La notte tra il 9 e il 10 settembre qualcuno è entrato in chiesa per un tentativo di furto. Purtroppo ha divelto e distrutto il tabernacolo: i vasi sacri e le ostie erano sparsi sul pavimento. Non c’è però sospetto di furto sacrilego.
Risulta rubato solo il cero che era accanto alla statua di S. Agostino e che era stato regalato in occasione della riapertura della chiesa il 28 agosto.
È stata subito fatta regolare denuncia ai carabinieri.
La messa delle 18 del 10 settembre è stata celebrata per chiedere perdono al Signore e pregare per chi ha fatto questo danno.
Provvederemo al più presto a dotarci di un nuovo tabernacolo. Per ora il SS.mo Sacramento viene custodito nella Sagrestia.
Quando verrà collocato il nuovo tabernacolo, il vescovo Gian Carlo presiederà la celebrazione eucaristica. Quel momento sarà vissuto anche come celebrazione penitenziale.
Alcune riflessioni del Parroco, in forma di preghiera:
Caro Signore, presente veramente, realmente e sostanzialmente nella Santissima Eucaristia con tutto il tuo corpo, il tuo sangue, la tua anima e la tua divinità, ti chiedo perdono per il maltrattamento cui sei stato sottoposto la notte tra il 9 e il 10 settembre scorso nella nostra chiesa parrocchiale di S. Agostino. Vederti là, per terra, mentre il tabernacolo in cui ti lasci custodire era sfasciato, ha scosso il mio cuore immediatamente, e ha scosso il cuore dei tuoi discepoli quando hanno avuto la notizia. Sì, voglio soprattutto chiederti perdono.
L’UMILTA’ DI GESU’. Contemplo ancora una volta e ancor più profondamente la tua umiltà. Ancora e sempre tu ti consegni. Come ti sei lasciato consegnare nella tua passione, così anche oggi ti consegni ai figli di Dio lasciando che facciano di te quello che vogliono, mentre tu fai la cosa che sai fare meglio: continuare ad amare senza riserve. Mi impressiona questa tua umiltà amante. Per te conta solo amare. Tutti. Anche chi ti maltratta. E la tua risposta alla violenza e alla superficialità è sempre e solo lo sguardo amante, carico di affetto, quello sguardo che ha convinto il centurione romano che tu sei il Figlio di Dio. Sei umile e continui ad amare anche quando sei là, per terra. Ma mi viene in mente che tu continui ad amare anche quando i tuoi fratelli, i figli del Padre, di cui tu sei dimora, sono maltrattati, emarginati, uccisi. Quante profanazioni delle persone che tu ami, nel mondo! C’è chi giustamente si scandalizza per la particole in terra, il tuo Corpo, Signore, ma non per chi muore di fame, non arriva a fine mese, muore in mare: il tuo Corpo, Signore!
AVERE LO SGUARDO DI GESU’ SUI POVERI. Sento che ci stai provocando, Signore, con questo fatto, ad avere il tuo sguardo su chi fa il male. Che lo faccia con la malizia consapevole di maltrattarti e di maltrattare gli altri o che lo faccia per disperazione o superficialità conta fino a un certo punto. Tutti tu ami e tutti ci chiedi di amare. Specie i più poveri. Non solo i poveri di soldi, ma soprattutto quelli che sono poveri di umanità. E il primo povero di umanità devo ammettere che sono io.
CREDO ALLA PRESENZA REALE? Ma più personalmente sento che mi stai provocando, Signore, a guardare a me stesso, alla trave che è nei miei occhi e che mi impedisce di guardare con verità a te che ti rendi veramente presente nella celebrazione memoriale della tua Pasqua e rimani presente per noi, nel cuore del nostro quartiere, con il tuo Corpo e il tuo Sangue. Credo davvero alla tua Presenza nel tabernacolo? Insegno veramente il mistero della tua Presenza nel tabernacolo? Adoro veramente te che di doni in modo permanente a questo Popolo dandogli il segno della tua Presenza nel tabernacolo?
VIVERE ALLA PRESENZA, CELEBRANDO E ADORANDO. Mi sento molto provocato, Signore, a fare con la tua comunità dei passi decisi nella fede. Chissà se viene da te questo pensiero: lo capiremo insieme. Mi pare che tu ci stia riproponendo di vivere più intensamente e affettuosamente la nostra vita assieme a te. Di ascoltarti e di riceverti nella gioia della celebrazione Eucaristica, che ispira tutta la nostra settimana.
UNA SETTIMANA DI ADORAZIONE? E poi mi pare che tu ci stia proponendo di godere della tua Presenza permanente in mezzo a noi vivendo più spesso l’adorazione eucaristica, la sosta in intimità davanti a te, al tuo Corpo che ci doni di vedere sull’altare. So che da questo dialogo intimo con te può venire molto frutto per la nostra vita personale e famigliare comunitaria, perchè prolunga nella calma l’incontro della Messa. Vuoi Signore che iniziamo una nuova esperienza, magari ritrovandoci, quando sarà ripristinato il tabernacolo nella nostra chiesa di S. Agostino, ad adorarti per una settimana intera, per turni, coinvolgendo tutta la comunità, grandi, giovani e piccini?