Campo ACR a Caviola – 2 luglio 2023

È domenica 2 luglio e si parte per il campo ACR parrocchiale! Dopo le ultime firme e la consegna degli ultimi moduli, mantre ragazzi e genitori si salutano allegramente mentre si aspetta qualche ritardatario, tutti in pullman e pulmino: trentanove ragazzi, sette educatori e tre cuochi. Il viaggio fila via liscio, con il bravo autista Sandro. I ragazzi parlottano o giochicchiano tranquillamente, a tratti più rumorosamente specie dal loggione del pullman, conteso tra quelli e quelle più grandi. Si sfiora Padova, poi Venezia, poi Treviso, e dopo il must della sosta a Cervada est si inizia a salire tra le valli bellunesi, mentre il cielo si fa più nuvoloso. A Caviola s’arriva verso mezzogiorno: la Casa Alpina Immacolata delle Nevi è aperta e accogliente, nella sua estrema semplicità. Pranzo al sacco nel piazzale: il vociare dei ragazzi s’aggiunge al cinguettio degli uccelli e al gorgheggiar del torrente Gavon. La distribuzione nelle dodici stanze è svelata decifrando misteriosi geroglifici incisi sulle porte nello stretto e affollato corridoio, lungo il quale i ragazzi trascinano le valigie. Alcune sembrano armadi.

Si conoscono già quasi tutti, i ragazzi, gran parte dei quali vive il cammino annuale dell’ACR. Si sono aggiunti alcuni amici, i cui nomi s’imparano in fretta, grazie alla mu-mucca e al pistolero sul prato davanti a casa. Prima della merenda e della doccia ci sta un primo tour esplorativo al vicino torrente, sul largo greto di ciottoli dolomitici e vulcanici continuamente ridisegnato dalle acque. Ultime telefonate e poi è ora della Messa domenicale, che si celebra nella piccola sala delle riunioni, stretti stretti davanti all’altare. Si inizia a vedere e ad ascoltare la storia di Mosè, salvato dalle acque per diventare salvatore del Popolo di Dio. Con il Signore il cuore si allarga da Caviola al mondo intero, guardato dal Padre con la misericordia annunciata dai profeti e passata nello sguardo di Gesù verso il pubblicano Matteo, verso ogni malato nell’anima, verso ognuno di noi, che nel campo tenteremo di diventare un po’ di più un corpo solo. Il campo è una palestra di amicizia.

Per cena i ragazzi divorano chiassosamente pasta al pomodoro, cotolette e patate al forno. Ottima prima prova dei cuochi. Poi iniziano i servizi: nel refettorio per sparecchiare e apparecchiare, e nel secchiaio a lavar piatti allegramente.

La serata comune inizia con l’apparizione del faraone Sputankamon I, che invita i ragazzi alla sfida per ricostruire il suo impero tra le dune marroni, i canneti verdi, la piana rossa e il deserto giallo. La prima gara, di indovinelli, se l’aggiudicano: decisivi sono i trenta bianchi cavalli che stanno ritti sull’attenti nella rossa scuderia.

Una breve preghiera e poi tutti a nanna!