Campo Gimi 1 a Firenze – 16 luglio

Il Campo Gimi quest’anno si fa. Dopo la pausa del 2020, si riprende l’esperienza estiva di viaggio: per continuare il cammino annuale, per vivere un tempo di fraternità e di formazione. E si fa, quest’anno, a Firenze. Alcuni giorni di incontri e di immersione nella città di Dante, per assaggiarne la ricchezza artistica, storica e spirituale.

Si parte in undici, nella prima giornata piovosa dell’estate. I ragazzi si conoscono bene quasi tutti: sono quelli del gruppo che ogni giovedì, durante l’anno, si sono incontrati. Più due new entries, aggregate per via dell’animazione del Grest.

Il viaggio si fa lunghetto, sotto la pioggia battente dell’autosole. Code dalla variante di valico fino a Firenze, mentre nei pulmini si passa il tempo chiacchierando, cantando o sonnecchiando. Siamo a Firenze prima di mezzogiorno. All’Istituto Salesiano dell’Immacolata ci accolgono e ci sistemano. Dopo il pranzo al sacco, mischiati ai ragazzi del Grest di qui, pausa pingpong e calcino.

Siamo a una mezza’oretta a piedi dal centro. Ci muoviamo sotto un cielo in cui il sole s’è fatto spazio, senza però far sentire ancora la calura. Al Centro Internazionale per Studenti La Pira, nella simpatica via de’ Pescioni, ci attendono: Maurizio ci accoglie, ci disseta e ci fa sistemare in un bel salone, cuore di questo luogo che da quarant’anni accoglie studenti stranieri e propone interessanti percorsi di integrazione. Maurizio l’ha conosciuto, La Pira. Ce ne parla con passione e simpatia. Esce la figura di un uomo straordinariamente appassionato. Per il Signore. Per i poveri. Per la città. Maurizio ci racconta… l’inizio futurista a Messina, l’amicizia con Quasimodo. Fin da subito l’attenzione ai diseredati. La scelta dei 20 anni: capisce si donarsi tutto a Dio però il bene dell’umanità. A Firenze subito si occupa molto dei poveri. Povero assieme ai poveri. Con le leggi razziali vede la drammatica sorte dei suoi amici. Fonda la Rivista Principi, per parlare positivamente di valori e dignità, di Cultura e di integrazione… poi bloccata dal regime fascista che lo fa scappare. Dopo la guerra è nella Costituente, per affermare i principi fondamentali di un popolo! A Firenze diventa sindaco: la città è una grande casa per una grande famiglia, fatta di fratelli. Vuole una città aperta, con l’identità costruita nei secoli e da dare bene alle generazioni future. Vive il tempo del rischio nucleare e guerra fredda. E lavora instancabilmente per la pace.  Vuole unire le città (che restano perchè sono più importanti degli Stati)… per unire il mondo. Firenze diventa centro di politica mondiale per la pace. Chiama i sindaci delle grandi città del mondo, uomini di altre religioni, parla di Mediterraneo… La sua vita è fondata sulla preghiera e la lettura del giornale, e sulla domanda: che cosa posso fare oggi?

Anche a noi viene riproposta la domanda: cosa posso fare io?

Dopo Maurizio parla un altro amico del Centro, che ci presenta le attività di integrazione: corsi di lingua italiana, momenti di confronto e dialogo, iniziative di pace, scambi culturali e serate di cucina etnica… Un laboratorio di umanità nel cuore di Firenze.

Anche Cage, studentessa congolese nata in Italia, con un perfetto accento fiorentino, ci dice la sua esperienza, portando la riflessione in modo piuttosto provocatorio sul tema del razzismo e della necessità di un sistema legislativo che rispetti veramente la dignità e la ‘equivalenza’ di ogni persona.

Dopo l’incontro ci sta un gelato di fronte al giardino di Palazzo Medici. Poi si torna all’alloggio. E ci si prepara per i Vespri e la Cena. Nella fresca serata si fanno due passi all’Arno, a vedere lo skyline notturno della città bellissima.

I ragazzi ricordano così l’incontro di oggi:

  • Secondo me non bisogna dare uguali aiuti alle persone ma bisogna metterle in una situazione di equità, magari apportando alcune modifiche alle leggi per aiutare tutti a vivere meglio.

– Si parla tanto di essere uguali, ma non è di essere l’uno la copia dell’altro che dovremmo preoccuparci, quanto piuttosto di essere EQUIVALENTI l’uno all’altro in dignità e amore.

  • All’incontro di oggi mi hanno colpita molto alcune frasi di Giorgio La Pira, come ad esempio la citazione: “Bisogna pregare con il mappamondo davanti”, ovvero non bisogna pensare sempre a se stessi ma anche agli altri , anzi per tutto il mondo. Un’altra cosa che mi ha stupito è la convinzione e la determinazione di queste persone in ciò che fanno e dicono, nonostante ci possano essere delle conseguenze. Infine penso che dovremmo aggiornarci di più su ciò che succede nel mondo oggi e fare qualcosa per aiutare tutte le persone che abbiamo attorno e diventare tutti più uniti, proprio come un’unica famiglia. Perciò possiamo dire che ogni persona è a strati: ogni momento, ogni esperienza plasma la persona che sei e che metterai a disposizione degli altri sin dai secondi più prossimi. Dobbiamo dunque essere fieri di ciò che siamo e di ciò che facciamo portando avanti i nostri ideali e scopi. Giorgio La Pira, durante tutta la sua vita, si è sentito coinvolto nei problemi che interessavano e interessano ancora l’Italia e non solo, così si è messo in gioco e ha messo a disposizione dei suoi cittadini tutto se stesso con passione e fede. Mi ha colpito perché dovremmo prendere esempio impegnandoci concretamente per gli altri.
  • Penso che la differenza fra persone di colore diverso e persone bianche sarà sempre presente anche se viene detto il contrario, è un fatto di abitudine per cui molte persone di colore non riescono a trovare lavoro facilmente come le persone bianche.
  • Per me hanno fatto molto bene a creare questo centro perché è un’opportunità per tutte le persone che provengono da tutto il mondo di imparare, oltre che l’italiano, anche la cultura di altri paesi.
  • A me ha colpito molto quando la ragazza ha raccontato di essere nata in Italia e avere passato qui buona parte della sua infanzia non abbia ancora ottenuto la cittadinanza italiana.
  • Per me il centro la pira e molto utile perchè avvia degli scambi culturali.