Commento al Vangelo del 22 settembre 2024.
Per la seconda volta, secondo Marco (9,30-37), Gesù annuncia la sua fine sulla croce e la sua resurrezione a Gerusalemme, mentre i discepoli continuano ad essere intimoriti e a non capire. Lui, Gesù, invece, ha le idee chiarissime e sa e vuole andare fino in fondo per mostrare con la sua parola e la sua vita che Dio Padre ama gli uomini da morire. Letteralmente! Gesù è disposto a dichiarare amore perfino nella esperienza della morte più terribile. Amore addirittura per i suoi persecutori, perché tutti gli uomini e le donne della storia sappiano che l’Amore del Padre non ha limiti, non ha condizioni, non può essere bloccato nemmeno dalla morte e dal peccato.
Ci credo che gli Apostoli non hanno capito… Intanto la faccenda della risurrezione non l’aveva mai vista nessuno e venir fuori dalla tomba è una cosa assolutamente impensabile. E poi è incomprensibile un amore che non si ferma davanti alla persecuzione, alle offese, alla minaccia di morte. È scandaloso Gesù che permette di ‘venire consegnato’ per essere ucciso. L’onnipotente che si lascia consegnare, si lascia ammazzare. O meglio lascia che noi ammazziamo il suo corpo. Scandaloso che Gesù si lasci buttar per terra con il suo Corpo eucaristico. Sconcertante che Gesù si identifichi con i poveri della terra che vengono maltrattati, consegnati, sfruttati, ammazzati ingiustamente.
Anche questa volta gli apostoli non solo non capiscono, ma si impegnano a ragionare proprio al contrario di Gesù. Loro pensano e discutono tra loro su chi è più bravo, più meritevole, più grande, più potente. Come sempre. Come in fondo continuiamo tante volte a fare noi, orgogliosi, egoisiti e permalosi. Come continuano a fare i potenti del mondo che sentendosi più grandi si permettono di ammazzare gli altri…
Il segreto di Gesù e dei discepoli che veramente credono in lui è invece molto semplice: rimanere bambini che si lasciano abbracciare…