Commento al Vangelo del 29 settembre 2024.
Gesù è incamminato decisamente verso Gerusalemme, con le idee chiare sul fatto che dovrà affrontare la cattura, il processo, la condanna a morte per dichiarare l’amore del Padre che lo farà risorgere per donare la vita definitiva a tutti. In questo cammino il tempo a disposizione di Gesù si fa sempre più breve, e lui intensifica il suo insegnamento agli amici, ai discepoli, agli Apostoli. Due punti importanti nel racconto che ascoltiamo oggi.
1. Basta con la logica del potere e della pretesa di avere l’esclusiva del bene! Se qualcun altro fa del bene (ad esempio aiutando i fratelli a liberarsi dalle influenze negative del Nemico) sta lavorando per il progetto di Dio: fare dell’umanità una sola famiglia di persone che si amano con libertà! Non è necessario avere sempre l’etichetta della appartenenza formale al gruppo di Gesù. Lo Spirito suscita il bene in ogni persona in giro per il mondo, e i discepoli devono imparare a riconoscere quest’opera, mentre continuano ad annunciare la pienezza della rivelazione di Dio nella conoscenza del Figlio e nella esperienza della Chiesa suo Corpo.
2. Siamo responsabili del bene di noi stessi e degli altri, con libertà. Ma c’è il rischio di fregatura, di inganno, di scandalo. Gesù dice: attento a non ingannare gli altri, a non condurli a fare il male! Per chi conduce un fratello o una sorella, specie se più debole, a fare il male Gesù usa parole tra le più dure uscite dalla sua bocca: meglio che sia affogato nel mare legato a una macina! E dice ancora: sii veramente padrone dei tuoi occhi, delle tue mani, dei tuoi piedi, perché potrebbero portari a guardare, a fare, a scegliere qualcosa di sbagliato! Abbi il coraggio di tagliare quel che in te rallenta e ostacola la capacità di amare!