Commento al Vangelo del 2 febbraio 2025.
Sono sempre prontissimi, Maria e Giuseppe, a stare in sintonia con Dio e a vivere tutto con lui, secondo le Scritture. Portando Gesù appena nato al tempio riconoscono con fede che quel bimbo è un dono di Dio e che a Dio appartiene, in un modo specialissimo. Con fede ascoltano le parole degli sconosciuti vecchi Simeone ed Anna, che pure loro animati dallo Spirito parlano con stupore di quel bimbo così ordinario e così straordinario. Ordinario perché lo vedi uguale a tutti i bimbi che i genitori ebrei portavano al tempio. Straordinario per la sua identità ancora nascosta e la sua missione che avrà una importanza decisiva per la storia di Israele e della umanità intera. Simeone lo prende tra le braccia e annuncia con grande ringraziamento di aver visto la salvezza, proprio con i suoi occhi che si sono posati sul volto del Signore-bambino, il volto che sarà luce per ‘tutte le genti’, tutti i popoli, di tutti i tempi. Anna si mette pure lei a lodare e parlare del bambino come redentore.
Chissà chi ha fatto veramente caso alle parole di quei due anziani. Sicuramente Maria e Giuseppe. Forse gli altri che erano attorno non tanto. Magari neanche il sacerdote che ha accolto il bambino: di lui non si parla nemmeno. Che spettacolo il modo di rivelarsi del Signore! Uno spettacolo di pazienza, di riservatezza, di piccoli eventi, di parole dette da sconosciuti… È sempre così, anche oggi. Il Signore risorto, luce e salvezza del mondo, continua a farsi riconoscere dagli umili, dai piccoli, dagli sconosciuti. A pensarci, quante volte ci sono nella nostra vita persone che umilmente ci testimoniano il bene e la luce che è Gesù Cristo risorto, e noi quasi mai ce ne accorgiamo.
Oppure, pensiamo a quando siamo noi che vogliamo dare testimonianza a Gesù: non dobbiamo preoccuparci di farlo rumorosamente, di avere l’ascolto di tutti, di dire le cose una volta per tutte. La premessa fondamentale è che davvero ogni giorno ‘i nostri occhi vedano la salvezza’: quando c’è questo sguardo gioioso e carico di stupore, in qualche modo lo trasmettiamo agli altri. Che bello quando riusciamo ad essere persone dal volto pieno di luce!