Adorazione eucaristica, con l’aiuto di S. Agostino

27 agosto 2020

Per condividere brevi preghiere e riflessioni suscitate dai testi di Agostino, collegati con lo smartphone al canale youtube della parrocchia e usa la Chat dal vivo.

Canto iniziale per l’esposizione: Sei tu Signore il pane

1. Riconoscere il Signore

Quel che vedete sulla mensa del Signore, carissimi, è pane e vino; ma questo pane e questo vino, con la mediazione della parola, diventa il corpo e il sangue del Verbo… Mediante la parola, si fa presente il corpo e il sangue di Cristo. Togli infatti la parola, ed è pane e vino; mettici la parola, e subito è un’altra cosa. Che cos’è quest’altra cosa? Il corpo di Cristo, il sangue di Cristo. Togli dunque la parola: è pane e vino; mettici la parola e diventa sacramento. Su queste cose voi dite Amen. Dire Amen, è sottoscrivere. Amen in latino vuol dire: È verità. (Discorso 229, 1;3) 

Orbene, fratelli, quand’è che il Signore volle essere riconosciuto? All’atto di spezzare il pane. È una certezza che abbiamo: quando spezziamo il pane riconosciamo il Signore. Non si fece riconoscere in altro gesto diverso da quello; e ciò per noi, che non lo avremmo visto in forma umana ma avremmo mangiato la sua car- ne. Sì, veramente, se tu – chiunque tu sia – sei nel novero dei fedeli, se non porti inutilmente il nome di cristiano, se non entri senza un perché nella chiesa, se hai appreso ad ascoltare la parola di Dio con timore e speranza, la frazione del pane sarà la tua consolazione. L’assenza del Signore non è assenza. Abbi fede, e colui che non vedi è con te. (Discorso 235, 3).

Silenzio per la preghiera personale

Canto: Ti amo, Signor

2. Un pane necessario, checchè se ne dica

Il Signore mi sollecita… a parlarvi del pane celeste che dobbiamo chiedere. E` vero che abbiamo necessità del nostro pane terreno perché apparteniamo alla terra con il nostro corpo, ma se il corpo deve ricevere il suo pane, anche l’anima non deve restare priva del pane suo proprio. Anche la nostra anima in questa vita si trova in stato di bisogno: ha necessità del pane che è suo alimento. Tutti hanno bisogno di pane. Dio solo, perché è lui il Pane, non ha bisogno di pane: è lui il Pane della nostra anima. Lui che non ha bisogno del pane altrui, ma basta a se stesso, nutre anche noi. È dunque manifesto qual è il Pane celeste, nutrimento della nostra ani- ma. (Discorso 389, 1). 

Fa’ l’elemosina all’anima tua con il praticare la giustizia e la carità. Che significa: “praticando la giustizia”? Rifletti bene e troverai; dispiaci a te stesso, condanna te stesso. E che cos’è la carità? Ama il Signore Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente; ama il tuo prossimo come te stesso (Mt 22, 37. 39), e così avrai fatto prima l’elemosina all’anima tua nella tua co- scienza… È la tua anima che deve nutrirsi, per non perire di fame. Dalle il pane. “Quale pane?” mi si chiede. Il Signore stesso parla con te. Se tu lo ascoltassi e comprendessi e credessi al Signore, e- gli ti direbbe: Sono io il pane vivo disceso dal cielo (Gv 6, 41). Non daresti forse prima questo pane all’anima tua e le faresti elemosina? Se dunque avrai fede, farai in modo di alimentare prima la tua anima. (Discorso 106, 4)

Silenzio per la preghiera personale

Canto: Pane del cielo

3. Un effetto meraviglioso: l’unità!

Prendete dunque e mangiate il corpo di Cristo, ora che anche voi siete diventati membra di Cristo nel corpo di Cristo; prendete e abbeveratevi col sangue di Cristo. Per non distaccarvi, mangiate quel che vi unisce; per non considerarvi da poco, bevete il vostro prezzo. Come questo, quando ne mangiate e bevete, si trasforma in voi, così anche voi vi trasformate nel corpo di Cristo, se vivete obbedienti e devoti…Perché se voi ricevete degnamente questa cosa che appartiene a quella nuova alleanza mediante la quale sperate l’eterna eredità, osservando il comandamento nuovo di amarvi scambievolmente, avrete in voi la vita. Vi cibate infatti di quella carne di cui la Vita stessa dichiara: Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo (Gv 6, 51), e ancora: Se uno non mangia la mia carne e non beve il mio sangue, non avrà la vita in se stesso (Gv 6, 53). Se dunque avrete in lui la vita, sarete con lui in una sola carne. Non è infatti che questo sacramento dia il corpo di Cristo per poi lasciarvene separati. E l’Apostolo ricorda che questo era già stato predetto nella santa Scrittura: I due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande, soggiunge, lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa (Ef 5, 31-32). E in un altro passo, riguardo a questa medesima Eucaristia, dice: Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo (1 Cor 10, 17). Voi quindi cominciate a ricevere quel che già avete cominciato ad essere, purché non lo riceviate indegnamente, mangiando e bevendo la vostra condanna. (Discorso 228/B). 

Silenzio per la preghiera personale

Canto: Davanti al re

4. Un pane che dà forza per stare dentro a tempi difficili

Fratelli, c’è gente che ogni giorno brontola contro Dio: “Che tempi brutti!, che tempi difficili!”. Sono le insulsaggini che si buttan là e di cui abbiamo già parlato. “Tempacci, tempi duri, tempi insopportabili”; eppure si organizzano gare circensi! I tempi sono cattivi, sono difficili. Ci si ravveda. Chiami duri i tempi: quanto più duro sei tu, che dalla durezza dei tempi non trai motivo per ravvederti! In effetti vediamo anche ai nostri giorni prosperare le insensatezze di numerosi spettacoli, vediamo la voglia matta per tante cose superflue. La bramosia non si decide a finire nemmeno dopo che le è stata tagliata la testa! Dimmi, ti prego: per quale finalità, per compiere quali azioni essi desiderano la prosperità? Desiderano la sicurezza; ma la desiderano per fare che cosa? Si conceda pur loro un po’ di sicurezza! Vedremo subito i malanni che ne verranno fuori; vedremo la lussuria sorpassare gli argini peggio di adesso. Bella sicurezza e pace quella di cui si avvantaggiano i teatri, le musiche, i trombettieri e i pantomimi! Tu vuoi fare un cattivo uso di ciò che desideri: per questo non ti viene dato. Ascolta quindi, ascolta la voce di un apostolo: egli ti parla molto più francamente di me. Io infatti so che potrei offendere molta gente; e poi ritienimi pure come un uomo piuttosto timido, che non oso ferire la tua suscettibilità. Ebbene, ascolta da un apostolo ciò che non vorresti [ti fosse detto]. Bramate e non ottenete, – sono parole di un apostolo! – uccidete, mossi da invidia, ma non riuscite a conquistare [ciò che vorreste]; litigate, fate guerre ma non ottenete [quanto desiderate]; chiedete ma non ricevete perché chiedete in maniera indebita, cioè per soddisfare i vostri desideri (Gc 4,2-3). Come si vede, egli non lusinga nessuno; anzi in molta gente, incancrenita [nel male], il suo coltello giunge fino alla carne viva. Ebbene, fratelli, lasciamoci guarire! Correggiamoci, correggiamoci! Tornerà Colui che quando venne [la prima volta] fu schernito e, siccome seguita a venire, anche oggi lo si schernisce. Ma tornerà di nuovo, e allora non ci sarà più tempo per ridere. Miei fratelli, emendiamo la nostra vita. Ecco, giungeranno i tempi migliori e giungeranno anche subito. Cos’è che ti aspetti quaggiù? Cambia posto, cambia residenza: leva in alto il cuore! Cosa infatti speri quaggiù? Il genere umano attraversò il periodo delle origini e quindi giunse a una specie di giovinezza. Allora le cose del mondo erano floride, ma ora la parabola è in declino, e il mondo volge verso la vecchiaia: è ormai decrepito. Cosa speri quaggiù? Cerca altri valori! Cerchi la pace? È buona la cosa che cerchi, ma cercala dove risiede. È un’altra la regione dalla quale Egli discese; è un’altra la meta dove ti ordina di ascendere. Non lusingarti di avere tempi differenti da quelli descritti dal Vangelo. Non dico che saranno così o così: ogni giorno puoi procurarti tu stesso i codici della Parola del Signore; essi sono in vendita, e poi c’è il lettore che te li legge. Meglio se tu stesso li comperi e quando hai tempo li leggi; anzi fa’ in modo di trovarlo questo tempo! È meglio spenderlo in queste letture che dietro le sciocchezze mondane. Leggi quanto vi è stato preannunziato sino alla fine del mondo, credilo detto per te: non farti illusioni! Non ci sono i mali per il fatto che è venuto Cristo, ma perché c’erano le tribolazioni e i mali, per questo è venuto Colui che ce ne consola. (Discorso 114/B, 14)

Silenzio per la preghiera personale

Canto: Nel tuo Silenzio

Benedizione eucaristica