Preghiamo il Risorto con Maria, guardandola con gli occhi dei Padri Conciliari, che hanno scritto la Costituzione Lumen Gentium sulla Chiesa, di cui Maria è figura e Madre.
Ogni giorno approfondiamo un tratto della figura di Maria e preghiamo con le litanie tratte proprio dal documento conciliare.
Il testo di queste meditazioni è stato composto dalla comunità del Seminario di Vicenza nel 2024, a settant’anni dalla pubblicazione della Lumen Gentium.
La recita del S. Rosario
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
All’inizio del Rosario, si legge da questo libretto il testo biblico e la meditazione del giorno corrispondente.
Per ogni mistero:
– enunciazione del mistero (vedi i misteri a pag. 4))
– lettura del versetto biblico e momento di silenzio
– Padre nostro, 10 Ave Maria
– Gloria al Padre…
– O Gesù mio…
Misteri della gioia
(lunedì e sabato)
1. L’annuncio dell’angelo a Maria
2. La visita di Maria alla cugina Elisabetta
3. La nascita di Gesù a Betlemme
4. La presentazione di Gesù bambino al Tempio
5. Il ritrovamento di Gesù nel Tempio
Misteri della luce
(giovedì)
1. Il battesimo di Gesù nel Giordano
2. Il miracolo alle nozze di Cana
3. L’annuncio del regno di Dio
4. La trasfigurazione di Gesù
5. L’istituzione dell’eucaristia
Misteri del dolore
(martedì e venerdì)
1. L’agonia di Gesù nel Getsemani
2. La flagellazione di Gesù
3. L’incoronazione di spine
4. La salita di Gesù al Calvario
5. La morte di Gesù in croce
Misteri della gloria
(mercoledì e domenica)
1. La risurrezione di Gesù
2. L’ascensione di Gesù al Cielo
3. La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo
4. L’assunzione di Maria al Cielo
5. L’incoronazione di Maria regina del Cielo e della terra
Dopo il 5° mistero: Salve Regina
Litanie alla Vergine Maria,
ispirate alla Lumen gentium
Signore, pietà. Signore, pietà.
Cristo, pietà. Cristo, pietà.
Signore, pietà. Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici.
Padre, che sei nei cieli, abbi pietà di noi
Figlio, redentore del mondo, abbi pietà di noi
Spirito Santo Paràclito, abbi pietà di noi
Trinità Santa, unico Dio, abbi pietà di noi
Santa Madre di Dio Figlia prediletta del Padre, prega per noi
Madre del Verbo incarnato,
Tempio dello Spirito Santo,
Vergine scelta da tutta l’eternità,
Novella Eva,
Figlia di Adamo,
Figlia di Sion,
Vergine immacolata,
Vergine di Nazareth,
Vergine adombrata dallo Spirito,
Madre del Signore,
Madre dell’Emmanuele,
Madre di Cristo,
Madre di Gesù,
Madre del Salvatore,
Socia del Redentore,
Tu che hai accolto la Parola,
Tu che hai dato al mondo la Vita,
Tu che hai presentato Gesù al Tempio,
Tu che hai mostrato Gesù ai Magi,
Tu che hai allietato la mensa di Cana,
Tu che hai collaborato all’opera della salvezza,
Tu che hai sofferto presso la Croce,
Tu che hai implorato il dono dello Spirito,
Madre dei viventi,
Madre dei fedeli,
Madre di tutti gli uomini,
Eletta tra i poveri del Signore,
Umile ancella del Signore,
Serva della redenzione,
Pellegrina nel cammino della fede,
Vergine dell’obbedienza,
Vergine della speranza,
Vergine dell’amore,
Modello di santità,
Membro eminente della Chiesa,
Immagine della Chiesa,
Madre della Chiesa,
Avvocata nostra,
Aiuto dei cristiani,
Soccorso dei poveri,
Mediatrice di grazia,
Assunta alla gloria celeste,
Glorificata nel corpo e nell’anima,
Esaltata sopra gli angeli e i santi,
Regina dell’universo,
Segno di consolazione,
Segno di sicura speranza,
Segno della gloria futura,
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
perdonaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
ascoltaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Prega per noi, santa Madre di Dio,
e saremo degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo
Ti rendiamo grazie, Padre, perché dall’eternità hai
scelto la Vergine, figlia di Sion, quale Madre
gloriosa del tuo Figlio e immagine splendente della
Chiesa; ti preghiamo: lo Spirito che discese su
Maria e gli Apostoli illumini il nostro cammino e ci
conduca alla conoscenza piena della verità. Per
Cristo, nostro Signore.
Amen.
Giovedì 1° maggio
Figlia prediletta del Padre
Dal vangelo secondo Luca (1,30-33)
L’angelo disse a Maria: “Non temere, Maria, perché
hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai
un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà
grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il
Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e
regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo
regno non avrà fine”.
RIFLESSIONE
Quando Gabriele è giunto al cospetto di Maria, ha
avuto un atteggiamento deferente nei suoi
confronti: “Rallegrati, piena di grazia; il Signore è
con te” (Lc 1,28). Non è entrato imponendo la
propria maestà, ma riconoscendo la grandezza di
questa umile ragazza di Nazaret, amata immen-
samente da Dio. Lei, infatti, è la “piena di grazia”,
perché oggetto di un’inaudita iniziativa d’amore da
parte di Dio. È Gesù il Figlio amato, di cui il Padre si
compiace: è lui il “prediletto” per antonomasia. Ma
in questa litania la devozione popolare ha voluto
attribuire pure a Maria questa definizione, non certo
per metterla sullo stesso piano del Figlio di Dio, ma
per dire che anche lei è stata smisuratamente amata
dal Padre ed ora Maria riversa questo amore su
ciascuno di noi.
Venerdì 2 maggio
Madre del Verbo incarnato
Dal vangelo secondo Luca (2,46-48)
Dopo tre giorni Maria e Giuseppe trovarono Gesù
nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li
ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano
erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le
sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua
madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto questo?
Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”.
RIFLESSIONE
Essere figli è sapere che possiamo contare su
qualcuno che ci cercherà sempre, anche quando
saremo distanti. Questo vale per noi come è stato
anche per Gesù. Possiamo solo immaginare quale
amore abbia legato madre e figlio, un legame quasi
del tutto insondabile per la sua autentica intimità.
Eppure qui sentiamo Maria richiamare con forza
Gesù per lo spavento preso nel pensare di averlo
perso. Sentiamo una madre che sa bene quanto il
proprio figlio sia dono grande per la sua vita,
troppo prezioso per essere perso. Affidiamo a te
Maria i nostri genitori: quelli biologici e quelli che,
pur non avendo con noi un legame di sangue,
ci sono stati guide buone e sagge nel cammino
della vita.
Sabato 3 maggio
Tempio dello Spirito Santo
Dal libro dell’Esodo (40,34-35)
Allora la nube coprì la tenda del convegno e la
gloria del Signore riempì la Dimora. Mosè non poté
entrare nella tenda del convegno, perché la nube
sostava su di essa e la gloria del Signore riempiva la
Dimora.
RIFLESSIONE
Già Paolo nella sua lettera indirizzata ai cristiani di
Corinto diceva: “Non sapete che siete tempio di Dio
e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1Cor,3-16).
Pertanto ogni credente in Cristo è depositario di
quello Spirito che Dio ha inviato ai suoi discepoli a
Pentecoste. A maggior ragione Maria è tempio
dello Spirito Santo, colei che fin dal suo immacolato
concepimento è stata abitata dallo Spirito. Scelta da
Dio per accogliere il Cristo nel suo grembo
materno, Maria diviene così dimora per eccellenza
dello Spirito; dimora non più inaccessibile e
preclusa ai profani, ma dimora vivente che porta
con sé lo Spirito e lo comunica a chiunque sappia
rendersi docile alla sua Parola. Preghiamo dunque
Maria perché insegni anche a noi ad essere
portatori di Spirito Santo in tutti i luoghi del nostro
quotidiano.
Domenica 4 maggio
Novella Eva
Dal libro dell’Apocalisse
di san Giovanni Apostolo (12,1-2)
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna
vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul
capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e
gridava per le doglie e il travaglio del parto.
RIFLESSIONE
Maria è acclamata “novella Eva” in contrapposizione
alla “prima” Eva la quale, con Adamo, ha rovinato la
familiarità goduta con Dio nel giardino di Eden e ha
inaugurato una lunga storia di “no” a Dio, che hanno
abbruttito l’umanità intera. Maria, al contrario, con la
sua piena disponibilità fa risplendere di bellezza
inedita la propria femminilità, divenendo madre del
Messia e di una umanità nuova, come mostrano le
parole di Apocalisse: “Un segno grandioso apparve
nel cielo: una donna vestita di sole […]. Era incinta,
e gridava per le doglie e il travaglio del parto”
(Ap 12,1-2). Così lungo la storia Maria continua ad
accompagnare con la sua dolce protezione materna
i discepoli del suo Figlio.
Lunedì 5 maggio
Figlia di Adamo
Dal libro della Genesi (1,27.31)
Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio
lo creò: maschio e femmina li creò. Dio vide quanto
aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu
sera e fu mattina: sesto giorno.
RIFLESSIONE
Quando pensiamo ad Adamo, il nostro pensiero va
subito a un episodio negativo: quello del peccato
originale, che ha incrinato il rapporto dell’uomo con
Dio. Ma Dio non smette di credere nel bene
dell’uomo, non si dimentica dell’amore che gli ha
voluto fin dall’inizio e che l’uomo è (e rimane) “cosa
molto buona”. Forse noi al suo posto avremmo
eliminato l’umanità e “resettato” il mondo, ma Dio
non è uno a cui piace buttare via le cose rotte e
proprio da quella relazione ferita vuole scrivere una
storia nuova. Anche Maria, infatti, non è un angelo,
ma una figlia di Adamo, una donna di quest’umanità
spesso fragile e infedele di cui anche noi facciamo
parte e di cui Dio non smetterà mai di vedere la
bellezza.
Martedì 6 maggio
Figlia di Sion
Dal libro del profeta Sofonia (3,14.17)
Rallegrati, figlia di Sion; grida di gioia, Israele; esulta
e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore
potente. Gioirа per te, ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia.
RIFLESSIONE
È tempo di convertirsi alla gioia! È tempo di felicità!
È tempo di alzare lo sguardo e mostrare il nostro
volto sorridente! È tempo di portare un abbraccio, è
tempo di dire una parola buona, è tempo di una
consolazione! È tempo di essere lieti testimoni!
Non lasciamoci coinvolgere (e travolgere) dalla
negatività di alcune relazioni che solo ci portano alla
tristezza e allo sconforto. Troviamo piuttosto la forza
di rallegrarci! Iniziamo oggi: riconosciamoci amati,
permettiamo che l’amore di Dio ci rinnovi. Sarà
motivo di gioia per tutti!
Mercoledì 7 maggio
Vergine immacolata
Dal Cantico dei Cantici (4,1a.7)
Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! Gli
occhi tuoi sono colombe, dietro il tuo velo. Tutta
bella sei tu, amata mia, e in te non vi è difetto.
RIFLESSIONE
Contemplando la nostra Vergine Madre, mi è facile
pensarla come ad una donna senza macchia. Dio,
con a disposizione l’eternità per scegliere come
meglio operare, che ha creato la perfezione
dell’universo, non poteva che scegliere in modo
eccelso la sua dimora per nascere tra gli uomini.
Come dice il Cantico dei Cantici, la nuova Eva
doveva essere priva di difetto e far trasparire una
perfetta umiltà: dietro il suo velo, quindi, doveva
essere molto più che bella! Ciononostante Dio, pur
preservandola dal peccato originale, non ha
mancato di metterla alla prova. A ricordarci che
anche le persone scelte con particolare cura da Dio
non sono comunque prive di tribolazioni. Ed è forse
proprio lì che scopriamo la bellezza di Maria, che
fu capace di rimanere fedele a Dio anche sotto
la croce.
Giovedì 8 maggio
Vergine di Nazareth
Dal vangelo secondo Giovanni (1,45-46)
Filippo trovò Natanaele e gli disse: “Abbiamo
trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella
Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di
Nàzaret”. Natanaele gli disse: “Da Nàzaret può
venire qualcosa di buono?”. Filippo gli rispose:
“Vieni e vedi”.
RIFLESSIONE
Anche allora, come oggi, siamo portati a giudicare
in base alle apparenze. Da un villaggio sconosciuto
della Galilea, può mai venire qualcosa di buono?
Eppure la salvezza viene da lì. Gesù è il Nazareno.
La sua famiglia è la famiglia di Nazaret. In quel
borgo dimenticato Dio prende dimora, pianta la sua
tenda. Tra le mura domestiche della casa del
falegname Gesù cresce e diventa uomo. E Maria,
sposa e madre, rimane per sempre la donna di
Nazaret, di quel villaggio sperduto. Anche lei
andava al pozzo ad attingere acqua, si fermava a
parlare con le donne del paese, accoglieva
Giuseppe al rientro dal lavoro, educava il suo figlio
Gesù. Sì, da Nazaret può venire qualcosa di buono,
caro Natanaele!
Venerdì 9 maggio
Vergine adombrata dallo Spirito
Dal libro della Genesi (1,1-4)
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era
informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e
lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse:
“Sia la luce!”. E la luce fu. Dio vide che la luce era
cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.
RIFLESSIONE
Quando ci rivolgiamo a Dio, solitamente gli
chiediamo luce sugli avvenimenti che stiamo
attraversando oppure sulle scelte da fare.
Annunciando la discesa dello Spirito in Maria,
invece, l’angelo le disse che sarebbe stata coperta
con l’ombra della potenza dell’Altissimo. Compren-
diamo quindi che, accompagnandoci, Dio fa anche
ombra. Ombra che ci ristora nella fatica del deserto,
ombra che si crea quando si spengono le luci false
che ci incantano, ombra che ci permette di fare i
conti con la verità di noi stessi, quando siamo
lontani dai riflettori. Lo Spirito, che aleggia sul caos
prima della creazione, ci insegna a non avere paura
delle ombre, per non avere così paura della luce.
Sabato 10 maggio
Madre dell’Emmanuele
Dal libro del profeta Isaia (7,14)
Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine
concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà
Emmanuele.
RIFLESSIONE
Molto spesso, nell’Antico Testamento, l’alleanza di
Dio con gli uomini era accompagnata da un segno
che ne indicava la vicinanza al suo popolo.
L’Emanuele, il “Dio-con-noi” di cui parla il profeta
Isaia, rappresenta per il suo stesso nome un segno
della vicinanza di Dio, ma la profezia include che il
figlio sarà concepito e partorito da una vergine. Non
da una donna a caso, ma da una vergine perché il
segno della vicinanza di Dio non viene mai calato
dall’alto, ma si adegua al nostro mondo, mediante
un elemento tangibile di connessione tra l’umano
e il divino. Maria, invocata come “Madre dell’Em-
manuele”, ci invita a riconoscere chi ci porta e quali
sono i “Dio-con-noi” che segnano la vicinanza del
Signore alla nostra vita.
Domenica 11 maggio
Tu che hai accolto la Parola
Dal vangelo secondo Luca (1,30-31)
L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai
trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un
figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”.
RIFLESSIONE
Che bello l’annuncio che l’angelo volge a Maria:
non sono semplici parole da accogliere e custodire
come un tesoro prezioso e talmente segreto da non
poterlo condividere con nessuno, ma qui le parole
pronunciate hanno pieno carattere performativo: è
Parola accolta che si fa carne. Tu, Maria, ti sei fidata
di qualcosa che non capivi appieno. Ti sei fidata di
un invito che non sapevi per quali strade tortuose ti
avrebbe condotta. Forse eri anche tu in attesa di
una parola liberante, capace di darti quell’occa-
sione speciale per far fiorire appieno la vita. A te,
che hai saputo farti grembo per il Verbo che si è
fatto carne per questa nostra umanità, affidiamo il
nostro desiderio per una pace autentica tra i popoli
nel mondo.
Lunedì 12 maggio
Tu che hai dato al mondo la Vita
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1,2)
La vita si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò
diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna,
che era presso il Padre e che si manifestò a noi.
RIFLESSIONE
Dando la sua vita a Dio, Maria diede la Vita – cioè
Dio – al mondo. Per mezzo di Maria, infatti, è venuto
a noi il Verbo della Vita, colui per il quale ogni cosa
ha avuto – e ha, e avrà – esistenza. La consape-
volezza di aver custodito e dato la Vita al mondo
rende Maria attenta alla vita: a quella nascente, non
sempre riconosciuta; a quella morente, non sempre
amata; a quella quotidiana, non sempre apprezzata.
Maria ci chiama a celebrare la vita, a danzarla, a
gustarla, a difenderla – non solo nel suo inizio e
nella sua fine, ma anche nel suo “durante” affinché
sia dignitosa per tutti e capace di quella gioia che
Gesù è venuto a dare. Guardando a Maria, che
guarda a Gesù, noi impariamo cosa significhi
davvero vivere: donare sé stessi. Perché la vita o è
dono o non è.
Martedì 13 maggio
Tu che hai mostrato Gesù ai Magi
Dal libro del profeta Isaia (60,3-4)
Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo
splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e
guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono
portate in braccio.
RIFLESSIONE
I magi erano abituati a vivere la vita osservandola a
partire dal cielo, ad alzare il capo per scrutare la
luce delle stelle e farsi guidare da esse. È proprio
osservando il cielo che quei sapienti si sono messi in
viaggio dall’Oriente fino a raggiungere, carichi di
domande, di aspettative e di speranze, una
sconosciuta cittadina della Galilea dove hanno
incontrato la “Luce delle genti”: un piccolo bambino
in cui hanno però riconosciuto la grandezza infinita
di Dio. Il cielo li ha messi in viaggio ed il cielo
continua a mettere in viaggio tutti noi perché il cielo
è capace di raccogliere tutte le nostre domande, le
nostre inquietudini, le nostre speranze e le nostre
sofferenze, spingendoci a cercare continuamente
delle risposte. A noi il compito di lasciarci
provocare, di metterci in cammino e di lasciarci
sorprendere dalla meta che arriverà.
Mercoledì 14 maggio
Tu che hai presentato Gesù al Tempio
Dal libro del profeta Malachia (3,1b)
Entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e
l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo
venire, dice il Signore degli eserciti.
RIFLESSIONE
Secondo la consuetudine antica che legge l’Antico
Testamento come un’allegoria o come una prefi-
gurazione del Nuovo, la Chiesa ha scorto il
compimento della profezia di Malachia nell’episodio
di Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e
dal suo sposo Giuseppe, ottemperando così le
prescrizioni rituali stabilite dalla Legge ebraica.
I genitori di Gesù non si nascondono dietro alla
straordinarietà della loro esperienza, al contrario si
mettono in fila come tutti gli altri. Maria offre così
Gesù in riscatto di tutto il popolo d’Israele. Un gesto
ordinario, ma che nella madre di Dio diventa
occasione per vivere la quotidianità nell’ob-
bedienza, come manifestazione di un amore più
grande.
Giovedì 15 maggio
Tu che hai allietato la mensa di Cana
Dal vangelo secondo Giovanni (2,3-5)
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse:
“Non hanno vino”. E Gesù le rispose: “Donna, che
vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”. Sua
madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica,
fatela”.
RIFLESSIONE
Invitata con Gesù ad una festa di nozze, Maria si
accorge che gli invitati, che sembrano divertirsi,
stanno provando una gioia effimera perché il vino
sta finendo, presto non ce ne sarà più e la festa
finirà. Maria sa che non possiamo bastare a noi
stessi, che solo nella relazione con suo Figlio quegli
uomini possono trovare la vera felicità e per questo
li invita a fidarsi di lui, a consegnargli la loro povera
acqua affinché, insieme a lui, possa diventare il vino
nuovo della gioia senza fine. Accogliamo anche noi
l’invito di Maria a fidarci di Gesù e seguiamo
l’esempio di questa donna che ci spinge a lasciarci
coinvolgere dalla sete di felicità dei nostri fratelli e
sorelle, affinché tutti possano gustare ciò che noi
abbiamo ricevuto.
Venerdì 16 maggio
Tu che hai sofferto presso la croce
Dalla lettera di san Paolo apostolo
ai Romani (8,35.38a.39)
Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la
tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la
nudità, il pericolo, la spada? Io sono infatti persuaso
che né morte né vita, né altezza né profondità, né
alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore
di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
RIFLESSIONE
Quante notizie di sofferenza in questi tempi!
Quanto dolore, quanto strazio! Pensiamo ai crudeli
episodi di femminicidio, alle assurde guerre. Ricor-
diamo, in particolare, le disgrazie che hanno colpito
le nostre comunità, le nostre parrocchie. Preghiamo
per tutte quelle madri che hanno perso il proprio
figlio. Esiste un dolore più illogico? Soffriamo anche
noi, come Maria, ai piedi delle nostre croci, delle
nostre tribolazioni, dei nostri dolori più intimi.
Soffriamo perché amiamo, come ci mostra Gesù,
distrutto dal dolore, macellato e inchiodato su una
croce, solo per amore. Ma niente e nessuno potrà
separarci da questo… ed è questo ciò che conta di
più: nelle nostre afflizioni più grandi, infatti, noi non
siamo mai divisi dall’amore di Cristo.
Sabato 17 maggio
Tu che hai implorato il dono dello Spirito
Dal vangelo secondo Giovanni (14,16)
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito
perché rimanga con voi per sempre.
RIFLESSIONE
Maria ha visto cose straordinarie nella sua vita,
eppure gran parte della sua esistenza è immersa nel
silenzio, consapevole dell’importanza di quello
Spirito che Gesù aveva promesso. Lei stessa, del
resto, aveva fatto esperienza della potenza dello
Spirito che le ha donato la maternità. Questo gesto
di umiltà non deve essere letto come un
atteggiamento di debolezza, ma come gesto di
grande disponibilità: la preghiera, infatti, ci rende
aperti alle trasformazioni che la vita e la fede
possono portare mediante lo Spirito. Maria che si
mette in ginocchio per implorare il dono dello
Spirito diventa per noi figura forte e ispiratrice che ci
insegna l’importanza di chiedere con cuore sincero,
affinché il nostro domandare possa aprirci ai doni e
alle nuove prospettive che lo Spirito sa donare.
Domenica 18 maggio
Madre di tutti gli uomini
Dal libro dei Salmi (87,3-5)
Di te si dicono cose gloriose, città di Dio! Iscriverò
Raab e Babilonia fra quelli che mi riconoscono; ecco
Filistea, Tiro ed Etiopia: là costui è nato. Si dirà di
Sion: “L’uno e l’altro in essa sono nati e lui,
l’Altissimo, la mantiene salda”.
RIFLESSIONE
Egitto, Babilonia, Filistea, Tiro, Etiopia sono i popoli
vicini a Israele e spesso nella storia sono stati suoi
nemici. Il salmo invece li vede nascere tutti da una
sola madre: la città di Dio, Gerusalemme, che li
riconosce come suoi figli, cittadini a pieno titolo,
come i figli di Israele. I popoli cambiano, ma i nemici
purtroppo restano. Gerusalemme fatica a
riconoscere tutti i suoi figli, ne predilige alcuni e ne
rifiuta altri. Quanto le farebbe bene guardare a
quella madre che sotto la croce del Figlio, nel
dolore, ha accolto tutti indistintamente… Maria,
madre di tutti gli uomini, parla al cuore di
Gerusalemme e ricordale la sua vocazione di madre
di tutti i popoli!
Lunedì 19 maggio
Eletta tra i poveri del Signore
Dal vangelo secondo Matteo (5,3)
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei
cieli.
RIFLESSIONE
Per la Bibbia i poveri e gli umili hanno da sempre un
“posto d’onore” e vengono considerati i prediletti
del Signore. I “poveri” non sono soltanto gli
oppressi, i miseri e i perseguitati per la giustizia, ma
anche coloro che, essendo fedeli agli impegni
dell’Alleanza con Dio, vengono emarginati da
quanti scelgono la violenza, la ricchezza e la prepo-
tenza. In questa luce si comprende come quella dei
“poveri” non sia solo una categoria sociale, ma una
vera e propria scelta spirituale: essi sono coloro che
hanno compreso che è Gesù la vera ricchezza. La
sua incarnazione permette di condividere con noi la
sua umanità e quindi di rendere possibile a tutti noi,
uomini e donne poveri, una cosa umanamente
impossibile: entrare in comunione con la sua divi-
nità, che è la sola e vera ricchezza. Maria, quindi,
non è soltanto “eletta tra i poveri”, ma anche “l’Elet-
ta tra i poveri” poiché ha scelto di accogliere nel suo
grembo la ricchezza per eccellenza: il Signore Gesù.
Martedì 20 maggio
Umile ancella del Signore
Dal vangelo secondo Luca (17,10)
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che
vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili.
Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”.
RIFLESSIONE
Essere al servizio di Dio, per di più umile, è una
delle cose più distanti dal nostro modo di vedere le
cose perché ci viene più spontaneo riaffermare noi
stessi, avere tutto sotto controllo, essere rico-
nosciuti. Se ci pensiamo bene, sotto tutte cose in cui
ci sostituiamo a Dio, finendo per caricarci di pesi
superflui. Vivere come serve e servi del Signore è la
libertà di lasciare a lui il primato, di acconsentire al
bene che lui desidera per noi, di riconoscere i segni
della sua presenza operosa e fedele. L’alternativa è
lasciarci dominare da altri padroni. Con Dio, invece,
siamo serve e servi di un padrone che non trattiene
tutto per sé, che non ci tratta da schiavi e che ci
meraviglia perché ci chiama a collaborare con lui,
affidandoci i suoi tesori più preziosi.
Mercoledì 21 maggio
Pellegrina nel cammino della fede
Dal libro dei Proverbi (8,17.20-21)
Io amo coloro che mi amano, e quelli che mi
cercano mi trovano. Sulla via della giustizia io cam-
mino e per i sentieri dell’equità, per dotare di beni
quanti mi amano e riempire i loro tesori.
RIFLESSIONE
Maria è certamente maestra di fede per tutti noi. Fin
dal racconto evangelico dell’Annunciazione, infatti,
troviamo in Maria il modello più perfetto di fede
umana. Da quel suo primo “Eccomi, sono la serva
del Signore, avvenga di me quello che hai detto”
Maria ci mostra come il credere in Dio non sia una
conseguenza dell’aver capito tutto ciò che il Signore
vuole da noi, ma, al contrario, di come la fede sia
una questione di fiducia, di abbandono alla volontà
del Signore. È proprio da questo momento che
comincia per Maria – e per tutti noi – una vera e
propria “avventura della fede”: un cammino di
ricerca, di attesa e di progressiva comprensione di
quel disegno per la salvezza dell’umanità che il
Padre stava costruendo attraverso la vita del Figlio.
Giovedì 22 maggio
Vergine dell’obbedienza
Dal libro dei Salmi (98,3b-4)
Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del
nostro Dio. Acclami il Signore tutta la terra, gridate,
esultate, cantate inni!
RIFLESSIONE
Il verbo obbedire deriva dal latino ob-audire, che
significa “ascoltare stando di fronte”. È lo stesso
atteggiamento assunto da Maria nei confronti del
Figlio a partire da quel “sì” offerto all’arcangelo
Gabriele, dimostrandosi così non soltanto madre,
ma prima di tutto discepola. In questo modo Maria
si è dimostrata una donna per niente sottomessa,
come spesso al giorno d’oggi si vorrebbe intendere
il verbo “obbedire”, ma piuttosto Maria ha saputo
mettere in gioco tutta la sua fede e la sua libertà,
così da rivelare a tutta la terra “la vittoria del nostro
Dio”.
Venerdì 23 maggio
Vergine della speranza
Dal libro del profeta Isaia (40,29-31)
Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo
spossato. Anche i giovani faticano e si stancano, gli
adulti inciampano e cadono; ma quanti sperano nel
Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi, camminano senza
stancarsi.
RIFLESSIONE
Le parole del profeta Isaia mettono in luce che la
forza di affrontare le nostre giornate, con le loro
fatiche e le loro sofferenze, non si trova
esclusivamente nelle nostre risorse, ma viene da
qualcos’altro, di più profondo: la speranza! A ben
pensarci, la speranza non è frutto dell’intelligenza
né si genera da un evento particolare che posso
vivere, ma nasce a partire dalla fede che ci permette
di rileggere la nostra storia con occhi nuovi e pieni
di vita, affinché possiamo “camminare senza
stancarci”. Maria è invocata come “vergine della
speranza” perché ha saputo essere espressione di
speranza per il mondo e ci aiuta ad essere anche noi
un faro di speranza per gli altri.
Sabato 24 maggio
Vergine dell’amore
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo
ai Corinzi (13,7)
La carità tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto
sopporta.
RIFLESSIONE
Maria è vergine non per carenza o paura di amare,
ma per un eccesso di amore: ha amato con lo
slancio del suo giovane cuore verginale,
accogliendo il mistero del Figlio di Dio fatto uomo.
Lungo la sua esistenza Maria ha fatto della sua vita
un dono per la sua famiglia, per Gesù e per i suoi
discepoli riuniti con lei nella comunità di
Gerusalemme. Maria ha creduto in tutto alla
promessa di Dio, ha saputo sperare anche contro
ogni evidenza, ha sopportato pure il rifiuto e
l’uccisione di Gesù, scusando e perdonando coloro
che lo hanno ferito a morte. Sono queste, infatti, le
qualifiche più belle dell’amore che – come ci ricorda
Paolo – “tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto
sopporta”.
Domenica 25 maggio
Modello di santità
Dalla lettera di san Paolo apostolo
agli Efesini (1,3-4)
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù
Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione
spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima
della creazione del mondo per essere santi e
immacolati di fronte a lui nella carità.
RIFLESSIONE
Maria è modello di santità in tutto il suo essere e in
tutto il suo vissuto. Questo si riassume nel suo fiat:
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me
quello che hai detto”. In questo “sì” Maria realizza la
sua completa e libera adesione alla volontà di Dio.
Come scrive san Paolo nella lettera agli Efesini, tutti
noi siamo chiamati alla santità, già prima della
creazione del mondo. Certamente questo vale
anche per la nostra Madre Celeste la quale ci
insegna a dare spazio alla volontà di Dio in noi per
essere persone pienamente vive e portare attorno a
noi vera gioia, secondo il beneplacito della sua
volontà. Affidiamoci allora a Maria che ci mostra la
via da seguire, ricordandoci quel che diceva Léon
Bloy: “Non c’è che una tristezza: quella di non
essere santi!”.
Lunedì 26 maggio
Madre della Chiesa
Dagli Atti degli Apostoli (1,13-14)
Nella stanza al piano superiore vi erano Pietro e
Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso,
Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo,
Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti
questi erano perseveranti e concordi nella
preghiera, insieme a Maria, la madre di Gesù.
RIFLESSIONE
Dopo gli incontri con il Risorto, i discepoli e le
discepole ritornano a trovarsi insieme. Alcuni
avevano seguito Gesù dall’inizio, altri l’avevano
conosciuto più tardi, alcuni erano rimasti sotto la
croce, altri erano fuggiti. Ora sono tutti insieme, con
le loro storie diverse, perché sanno che solo insieme
agli altri possono davvero conoscere e amare Dio
ed ognuno di loro aggiunge qualcosa di unico e
prezioso a quest’esperienza. Tra di loro l’unica che
c’è stata davvero fin dall’inizio, da prima ancora
della vita pubblica di Gesù e che è rimasta sempre
presente nei momenti più difficili, anche sotto la
croce, è stata Maria. Ancora oggi Maria continua ad
accompagnare la comunità dei discepoli, quella
comunità che senza il suo “sì” non si sarebbe potuta
formare, affinché possiamo camminare insieme,
seguendo suo Figlio.
Martedì 27 maggio
Aiuto dei cristiani
Dal vangelo secondo Giovanni (19,26)
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il
discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna,
ecco tuo figlio!”.
RIFLESSIONE
Maria è sotto la croce e con lei troviamo quel
discepolo che Gesù amava. Non facciamo fatica ad
immaginarne lo strazio… Maria è impietrita sotto la
croce, ma irremovibile nella fede. Da quel momento
Maria non è mai assente lì dove è forte e lacerante il
dolore perché sotto la croce Maria stessa ha fatto
esperienza della sofferenza più atroce. Per questo
Maria è per i cristiani valido aiuto e sostegno contro
tutto ciò che attenta l’uomo e ne mina la sua
umanità, provocandone l’allontanamento da Dio, la
sua profonda solitudine, la disperazione e la
sfiducia. Di fronte alle ansie e alle preoccupazioni di
questo mondo chiediamo allora a Maria di
accompagnarci nel nostro cammino terreno con la
sua speciale protezione.
Mercoledì 28 maggio
Soccorso dei poveri
Dal vangelo secondo Giovanni (2,1-3)
Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la
madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù
con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la
madre di Gesù gli disse: “Non hanno vino”.
RIFLESSIONE
A Cana Maria si dimostrò donna sensibile e attenta
ai bisogni altrui: notò che il vino era finito ed invece
di tacere o di sparlare, segnalò la mancanza a Gesù
affinché egli potesse intervenire. Da allora la
Vergine non ha mai smesso di vegliare sulle sorti del
mondo, facendosi particolarmente vicina ad ogni
situazione di povertà, di miseria, di bisogno
dell’umanità. Non per niente molti luoghi di grande
devozione mariana, a cominciare dal nostro
santuario di Monte Berico, sono legati a momenti di
grave necessità e afflizione nei quali si riconobbe
vicina ed efficace la presenza della Vergine. Maria
chiede a noi di fare come lei: di saperci accorgere
delle necessità del nostro prossimo e di farcene
carico, secondo le nostre possibilità, affinché la
giustizia da lei cantata nel Magnificat si realizzi
attraverso il nostro impegno di carità.
Giovedì 29 maggio
Assunta alla gloria celeste
Dal libro della Genesi (1,14-15a)
Dio disse: “Ci siano fonti di luce nel firmamento del
cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni
per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di
luce nel firmamento del cielo per illuminare la
terra”.
RIFLESSIONE
Secondo la tipica iconografia della Madonna della Misericordia, Maria è talvolta è raffigurata
con un grande mantello aperto a
protezione di tutta l’umanità. Contem-
plando il dogma dell’Assunzione, perché non
immaginare che la grande volta celeste non sia altro
che il manto con il quale Maria avvolge e pone sotto
il suo patrocinio tutte le stelle? Tanto quelle di lassù,
con tutti i nostri cari defunti, quanto quelle di
quaggiù, con tutta l’umanità che cammina su questa
terra in attesa di raggiungere il Cielo.
Venerdì 30 maggio
Esaltata sopra gli angeli e i santi
Dal primo libro di Samuele (16,7)
Il Signore replicò a Samuele: “Non guardare al suo
aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato,
perché non conta quel che vede l’uomo: infatti
l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il
cuore”.
RIFLESSIONE
Questo passo dell’Antico Testamento ci dice dove
Dio fissa i suoi occhi: nel cuore delle persone. Ciò
che ha attirato lo sguardo di Dio su Maria è stata
l’umiltà. È l’umiltà, infatti, il segreto di Maria.
L’occhio umano ricerca sempre la grandezza e si
lascia abbagliare da ciò che è appariscente; Dio,
invece, non fa attenzione all’apparenza, ma guarda
il cuore ed è incantato dall’umiltà. Questo sostantivo
deriva dal termine latino humus, che significa
“terra”. È paradossale: per arrivare in alto, in Cielo,
bisogna restare bassi, come la terra! Maria, nella sua
piccolezza, conquista i cieli per prima. Il segreto del
suo successo sta proprio nel riconoscersi piccola,
nel riconoscersi bisognosa. Con Dio solo chi si
riconosce un nulla è in grado di ricevere il Tutto.
Solo chi si svuota di sé viene colmato da Lui.
Sabato 31 maggio
Segno di consolazione
Dal vangelo secondo Luca (1,46-48)
Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché
ha guardato l’umiltà della sua serva”.
RIFLESSIONE
Ogni giorno sembra difficile vedere una speranza
oltre un mondo in cui tante sono le ingiustizie, le
forme di violenza fisica e psicologica che sembrano
soffocare la voce di Dio. Immagino che anche al
tempo di Maria la quotidianità non riservasse di
certo una vita facile, ma l’essere stata raggiunta
dall’annuncio straordinario dell’arcangelo Gabriele
ha sicuramente generato un cambiamento totale di
visione delle cose di questo mondo da parte di
Maria. Maria è così divenuta cercatrice di bene,
annunciatrice in vita della grazia ricevuta,
consolazione per coloro che hanno ricevuto un
dono immenso, ma che ad un certo punto si sono
ritrovati a vedere svanire chi amavano, come è stato
per lei sotto la croce. Sentiamoci anche noi ricercati
e amati dal Signore Gesù!
