Commento al Vangelo del 9 marzo 2025.
All’inizio del cammino quaresimale ci troviamo come ogni anno nel deserto, con Gesù. Possiamo dire che Lui è venuto nel nostro deserto, nella nostra vita che ha tante aridità e tante difficoltà. Nella vita in qui è difficile trovare l’orientamento, il senso profondo, la direzione. Nella nostra vita in cui le proposte di valore (o di disvalore) sono tante ed è difficile per noi scegliere. Nella nostra vita piena di bisogni ai quali non sappiamo sempre bene quali risposte dare… Siamo bisognosi di tutto: di pane, di stima, di affetto, di relazioni, di sapienza.
Gesù sta per quaranta giorni là, da solo (Lc 4,1-13). Là, con noi. Veramente uomo com’è, arriva a provare le strette della fame, chè decide di non mangiare per quaranta giorni e quaranta notti. Chi ha fatto il digiuno così lungo dice che è una esperienza che ti spacca, ti mette veramente alla prova. Non si riesce a fare, fisicamente. Ma almeno a stare a pane e acqua o solo acqua per un po’ di giorni qualcuno ci ha provato. Dice che cambia radicalmente la percezione di te e dei tuoi bisogni, che la priorità delle cose si risistema in un modo assolutamente nuovo. Gesù è entrato in questa ‘prova’, che è la nostra, per mostrare a noi come si fa a resistere e a impostare le cose in modo veramente sapiente, veramente saggio.
Gesù prova la sensazione della fame in modo radicale, e gli viene proposto di puntare a soddisfare quella fame come obiettivo della vita. Ma l’obiettivo della vita non è solo la fame materiale. C’è una fame più profonda, che è quella di senso nella vita: e questa fame la sfama solo la Parola di Dio, che viene a noi in mezzo a mille altre parole insensate.
A Gesù viene suggerito il desiderio di governare il mondo, di essere il più potente davanti a cui tutti si inginocchiano… Ce ne sono tanti che hanno questo desiderio. Tutti abbiamo questo desiderio… Molti lo vivono nella tremenda realtà delle responsabilità di governo. Gesù mostra che la felicità è riconoscere che l’unico vero potere ce l’ha il Padre ed è fonte di serenità e libertà inginocchiarsi solo davanti a lui che governa amando, rispettando, promuovendo le persone.
A Gesù, infine, viene suggerito il desiderio di strumentalizzare Dio, di chiedere a Dio una prova del suo amore. Come se non bastassero quelle che gli ha già dato. Càpita tante volte anche a noi… siamo bimbi capricciosi che pretendono doni dalla mamma e non ci accorgiamo che ci sta dando tutto. Gesù è molto semplice, molto chiaro: non ho bisogno di mettere alla prova il mio Papà… mi fido di lui.