Soltanto abbi fede!

Commento al Vangelo del 30 giugno 2024.

In questa domenica seguiamo Gesù stando tra la folla. Dopo aver fatto una puntata al di là del lago, nel territorio dei geraseni (dove ha liberato un uomo dalla legione di demoni che poi si sono infilati nei porci), Gesù torna in barca e si rimette in cammino immerso tra la folla. Due personaggi lo accostano, tra i tanti. Sono due di noi. Sono due persone bisognose, che non sanno che pesci pigliare per uscire dalla loro sofferenza (Mc 5,21-45).

Uno è il capo della sinagoga. Ha la figlia dodicenne ammalata. Moribonda. Lui si chiama Giàiro.

L’altra è una anonima donna che da dodici anni non riesce a guarire dalle sue emorragie.

Impariamo da loro. Che fanno? Si accostano con fiducia a Gesù. Cercano di parlargli, di toccarlo. Lui si getta ai piedi del Signore e grida. E poi lo segue (o è Gesù che segue Giàiro?) fino a casa. Lei, più delicata, semplicemente cerca di toccargli le vesti, certa che solo questo è sufficiente per ‘salvarla’. Fede vera? Slancio della disperazione?

Impariamo da Gesù. Che fa? Con Giàiro si mette in cammino, lo incoraggia quando vacilla alla notizia della morte della figlia. Gli dice che una sola cosa è importante: «soltanto abbi fede!». E poi entra in casa con lui, nell’intimità della famiglia e dei tre discepoli invitati in modo speciale. Con lei Gesù fa tutto dopo aver compiuto il miracolo. La cosa più importante per Gesù non pare essere la guarigione in sé, ma l’incrocio degli sguardi e dei cuori. La cerca tra la folla. La trova, la accoglie come una figlia mentre lei si getta ai suoi piedi. Riconosce e conferma la sua fede, facendole un gran complimento: «la tua fede ti ha salvata!».

Gesù cammina, ascolta, tesse rapporti personali, guarisce, dà pace, rimette in cammino i figli del Padre. La salvezza non è la guarigione. È la fede. E cioè la relazione personale, intima con Gesù, una relazione che avvolge tutta la persona e muove tutta l’esistenza, indipendente che tu sia sano o malato, vecchio o giovane, famoso o sconosciuto agli occhi degli uomini, ricco o povero. È la fede quel che conta di più, non solo la salute.

Gesù continua oggi a donare la fede che salva, che guarisce, che rimette in cammino. Lo fa nella Chiesa, nella comunità dei suoi discepoli che umilmente parlano di lui, fanno sentire la sua voce forte e autorevole. Nella comunità che celebra i Sacramenti: nella Messa, nella Confessione e negli altri segni efficaci della sua Presenza, Gesù si fa veramente toccare. Quanto riceviamo la comunione dovremmo pensare proprio come quella donna guarita da Gesù: se per lei è bastato toccare il mantello del Signore, cosa sarà l’esperienza di mangiarlo, il Signore!

Oggi Gesù continua a toccare noi con la bontà dei fratelli. E i fratelli con la nostra bontà. Una preghiera famosa dice che Cristo, oggi, non mani, ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro. Cristo non ha piedi ha soltanto i nostri piedi per guidare gli uomini sui suoi sentieri. Cristo non ha più voce, ha soltanto la nostra voce per raccontare di sé agli uomini di oggi…

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