Nel presepe e nella Messa Gesù si offre

Novena di Natale 2021 – 21 dicembre

Consegnato. Ti contemplo, Signore, nel presepe: bambino bisognoso di tutto, ti presenti come completamente abbandonato nella braccia della tua mamma Maria e del tuo papà Giuseppe. Tu sei l’onnipotente che si mette nelle mani di una mamma, senza pensarci, perché un bambino non pensa ancora. Almeno umanamente! Nella tua divinità, invece, Signore, ci hai pensato bene! Ce lo ha spiegato l’autore della lettera agli ebrei domenica scorsa quello che tu pensavi (da Figlio di Dio) entrando nel mondo e venendo alla luce: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà» (Eb 10,5-10). Appunto: la volontà del Padre celeste al quale sei eternamente abbandonato, nelle cui braccia ti offri continuamente, senza riserve, senza paure, senza limitazioni. Per dirgli che gli vuoi bene ti metti in braccio a Lui.

La cosa straordinaria, però è che mantieni questa esistenza di abbandono anche verso Maria, e Giuseppe… e tutti noi. Ti metti nelle nostre braccia, ti abbandoni a noi, di offri a noi. Non ci offri delle cose: quello lo hai già fatto, con quella cosetta che è tutta la creazione e la nostra stessa vita. Nel presepio tu offri te stesso, la tua persona, il tuo corpo.

Tutta una vita offerta. E in questo vediamo l’anticipo di tutta la tua vita, offerta a tutti senza riserve. Ricordo i tuoi anni a Nazaret, a disposizione della tua famiglia e dei tuoi compaesani, le giornate a Cafarnao, instancabile ascoltatore e predicatore e guaritore, il tuo camminare gioioso e intenso per le strade e i paesi della Galilea, della Samaria, della Giudea, la tua premura per la gente, per gli ammalati, gli indemoniati, la tua attenzione ai peccatori. Hai offerto a tutti il tuo tempo, la tua intelligenza, la tua misericordia, la tua forza di guarigione, la tua parola autorevole. 

L’offerta definitiva. Ma ricordo soprattutto, Signore, il dono di te nella passione e nella croce. Fino all’ultimo respiro la tua vita terrena è stata una offerta, Decisa, voluta, profonda. Fatta con la tua volontà divina e la tua volontà umana, con la tua intelligenza e libertà divine e la tua intelligenza e volontà umane. Così hai rifatto l’umanità: «Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre», dice sempre il caro autore della Lettera agli Ebrei.

E questo lo viviamo sempre nella Messa: mentre noi ti offriamo qualcosa (un po’ di pane e un po’ di vino, qualche soldo che è parte del nostro superfluo, cerchiamo di entrare nel tuo stile di vita di dono integrale, cerchiamo di imparare a donare noi stessi, con te, a te e agli altri. In piena libertà e gioia. Pare impossibile, e invece si può fare, perché tu ti unisci continuamente a noi, facendoti mangiare. Ma questo lo contempleremo un’altro giorno.