«Il Padre, commosso, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò» (Lc 15,20)
Nel cammino quaresimale, il Padre desidera farci sperimentare la bellezza del suo perdono, che si manifesta in modo vivo ed efficace nel Sacramento della Riconciliazione. Ecco alcuni appunti per preparare la celebrazione di questo Sacramento e per viverla.
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Prepararsi alla Confessione
Inizio la preparazione alla Confessione (o Riconciliazione) con un momento personale di preghiera, rivolgendo a Dio il bisogno di essere amato da Lui, lodandolo perché Lui è misericordia infinita e gratuita (non ho fretta di iniziare subito a fare l’indagine dei miei peccati!).
Confessio Laudis
Questo primo momento richiede una preghiera di lode e di benedizione a Dio (si può usare un salmo o una preghiera personale). Questo primo momento è chiamato confessio laudis; per prima cosa confesso, cioè proclamo, la bontà di Dio per me.
Confessio Fidei
Dopo aver proclamato la bontà del Signore, si professa che questa bontà oggi è per me.
Credo che Dio ama me, perdona me, con tutte le mie miserie e infedeltà.
Si tratta di avere l’umiltà di chi sa di essere un “dis-graziato” che sarà “graziato”. Per questo con fiducia a Dio si apre il cuore, senza vergogna.Chiamiamo questa professione di fede confessio fidei: Signore, in questo sacramento celebro la tua fedeltà per me!
Confessio Vitae
A questo punto, confronto la mia vita con il Signore Gesù. E’ il momento che tradizionalmente viene detto esame di coscienza: leggo la mia vita alla luce del Vangelo!
Com’è la mia vita rispetto a quella di Gesù, che è il mio punto di riferimento, l’unico modello? Vivo secondo la mia dignità di figlio di Dio? … E individuo le mie distanze da Lui.
Verifico ciò che normalmente vivo, nei miei atteggiamenti più profondi … se vivo con la coscienza di essere figlio di Dio! Mi chiedo se nella normalità del mio agire vivo in relazione a Dio, con fiducia e carità, o vivo come se Dio non esistesse… Il problema non è tanto cosa faccio, ma con che cuore, con che intenzione. Magari non ci capiterà di fare peccati gravi, magari eviteremo di fare il male, ma la questione è se sto facendo il bene, tutto il bene che Dio mi offre?
La verifica di vita la chiamiamo confessio vitae, cioè dico davanti a Dio com’è la mia vita.
La dignità di figli di Dio
- Ho stima di me stesso, ringrazio Dio per quello che sono, per il dono della vita e dell’esistenza?
- Cerco il rapporto con Dio attraverso la preghiera, ho presente il Signore durante le giornate?
- Cerco di approfondire la mia fede attraverso le iniziative di formazione e di preghiera che mi vengono proposte in gruppo o in parrocchia?
- Partecipo alla messa domenicale? Cerco di parteciparvi con fede cercando di farla diventare una realtà viva e operante nella mia vita?
- Ho bestemmiato o nominato senza rispetto il nome di Gesù, di Maria, dei Santi?
- Ho prestato fede a credenze superstiziose? Ho partecipato a forme distorte di religiosità (sedute spiritiche, sètte…)?
- Ho ricevuto l’Eucarestia pur avendo peccati gravi non ancora confessati?
La fraternità
- Amo sinceramente le persone che mi circondano, soprattutto le più vicine (famiglia, lavoro, scuola, comunità) e come mi pongo nei loro confronti?
- Ho fatto del male con la menzogna, la maldicenza, la mormorazione, l’invidia, l’ingiustizia, l’odio?
- Ho chiesto scusa quando ho offeso qualcuno? Ho saputo perdonare le offese e i torti ricevuti?
- Cerco di dare il mio contributo per ” lasciare il mondo migliore di quanto io l’abbia trovato”, senza aspettarmi tutto dagli altri?
Il servizio
- Riesco ad andare al di là di me stesso, per farmi carico delle necessità materiali e spirituali degli altri? So trovare il tempo per i compagni in difficoltà, i poveri, per gli ammalati, i bambini, gli anziani, gli emarginati, e per ogni tipo di emarginazione?
- In famiglia come mi comporto? Sono disponibile, gentile, Sono pronto a dare il mio contributo alla vita famigliare o penso che tutto mi sia dovuto?
- Mi prendo cura della mia parrocchia offrendo la mia disponibilità?
La creazione
- Riesco a dare lode a Dio per tutto ciò che mi circonda?
- Sfrutto in maniera egoistica i beni della creazione, oppure (l’eccesso opposto) mi capita di dare più importanza e tempo a cose o animali che non alle persone che mi circondano e sono in necessità?
- Nelle mie abitudini e nei miei consumi cerco il rispetto degli altri e dell’ambiente in cui vivo?
Il lavoro e la povertà
- Cerco di guadagnarmi il “pane” facendo bene il mio dovere (di studente, di lavoratore…)?
- Ho cercato utili illeciti? Mi sono appropriato ingiustamente di ciò che non mi apparteneva?
- Faccio un uso “povero” di ciò che possiedo, eliminando il superfluo e non attaccando disordinatamente il cuore a denaro e cose?
- So condividere con altri i beni materiali e spirituali che possiedo?
La castità
- Ho custodito i miei sensi e mi sono sforzato di correggere/orientare le mie passioni verso il Vangelo e verso la pienezza di vita che mi viene indicata da Gesù?
- Ho rispettato la mia persona e gli altri?
- Cerco di custodire la purezza del cuore e del corpo come un mezzo per esprimere amore anche nell’intimità, fuggendo dal rischio di strumentalizzare gli altri per il mio piacere?
La perfetta letizia
- Ho saputo guardare al di là delle sofferenze del momento presente oppure mi sono chiuso a Dio Padre?
- Sono testimone della mia fede con atteggiamenti concreti o mi vergogno di essere cristiano a scuola, nell’ambiente di lavoro, al bar, con gli amici?
Dopo aver lodato Dio, dopo avergli chiesto il perdono, dopo aver verificato la mia vita alla luce del Vangelo, occorre esprimere il sincero pentimento e il proposito di cambiare vita, come mia risposta al perdono che gratuitamente Dio mi offre e come segno della mia adesione a Lui.
Il proposito deve essere un gesto reale con cui la mia vita si impegna a rinnovarsi nella fedeltà Dio. Per esprimere questa conversione il presbitero ti propone una penitenza che ti aiuta ad orientarti al bene e al Signore.
Celebrare la Confessione
– Mi accosto al sacramento della Riconciliazione con atteggiamento di fede, iniziando a lodare e ringraziare per i doni che ho ricevuto … “vorrei ringraziarti Signore per questo …” (confessio laudis).
– Chiedo perdono: confesso al Signore tramite il suo ministero i doni che non ho saputo accogliere e per gli atteggiamenti di rifiuto che ho assunto verso il Signore e i miei fratelli (confessio vitae);
– Chiedo al Signore che mi aiuti nel mio cammino di fede e individuo un proposito-penitenza per rimediare e rafforzare in me la vita spirituale: la penitenza che mi viene proposta dal presbitero, è segno del mio impegno di conversione e di riparazione del male compiuto (confessio fidei);
– Ascolto con fede e attenzione le indicazioni del presbitero come orientamenti per il mio cammino di fede (consiglio spirituale).
– Chiedo perdono al Signore con una preghiera penitenziale (atto di dolore o preghiera penitenziale).
– Ricevo dal presbitero l’assoluzione dei peccati: è il momento centrale della celebrazione sacramentale, in cui Lo Spirito Santo, mi rinnova nel perdono di Dio. Con l’assoluzione mi viene restituita gratuitamente la mia dignità di Figlio di Dio, sono ancora creatura nuova, capace di fare il bene e di vivere secondo il cuore di Dio.
– Dopo la confessione, mi fermo brevemente per ringraziare il Signore per la sua bontà infinita che mi ha donato.