Un lebbroso provocatorio…

Commento al Vangelo del febbraio.

Un lebbroso va a cercare Gesù per essere purificato (Mc 1,40-45). Accade un incontro molto istruttivo, pieno di particolari che ci provocano nella nostra fede, ci chiamano ad una profondità maggiore.

Anzitutto, i lebbrosi non potevano avvicinarsi alla gente. Né Gesù doveva lasciarsi avvicinare, o toccare il lebbroso: pericolo di contagio! Ma qui il contagio è alla rovescia: è dalla umanità del Figlio di Dio che esce purezza e il lebbroso ne rimane contagiato…

Quell’uomo malato fisicamente e spiritualmente non chiede. La sua frase («Se vuoi, puoi purificarmi») è una constatazione. Oppure una pretesa? Ci aiuta a calibrare meglio le nostre preghiere: sguardo vero su Gesù o pretesa che lui faccia qualcosa per noi? Tipo: «Se Dio è davvero buono, allora deve farmi questo o quello, deve far finire le guerre nel mondo…». Quanto bisogno abbiamo di educarci alla preghiera!

La reazione di Gesù è bellissima: «ebbe compassione», come tante volte nel vangelo, quando vede la gente o le persone malmesse… E con decisione dice che la sua volontà è proprio di purificare quell’uomo. Non solo ‘guarire’ fisicamente, ma renderlo puro nel corpo e nell’anima, perché possa vivere in pace con Dio e con gli uomini! Gesù punta alla salvezza di tutta la persona. E se noi ci fossimo fermati solo a chiedere la guarigione dalle malattie e non chiedessimo mai la salvezza dell’anima, la capacità di amare Dio e gli altri, il dono della vita eterna in paradiso?

Poi càpita una cosa strana. Gesù con un fremito ammonisce severamente quel tale. Dalla compassione alla severità… che ricchezza l’animo del Signore! Forse perché aveva intuito che quell’uomo doveva crescere nella fede, che quell’uomo poteva intendere male la faccenda e andare a dire in giro che Gesù era un semplice e straordinario guaritore, senza capire e annunciare la cosa più importante… Viene da chiedersi che cosa andiamo a dire di Gesù: se crediamo al mistero della sua persona di Figlio di Dio incarnato, morto e risorto, che chiede un coinvolgimento obbediente della nostra persona nel suo amore, o se lo riduciamo a una personaggio buono e gentile e nulla più. Quel lebbroso ha capito poco: non ha capito la fondamentale dimensione della obbedienza al Signore. E infatti fa il contrario di quel che gli ha comandato, andando a raccontare delle cose a tutti. Ha fatto bene?