Veramente risorto, fonte della Pace!

Commento al Vangelo del 14 aprile 2024.

Luca dedica l’ultimo capitolo del suo racconto alla risurrezione del Signore. Parla delle donne che vanno alla tomba, la trovano vuota e sentono da due uomini sfolgoranti l’annuncio della risurrezione. Poi parla dei due amici di Gesù che, sconsolati, tornavano a casa, a Emmaus, perché era finita l’avventura, finita la speranza che il nazareno aveva suscitato in loro. Camminando scoprono che il Signore invece non è finito nel nulla della morte, ma è vivo e fa due cose per continuare a offrire la sua amicizia e la comunione con lui: parla attraverso le scritture e si dona nel segno vivo del pane spezzato. Parola e Sacramenti!

Ancora, Luca parla dell’incontro che Gesù ha offerto a tutto il gruppo degli Undici e di quelli che erano con loro (24,35-48). Un incontro molto importante, che ci aiuta a contemplare alcuni aspetti importanti della risurrezione di Gesù e della sua presenza nella Chiesa, anche oggi!

In mezzo. Anzitutto Gesù, proprio lui, sta in mezzo. Non bussa, passa a porte chiuse, si pone al centro del gruppo dei discepoli, al centro della comunità. Lui è il riferimento, sempre. Nessun altro. Sta al centro della nostra persona, delle nostre famiglie, della comunità parrocchiale. E vorremmo riconoscere sempre più e sempre meglio che è così, e che non siamo noi i signori, ma lui.

Disse: «Pace a voi». Anche l’evangelista Giovanni ricorda bene queste prime parole del Signore risorto. Naturalmente non si tratta di un semplice saluto di cortesia, ma della preoccupazione e del desiderio più profondo di Gesù: donare quel che solo lui può donare! La Pace nella bibbia è come la somma dei doni di Dio padre al suo Popolo, è quella condizione in cui ogni persona e può vivere liberamente un amore che la mette con serenità in rapporto con gli altri, in uno scambio di ricchezze che fa una famiglia e una comunità ricca, armoniosa, edificante, prospera e felice. Solo Gesù può donare questa condizione di pace perché solo Lui è quello che ha vinto tutto ciò che la ostacola: le divisioni, gli egoismi, le violenze, la paura, la morte. «Sono proprio io!». Il risorto non è una idea, non è un fantasma. È proprio Gesù, quello che era stato inchiodato sulla croce. Puoi guardarlo e toccarlo. La risurrezione non è un simbolo o una favola: Gesù è proprio uscito dalla tomba con la sua umanità, quella umanità che aveva assunto nel grembo di Maria e che per sempre è e sarà la sua seconda natura. Una carne vera, glorificata, trasformata nella sua condizione definitiva, quella condizione di cui il Signore vuole fare partecipe ciascuno di noi.