Novena di Natale 2024 – 23 dicembre

VIENI SIGNORE GESU’. AMEN!

Alla Chiesa di Laodicèa (Ap 3,14-22)

14All’angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi:
«Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio.
15Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 16Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. 17Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. 18Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. 19Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. 20Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. 21Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. 22Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese»».

Caro Gesù, proprio un gran finale questa ultima tua lettera, eh?

Intanto è veramente curioso che tra i tuoi nomi ci sia anche ‘AMEN’! Diciamo spesso questa parolina, forse senza renderci conto che ti stiamo chiamando… Grazie che ci spieghi subito che vuol dire: significa che tu sei un testimonie degno di fede perché dici sempre la verità. Possiamo tradurre Amen con ‘è proprio così’? Oppure con ‘ci credo’? Oppure con un gioioso ‘Sì!’? Tu sei il ‘Sì’ che Dio Padre rivolge a noi, sei con lo Spirito il suo amore incrollabile, senza incertezze o tentennamenti, sei veramente ‘il Principio’ che ha dato vita a tutto e a tutti!

Di fronte a te, così fermo, cosi stabile, così fedele nel tuo amore, noi ci sentiamo piccoli piccoli, banderuole al vento. La nostra vita ci pare un soffio. I nostri pensieri spesso sono inafferrabili, e cambiamo idea un sacco di volte…

È vero, Gesù: spesso siamo tiepidi, superficiali. Non siamo dei gran santi e nemmeno dei grandi peccatori. Ci sferza la tua insistenza: tre volte ci ripeti che non siamo né freddi né caldi! E ci fa paura la tua reazione: ‘sto per vomitarti dalla mia bocca’… Sei un grande educatore, Signore. Vogliamo lasciarci educare da te. Basta con la tiepidezza che spegne le nostre persone. Basta con il va bene tutto e l’esatto contrario di tutto. Basta con le scuse per non impegnarci seriamente nella beatitudine dell’amore che si dona senza riserve. Basta con l’atteggiamento ipocrita di chi condivide solo una parte del suo superfluo… Basta con l’illusione della nostra autosufficienza che ci porta a ritenere di non avere bisogno di te (vabbè… magari solo qualche volta, quando proprio siamo messi male…).

Vieni, Signore Gesù: bussa forte alla nostra porta, alla porta del nostro cuore. La maniglia è solo dentro e tu non hai la chiave: ti vogliamo aprire subito!

Vieni, Signore Gesù: dacci la tua gioia, perché noi, da soli siamo infelici, o illusi da un sacco di piaceri che non restano.

Vieni, Signore Gesù: non abbiamo nulla, ma vogliamo comperare il tuo oro purificato nel fuoco, cioè il tuo amore che ha tenuto botta sulla croce e che tu riversi su di noi per farci diventare ricchi di te.

Vieni, Signore Gesù: rimettici addosso te stesso, come hai iniziato a fare nel Nostro Battesimo. Rivestici di te! Aiutaci a far vedere nella nostra persona la bellezza del tuo stile di vita, e perdonaci quel che ci provoca vergogna perché mette a nudo le nostre debolezze.

Vieni, Signore Gesù: metti sui nostri occhi il collirio della tua Parola, e ci vedremo bene per scorgere la tua Presenza negli altri, nella storia, nella Chiesa, nei poveri…

Vieni, Signore Gesù: ti apriamo la porta, vieni da noi, cena con noi e noi con te!