Cari amici e vicini di casa, è Pasqua!

Per noi cristiani è la festa più importante: il Signore Gesù Cristo ha vinto la nostra morte!
È strano, il nostro Dio, e fa un po’ arrabbiare: davanti al dolore e alla morte non ha tirato fuori la bacchetta magica, ma ci si è ficcato dentro, condividendo la nostra vita in tutto. E dalla sua carne inchiodata sulla croce ha fatto scaturire un amore incrollabile, un amore che nemmeno la tomba ha potuto trattenere. E che ci raggiunge anche oggi, non con la bacchetta magica, ma con il Vangelo, i Segni sacramentali, la testimonianza della Chiesa e delle persone buone.
Sentiamo l’urgenza forte di vivere questo tempo di fatica come una grande opportunità.
Per tirare fuori il meglio di noi stessi, come stanno facendo tanti fratelli e sorelle nel mondo.
Per andare alla ricerca di ciò che è essenziale (adesso e dopo) nella nostra vita frastornata da tante cose.
Per aprire di più gli occhi su tutte le sofferenze del mondo (le ingiustizie, le guerre, le violenze, le oppressioni) prima e oltre l’emergenza del coronavirus.
Per renderci conto che dobbiamo crescere come una umanità unita e solidale: la frammentazione e la divisione e l’egoismo e la ricerca solo del proprio interesse non vanno bene.
Per prepararci a riorganizzare la nostra vita ‘normale’ in un modo più significativo, più intelligente, più attento al valore delle relazioni e della fraternità.
Per maturare le virtù della pazienza e della fiducia.
Per vivere una vera corresponsabilità di cittadini della nostra città, della nostra nazione, del mondo intero, nel quale non si può vivere come se gli altri non esistessero!
Vorremmo farvi sapere che troviamo forza nella preghiera, cioè nel dialogo con il Padre del Signore Gesù Cristo: abbiamo scoperto che ci ascolta e che ci parla, che scommette su di noi e ci assicura la sua tenerezza, il suo perdono, la sua sapienza.
A volte vorremmo che il suo intervento nella storia fosse più rumoroso ed evidente. Vorremmo che facesse come vogliamo noi. Ma poi impariamo sempre di nuovo che il Signore è lui, che decide lui come fare. E lo contempliamo, morto e risorto per noi. E capiamo che siamo in cammino con Lui, esperto di amore nella passione, verso una pienezza di salvezza che si esprimerà quando ci saranno cieli nuovi e terra nuova.
Vorremmo parlare e agire il più possibile per far vedere in questo mondo le sue parole e i suoi gesti di giustizia. Lo vediamo in tanti cristiani e in tanti uomini e donne di buona volontà, ché Dio agisce in tutti…
E chiediamo scusa a tutti, perché spesso la nostra testimonianza di delicatezza e di servizio nella gioia è debole, e ci càpita anche di dare scandalo.
In questa Pasqua desideriamo (con il nostro Signore) il meglio per tutti. Sappiamo che non tutto va bene. Speriamo che #tuttoandràmeglio!

Il Consiglio pastorale della Parrocchia di S. Agostino