Il Natale dei contrari

Veglia nella notte di Natale, proposta dai Gimi 1

Noi ragazzi del gruppo giovanissimi della parrocchia vi vogliamo presentare un breve momento di riflessione scritto da noi per voi. Ci siamo basati sulle nostre riflessioni e pensieri che abbiamo fatto durante i nostri incontri settimanali sulla lectio divina sul testo di Luca che ascolteremo questa notte. Durante questo momento di riflessione ascolteremo quattro pastori che hanno vissuto in prima persona la notte speciale che stiamo vivendo noi insieme questa sera: ci racconteranno che cosa hanno vissuto e che emozioni hanno provato.

Buona riflessione!

C’è storia e storia

Io sono un pastore con una storia molto semplice. Una notte stavo accudendo il mio gregge assieme ad altri pastori quando all’improvviso una luce immensa ci avvolse. Un angelo del Signore si mostrò a noi che, intimoriti, ascoltammo le sue parole. Egli ci annunciò che il figlio di Dio era nato e che lo avremmo trovato in fasce in una mangiatoia a Betlemme. Increduli capimmo che la nostra storia semplice e sconosciuta era in realtà parte della storia di Gesù Cristo e che il nostro destino faceva parte del piano di Dio.

Io come pastore faccio parte dei “piccoli” la cui storia non verrà ricordata ma ogni mia azione e ogni mio pensiero sono frutto della storia che Dio ci ha riservato.

Così come i pastori, la cui storia poteva sembrare scollegata da qualsiasi altra vita , anche noi potremmo essere portati a pensare di essere i protagonisti della nostra storia e che quest’ultima sia fine a se stessa. Ma, come i pastori facevano parte della storia di Gesù Cristo, anche noi nel nostro quotidiano e in ogni nostra azione facciamo parte del piano di Dio.

Francesco De Gregori, La storia siamo noi

Buio e luce

Sono solo un povero pastore, lavoro nel buio, in una monotonia assopita e senza speranza. Malgrado questo, Dio si è manifestato a me nella sua gloria, stravolgendo il buio che avvolgeva la mia esistenza, Nonostante lo spavento iniziale, ho accettato di partire con gioia perché ho riconosciuto la sua luce che mi ha risvegliato. Dio offre la possibilità di entrare in questa luce ad ognuno di noi, ma troppo spesso non abbiamo il coraggio di lasciare ogni cosa e incamminarci. Il buio è immobilità, è essere spenti. La luce di Dio ci accende, ci da un lampo di vita. L’oscurità dei nostri protagonismi nella scuola, nel lavoro, nella società, il nostro egoismo, il non voler vedere i problemi degli altri, la paura del fratello e del diverso… tutte cose che ci acceca e ci rendono inerti.

E allora perchè voltiamo le spalle alla luce del Signore?

Sono più comode le tenebre, non è vero?

Simone Cristicchi, Dalle tenebre alla luce

Città e deserto

Anche stanotte, come tutte le altre, mi ritrovavo a riflettere nella solitudine del deserto. Le mie pecore e le stelle erano le uniche cose a tenermi compagnia nel freddo che mi gelava le ossa. Nonostante ciò restavo vigile e ripensavo a come sarebbe stato vivere in città, con quel viavai di gente chiassosa e frenetica, il traffico sulle strade, le alte mura e gli imponenti edifici. Tempo fa andai in città, ma il rumore non mi permetteva di ascoltare le cose veramente importanti e le grandi costruzioni mi impedivano di ammirare la bellezza dell’orizzonte che solo nella desolazione di una distesa di sabbia si può apprezzare pienamente. Mi chiedo come si possa vivere con il ritmo della città, fatto di ore e minuti, lavoro e pausa; io conosco solo il giorno e la notte. Oggi faccio ciò che ho fatto ieri, domani farò quello che faccio oggi. Ma so che il deserto è la mia casa, è nell’apparente solitudine che incontro Dio.

A un tratto esplode la luce, gli angeli mi circondano e annunciano la nascita di Gesù, il Salvatore. Incredulo, mi sento colmato di gioia e spinto dalla voglia di annunciare a tutti la bella notizia che Dio mi ha dato. Mi voglio mettere subito in viaggio verso Betlemme: mai come stanotte il deserto è stato così luminoso e pieno di gioia. Ma perché Dio ha scelto di dirlo a qualcuno di umile e povero come me e non a un uomo di città? E voi, che vivete in città rumorose e frenetiche, riuscite a trovare dei momenti di deserto? Riuscite a trovare momenti di silenzio e ascolto, quelli dove Dio parla veramente?

Emma, La mia città

Sentimenti

Era una sera come tutte le altre di un giorno qualunque. Io lavoravo come mio solito da sola, persa nel mio angolino nel mondo, tanto piccolo quanto insignificante. Quando tutto ad un tratto una luce; da dove venisse non lo so, ma era chiara e accecante, rimasi veramente pietrificata. Come se non bastasse una moltitudine di angeli ci si presentò davanti e iniziò a cantare. non sapevo cosa fare, non sapevo se reagire e scappare o stare immobile sul posto. La mia mente era confusa ed il mio animo turbato.

Poi però capii che non stavo guardando: quella luce accecante infatti mi sembrò sempre più confortante e rimasi estasiata ascoltando i canti degli angeli. Certo mi domandai il perché di quelle apparizioni: perché proprio a noi pastori? Perchè non ai potenti o ai sacerdoti nelle sinagoghe? Noi siamo solo dei pastori, non siamo nulla…

Eppure ci siamo messi in cammino, gli angeli infatti portavano la notizia della nascita del Salvatore e pronti e svegli abbiamo deciso di andargli incontro senza dimori. Soprattutto in questo periodo siamo chiamati tutti a camminare assieme, per portare la fede ai nostri amici e per andare incontro al Signore. Possiamo tutti portare e trasmettere la gioia dei pastori nella nostra vita solo avendo fede e fiducia nello Spirito, che mandato da Dio aiuta ad adempiere il suo grande progetto.

per portare la fede ai nostri amici e per andare incontro al signore con fiducia nello spirito

Riusciamo a guardare davvero nella nostra vita?e quante volte riusciamo a superare Insieme e con fede momenti di grandi turbamento?

Zucchero, Come il sole all’improvviso