Spighe e ombra per gli altri

Commento al Vangelo del 16 giugno 2024.Nel cammino feriale della liturgia, la Chiesa ci accompagna come discepoli del Signore. Ascoltiamo volentieri la parola del nostro Maestro, risorto dai morti, che ci insegna come si fa a stare al mondo, quali sono i significati più profondi che possono ispirare le nostre giornate.

E oggi il Signore ci parla del Regno di Dio. È una cosa molto importante per lui, decisiva. Forse per noi la parola ‘regno’ non è molto significativa, ma per Gesù riassume tutta l’esperienza del cammino del popolo di Dio.

Dio Padre vuole fare della umanità una sola famiglia. Una famiglia di figli che capiscono la sua bontà, la sua saggezza, la sua premura. Capiscono che Lui è l’autore della creazione e il donatore di una vita definitiva.

Chi capisce e sperimenta, chi sperimenta e capisce queste cose, sceglie Dio Padre come Signore della sua vita. Lo sceglie come riferimento dei suoi pensieri, come criterio delle sue scelte.

Quando Dio Padre diventa il mio riferimento, allora è il mio Re. Gli dico: comanda pure su di me, perché so che mi dirai sempre delle cose che sono per il mio bene e la mia felicità.

Quando siamo un gruppo di amici che scegliamo Dio Padre come Signore, allora si allarga la sua possibilità di regnare. Si allarga e si afferma nella storia il Regno di Dio.

Già tanti discepoli di Gesù nel mondo stanno permettendo a Dio Padre di regnare su di loro. E noi, con il Padre, vorremmo che tutti si lasciassero condurre da un Signore così buono.

Nelle parabole del seme (Mc 4,26-34) Gesù ci dà alcune suggestioni molto belle sulla vita di chi si lascia attrarre nel Regno.

Anzitutto la sicurezza che il Padre è sempre all’opera. La sua creazione continua a vivere a dare frutti per noi. Il suo Spirito agisce sempre, notte e giorno, nel nostro animo in cui è seminata la Parola. Incessantemente, sia che dormiamo sia che vegliamo, lo Spirito ci mantiene in vita, ci suggerisce delicatamente il bene, ci dà la forza di compierlo. Anche quando noi non ci pensiamo.

Figurati cosa succede quando a quest’opera delicata di Dio in noi si aggiunge la nostra collaborazione intelligente, gioiosa, vissuta volentieri! Succede che diventiamo persone sempre più ‘nutrienti’ per gli altri, come delle buone spighe, piene di chicchi saporiti. Persone capaci di ristorare gli altri, come la senape che fa ombra ospitando i nidi degli uccelli del cielo.

Nelle parabole del seme Gesù ci dice che è all’opera nella Comunità, che è all’opera nel mondo. In modo sempre delicato, discreto, piccolo. Perché le grandi cose d’amore nascono sempre da lì. Figurati se come comunità ci mettiamo davvero in ascolto assieme dei suggerimenti dello Spirito e ci accorgiamo della sua opera di pace, di riconciliazione di solidarietà. Succede che la nostra comunità diventa luogo di ospitalità e di attenzione ai più poveri, luogo in cui si impara a consolarsi a vicenda, a condividere volentieri il tempo e le energie e le risorse perché nessuno rimanga senza spighe e nessuno rimanga senza ombra.