Cercare una felicità che non finisce

Commento al Vangelo del 4 agosto 2024.

Cercare è un verbo importante, nella vita e perciò nella Bibbia. Pare che il nostro cuore sia fatto apposta per cercare, poiché colui che ci ha fatti ha pensato di mettere dentro di noi una sete profonda che non trova pace finchè non è colmata da qualcosa di vero. Abbiamo anche tante altre cose che desideriamo e cerchiamo. Più o meno importanti, più o meno superficiali, più o meno profonde. E sperimentiamo ogni giorno, ogni momento, che i nostri desideri, i nostri bisogni, le nostre ricerche si intrecciano in modo talvolta confuso. Ci vuole ordine. E questo ordine non è facile da capire e da vivere.

Gesù, dopo aver fatto il segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci per sfamare le migliaia di persone che cercavano la sua parola, aiuta a riflettere su quel che ha fatto. Giovanni dedica tutto il sesto capitolo del suo racconto al dialogo su queste cose. La gente cerca Gesù. E Gesù, da bravo educatore, aiuta a mettere le cose in chiaro. Vuole condurre in profondità, e gli dispiace che la gente non abbia capito. Che la gente lo cerchi solo per la pagnotta facile. Sempre viviamo questo rischio: di fermarci alla pagnotta, al pane che sfama lo stomaco o più in generale alla soddisfazione dei bisogni più immediati o solo corporali o solo psicologici, solo ‘terreni’. Dio ci da tutto: ci da sempre anche il pane e il vino frutto della terra che è dono suo. Lui ci ha fatti ‘terreni’. Ma ha qualcosa di più da darci. Ha da darci un cibo che sfama la nostra sete di vita che non finisce mai. Ci piace la vita. Vorremmo che durasse per sempre. Vorremmo che fosse piena di felicità. E questo perché siamo ad immagine e somiglianza di Dio che è pieno di una felicità che non finisce mai. E ce la vuole dare. Lo desidera moltissimo.

Questa felicità che non finisce mai, ci spiega Gesù, consiste nella esperienza dell’amore di Dio, fonte della vita e della felicità. La fede è questo: stare in relazione di intima comunione con Colui che ti ha fatto e ti nutre con la sua presenza d’amore. Non è una relazione esclusiva: è la relazione fondamentale, che ti permette di vivere tutte le altre relazioni in modo autentico, profondo, libero.

Alla fame d’amore, dunque, noi tentiamo di rispondere mettendoci in ricerca. E possiamo farlo in due modi: uno sbagliato e illusorio, e l’altro autentico. Quello sbagliato è la ricerca delle cose, o delle persone trattate come cose da possedere. Quello giusto è cercare Dio che dona il suo amore in un modo perfettamente gratuito.