Programma pastorale 2017/2018: sintesi e immagine

Il Consiglio pastorale parrocchiale, nell’incontro del 24 settembre 2017, ha approvato definitivamente il testo del Programma pastorale parrocchiale per l’anno 2017-2018, dopo l’ampia riflessione della verifica del 4 giugno e dell’assemblea parrocchiale del 10 settembre. È il frutto di un lavoro comune di lettura della vita parrocchiale e di riflessione alla luce degli orientamenti della Chiesa diocesana e universale. È il frutto di un discernimento comunitario, assieme dei pastori della parrocchia, nel quale la comunità ha cercato di mettersi in ascolto del buon Pastore, che con lo Spirito guida instancabilmente la sua Chiesa.

Ecco lo schema del programma, che tutti sono invitati a leggere e meditare e vivere.

Il testo completo del PPP

 

«Andate! Io sono con voi»

Sono le parole che Gesù risorto dice ai suoi apostoli (Mt 28,19-20) quando li invia in tutto il mondo come missionari del vangelo, rassicurandoli con la sua perenne presenza e vicinanza. Il programma pastorale riassume l’esistere come Chiesa in due parole: discepoli e missionari.

 

  1. Essere discepoli

 

1.1. Stare con Gesù

È la condizione permanente del cristiano, che vive la comunione con la Trinità. Si appartiene alla Chiesa perché ci si lega personalmente al Maestro e ci si mette alla sua scuola.

 

1.1.1. L’Eucaristia fa la Chiesa, la Chiesa fa l’Eucaristia

L’incontro con la Trinità avviene in modo specialissimo nella Messa, fonte e culmine della vita cristiana, personale e comunitaria: «mediante la comunione al corpo eucaristico diventiamo membri del corpo ecclesiale», dice S. Agostino.

La Presenza del Signore è permanente, specie nel modo mirabile dell’Eucaristia che conserviamo in chiesa. L’Adorazione eucaristica è forma specialissima di preghiera, di sosta in intimità con il Signore.

 

1.2. Una seria formazione

Il discepolo è sempre uno scolaro. La parrocchia rimane un luogo di formazione per tutti: tutti stiamo camminando per ‘prendere la forma’ di Gesù, e non si è mai arrivati… È una cosa seria, specie per i ragazzi e i giovani per i quali la comunità sente una responsabilità particolare.

 

1.2.1. Formazione al discernimento

Capire i desideri e i suggerimenti di Dio non è facile. Dobbiamo allenarci sempre di più a leggere (personalmente e insieme) la Parola e la nostra storia: è lì che Lui parla.

 

1.2.2. Formazione ad una vita povera e fraterna

Su questo dobbiamo darci una mossa: dare alla nostra vita, personale e comunitaria, una forma povera de essenziale, perchè Gesù ha scelto per sè e per noi questo stile.

 

  1. Essere missionari

 

2.1. L’urgenza della conversione pastorale in senso missionario

La Chiesa esiste per evangelizzare il mondo. Ma la vita della parrocchia è improntata a questa spinta missionaria? Vogliamo continuare questa conversione che ci è richiesta dal Papa, imposta dal Vangelo!

 

2.1.1. Nella Chiesa di Ferrara-Comacchio

La Parrocchia esiste nella Chiesa particolare, di cui è espressione. Ci sintonizziamo con il nostro vescovo Gian Carlo, che ci unisce ai cristiani di Ferrara-Comacchio nella riscoperta della bellezza di essere Chiesa madre, Chiesa in uscita.

2.2. Attenti agli ultimi

Come Gesù, la Parrocchia si sforza di essere attenta agli ultimi: ai poveri, prigionieri, ciechi e oppressi di oggi.

 

2.2.1. Attenti agli ultimi, perché anche noi siamo ultimi

Continua la nostra conversione anche su questo punto: tutti siamo poveri e bisognosi della vita di Dio. Tutto è dono e partecipazione alla com-passione del Padre per ogni fratello e sorella.

 

2.2.2. Tutti gli ultimi

La povertà non è solo questione di soldi. Vogliamo aprire gli occhi su tutte le forme di povertà, materiali, culturali e spirituali che segnano la vita della nostra città e del mondo intero.

 

2.3. Testimoniare il vangelo nel nostro territorio

Il Signore scommette su di noi per fermentare evangelicamente la comunità civile in cui viviamo.

 

2.3.1. Una questione di fascino

Fermentare vuol dire anzitutto affascinare con la nostra vita: mostrare in noi la vita bella e buona del vangelo, specialmente con la carità.

 

2.3.2. Il lievito del vangelo

Il vangelo ci mette in bocca parole buone, valori profondi, idee per fare più autentica la vita del mondo. Dobbiamo dire queste parole e ispirare ad esse la vita quotidiana in cui siamo immersi.

 

2.3.3. Denunciare e rinunciare

Come Gesù, siamo chiamati ad essere profeti che si accorgono delle cose che non vanno, che si indignano e che prendono posizione, per il bene di tutti. Rifiutiamo la logica del menefreghismo.

 

 

  1. La forma della vita parrocchiale

In quest’ultima parte del Programma, si descrivono le iniziative e gli indirizzi più concreti, suddivisi in quattro ambiti della pastorale:

– Liturgia e preghiera

– Formazione comune, come Chiesa in uscita

– Attenzione agli ultimi

– Nel mondo come cristiani e cittadini responsabili

 

 

L’immagine scelta per il programma pastorale di quest’anno è un mosaico realizzato dal Centro Aletti a Madrid, nella Cappella della Conferenza episcopale spagnola. Raffigura la pesca miracolosa. Cristo e gli apostoli sono sulla nave, in una sinergia di persone, di intenti, di volontà. Il timone è saldamente nelle mani di Cristo. Il mare rappresenta il mondo oscuro abitato dal male. Essere pescati significa essere salvati: la pesca ricorda il battesimo che ci ha messo in una vita nuova, la vita della Chiesa. È Cristo che con la sua mano orienta i pesci verso la rete: solo Lui è il Salvatore, solo in comunione con Lui la Chiesa è missionaria.

pesca miracolosa rupnik

Una descrizione completa del mosaico si trova qui: http://www.centroaletti.com/ita/opere/europa/86a.htm