posizione, non si schiera. Sono situazioni opposte e sbagliate. Colgo l’invito a ritrovare la bussola che è l’amore, vivendolo con lui e negli incontri tra di noi. Solo così possiamo poi avere forza di testimoniarlo.

Colpisce il ritornello ‘chi ha orecchi ascolti’. Ritengo di essere fortunato per aver incontrato tante volte nella vita l’esperienza che mi ha convertito. Poi ho dimenticato, e poi ho incontrato di nuovo. Il Signore mi dice con costanza: io sono qui, ascoltami!

Perseveranza, per me importantissima. Non nel senso che siamo forti noi, che siamo bravi noi, ma come un dono, un regalo di cui ringraziare sempre il Signore.

Siamo luce del mondo (Mt 5,14-16): mi fa molto piacere ricevere questo complimento! Tutti noi cristiani siamo luce!

Spesso diamo poca importanza al poco… dobbiamo riflettere di più su questo: non cercare i grandi passi, ma accontentarsi ogni giorno dei piccoli passi che abbiamo fatto.

Mi sono soffermato sulla lettera a Efeso. Sono giovane e mi sento in un periodo in qualche modo di immaturità, che fa assaporare la vita terrena… Mi da speranza l’esperienza di chi tante volte ha re-incontrato il Signore dopo alterni momenti di lontananza.

Tu detesti quel che anche io detesto: riconoscere il buono dal cattivo è una cosa che ci contraddistingue!

Perseveranza: è la cifra dell’amore! Amare significa perseverare, e la perseveranza è la postura che dovremmo avere personalmente e come comunità. È il modo di stare dentro al mondo senza scappare, fondati su una profonda interiorità.

Come singoli e come comunità ci affidiamo molto agli eventi, a quelle situazioni che dovrebbero avere un richiamo, una attrazione, un fascino. Servono anche i momenti di carica. Ma in questo mi sembra che siamo lo specchio della nostra società: fatichiamo a vivere un cammino lento e continuo, comunitario, fatto di un metodo, in cui ci si aspetta e se c’è bisogno ci si ferma.

Da cristiani avere il coraggio di testimoniare qualcos’altro: una provocazione importante per me e anche per la nostra comunità pastorale

Laodicea: la cosa più aberrante che mi può succedere è di essere tiepida, di rimanere immobile. È una bella provocazione: ci pare non ci possa mai capitare, ma bisogna essere molto vigilanti, esaminarsi, chiedere a Dio cosa vuole da me e chiedermi che cosa sto dando agli altri e sto facendo per loro. Esempio del rischio di vivere anche il matrimonio in modo tiepido rimanendo con un pugno di mosche in mano. Quante situazioni vivo con la volontà di non fermarmi alla prima difficoltà, di andare oltre…

Mi sembra che il Signore, attraverso le Lettere alle  sette Chiese, parli anche a noi personalmente, proponendoci un percorso di purificazione, ammonendoci e allo stesso tempo incoraggiandoci e difendendoci dai pericoli.
Comincia dicendo di “mettere a fuoco” ciò che è prioritario nel cammino di vita, ciò da cui partire, il centro è l’Amore: Gesù Cristo (Efeso); solo in Lui possiamo affrontare la paura nel modo giusto (Smirne).
Invita a stare attenti ad essere fedeli nel poco (Pèrgamo) perché poi è difficile se non impossibile esserlo nel molto; ad allontanarci dai peccati, i veri nemici (Tiàtira); essere vivi dentro, nella carità per non essere vuoti, ma veri (Sardi).
Perseverare in Cristo, soprattutto nella tribolazione, perché è proprio lì che si prova la fede (Filadèlfia), prendendo posizione in Lui, per non essere né caldi né freddi (Laodicèa).

Per domani: il settenario dei sigilli (capp. 4-7)

12 marzo: il settenario dei sigilli

13 marzo: il settenario delle trombe

14 marzo: bestie & nuova Gerusalemme