Atti degli Apostoli – Introduzione

Nell’anno pastorale 2019/2020 la nostra comunità rivive gli Atti degli Apostoli, per imparare ad essere Chiesa, per imparare a cogliere l’opera dello Spirito e della Parola, per imparare a stare da cristiani nel mondo presente.

Ci ritroviamo ogni giovedì sera. Iniziamo attorno all’eucarestia alle 20.45 con un quarto d’ora di adorazione e invocazione allo Spirito Santo. Segue la lettura e spiegazione del testo (alcune volte coinvolgendo altri battezzati, singolarmente o in gruppo o i gruppi parrocchiali), utilizzando la parola, le immagini e/o video e paragrafi dell’Evangelii Gaudium di papa Francesco. Si vive un momento di silenzio per la meditazione personale e poi ci si trova per la condivisione il dialogo. Gli spunti vengono pubblicati ogni settimana perchè tutta la comunità possa farne oggetto di lettura e preghiera.

Utilizziamo la Bibbia personale con il testo  CEI 2008.

IL TITOLO

Non corrisponde nel suo contenuto e struttura a questo nome. Non sappiamo neanche se l’autore vi avesse dato un titolo perché l’autore aveva concepito questo libretto come la seconda parte di un’opera complessiva sulle origini cristiane. Il titolo dunque possiamo pensare è una aggiunta successiva. 

IL TESTO

Di questo libro, formato dai 28 capitoli, come pochi forse sanno, noi possediamo due versioni diverse.

La prima chiamata convenzionalmente “redazione orientale” (codex vaticano, codex sinaitico, codex alessandrino) e la seconda redazione il cosiddetto “testo occidentale”. 

Se la prima redazione è una versione più breve, più asciutta ed  essenziale, e senza dubbio più lucana; la seconda versione è un testo più prolisso, con aggiunte e divagazioni, in cui è riconoscibile un filo sottilmente polemico nei confronti del giudaismo. Questo elemento anti-giudaico più accentuato che nel testo orientale, riflette molto probabilmente certe tensioni presenti all’interno della chiesa e fra la chiesa e la sinagoga in quei primi secoli del cristianesimo. (ravasi)

Non ci addentriamo nel considerare il genere letterario del testo…  la versione che utilizziamo è scritta in ottimo greco (conosceremo molti termini greci). 

Anche degli “Atti degli apostoli” vi sono degli apocrifi, alcuni arrivati alla nostra conoscenza interi (atti di paolo e di tecla o quelli di pietro, di giovanni e di andrea); altri alcuni frammenti, dei riassunti (atti di Filemone, di Barnaba, di Bartolomeo, di marco, di Filippo, di Taddeo…).

L’AUTORE

Gli atti degli apostoli sono attribuiti a Luca. Il prologo stesso del libro fornisce una prima indicazione in tal senso, tanto da chiamare gli atti il secondo vangelo di Luca

Vangelo e Atti sono dello stesso autore e non si possono che leggere e interpretare l’uno accanto all’altro ecco perché si parla di opera lucana.

I temi principali sono gli stessi del vangelo, si parla di misericordia, di Spirito Santo, di attenzione ai piccoli e ai poveri e della missione.

Luca non fa parte del gruppo degli apostoli e dei discepoli di Gesù, ma è un cristiano della seconda generazione. E’ medico, collaboratore di Paolo e segue la nuova linea pastorale che l’apostolo ha messo in atto, creando nella chiesa di Gerusalemme lo scompiglio.

E’ possibile trovare nel testo altre indicazioni relative al suo autore. Ci riferiamo alle cosiddette “sezioni noi” come vengono convenzionalmente chiamate dagli studiosi. Si tratta di brani di racconto in cui viene usata la prima persona plurale (noi) invece della terza di cui si fa uso in tutto il resto del libro. Il cambiamento viene improvviso dal v. 10 del cap. 16. Da qui in avanti domina il “noi” narrativo che esprime una reale partecipazione dell’autore agli avvenimenti narrati.

Luca redige questo testo circa intorno agli anni 80-85 d.C.

Inizia con il racconto dell’ascensione e pentecoste e finisce con la prigionia di Paolo a Roma.

LA TRAMA/STRUTTURA

Il materiale che l’autore ha raccolto attingendo da diverse fonti d’informazione venne da lui elaborato in un racconto unitario. Esso risponde alle diverse fasi dello sviluppo del cristianesimo primitivo. Due grandi periodi appaiono ben distinti tra loro: quello della chiesa di Gerusalemme, in cui i cristiani sono tutti provenienti dal giudaismo, continuano a frequentare il Tempio e ad osservare la legge di Mosè; quello delle chiese fuori dalla Palestina, formate in maggioranza crescente da pagani convertiti, che non si sentono più legati alle osservanze giudaiche (riguardo il cibo, evitare di entrare in casa di un pagano…).

Tra le due epoche però ve n’è una intermedia, di grande importanza, in cui si mostra il passaggio provvidenziale dei giudei ai pagani. Appartengono, in diverso modo, a questa fase le narrazioni sui Sette e su Stefano, la missione in Samaria e l’apostolato in Giudea di Pietro con la conversione di Cornelio. Anche la conversione di Saulo e la fondazione della chiesa di Antiochia.

Possiamo dividere il testo in due grossi blocchi, il primo dal cap.1 al 15 e il secondo dal cap. 16 in avanti. Nella prima sezione domina la figura di Pietro nella seconda Paolo. 

Il classico collegamento Pietro-Paolo, ritornerà spesso nella tradizione cristiana, ma è presente solo in questo libro del Nuovo Testamento. Risale dunque agli atti la tradizione che accosta Pietro a Paolo come i due protagonisti maggiori del cammino della chiesa delle origini.

Un secondo elemento strutturale (geografico) ci permette di dividere il libro in due blocchi è lo sfondo del racconto, che nei primi 15 cap. è essenzialmente a Gerusalemme, mentre negli altri è il mondo intero (il mondo allora conosciuto).

Tranne il capitolo in cui si parla di Antiochia, dove viene coniato il nome “cristiano”, tutti i primi 15 capitoli sono “girati” nelle terre aspre della Palestina. Con il cp 16 lo sfondo cambia e compare l’Asia minore, la Grecia, il bacino del meditteraneo e come punto d’arrivo Roma.

L’autore vuole aiutarci a leggere in questa maniera il suo libro e mette in bocca a Gesù questa frase: “Avrete la forza dallo spirito santo e mi sarete testimoni fino ai confini della terra”.

Dunque Pietro-Paolo, Gerusalemme-Roma. 

COMPOSIZIONE E STILE

Oltre alle parti narrative vi sono i “discorsi”; essi sono ben 24 circa un quarto del libro. 

Possono essere divisi in tre gruppi. Il primo è costituito dai discorsi missionari di Pietro e di Paolo (cp. 2. 3. 4. 5. 10.) con questi discorsi Luca vuol dare un quadro della predicazione primitiva, quasi una catechesi. Il secondo gruppo di discorsi, a cui appartengono principalmente il discorso di Stefano (cp.7) e quello di Paolo a Mileto (cp.20) mette in luce il significato del periodo che viene decritto: l’inizio del distacco dal giudaismo con Stefano e l’intero periodo dell’apostolato di Paolo. Il terzo gruppo è costituito dalle orazioni che Paolo pronuncia in sua difesa (cp. 22. 24. 26.) e l’autore intende non solo rendere conto delle drammatiche vicende di Paolo, ma anche dare risposte sulla relazione tra giudaismo e cristianesimo, sulla lealtà del cristianesimo verso le autorità costituite.

L’aspetto storico

L’autore non ha voluto darci una narrazione completa delle origini cristiane. Tuttavia intende presentare dei fatti realmente accaduti, derivati da tradizioni sicure, su cui possa appoggiarsi validamente la tesi che il passaggio della predicazione dai giudei ai pagani è avvenuto per iniziativa divina. Per quanto riguarda il periodo più antico, l’autore aveva la possibilità di assumere informazioni, essendo venuto a contatto, al seguito di Paolo, con alcune tra le più antiche comunità di Palestina. Per il periodo più recente, quello dei viaggi di Paolo, egli ne fu in parte testimone diretto e in parte poté assumere informazioni presso le comunità paoline o lo stesso Paolo. Egli però non ha usato questo materiale come farebbe uno storico odierno, disponendo tutto in ordine cronologico e distinguendo accuratamente la natura dei vari elementi. Ha usato invece la libertà dello storico antico, di condensare, semplificare, trasporre, preoccupato più della corrispondenza del quadro d’insieme al senso degli eventi che non della esattezza dei particolari.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI

Aspetto teologico

Gli atti esercitano sempre un certo fascino perché offrono una serie di provocazioni teologiche ancora vivissime al giorno d’oggi.

Possiamo elencare alcuni temi: (vedi R. Fabris)

La forza dello spirito, fonte della missione e della libertà cristiana. Gli atti ci offrono l’immagine di una chiesa che ha un forte senso della spiritualità, che non conosce compromissioni in campo economico o politico, anzi proprio a questi livelli vive delle tensioni. La chiesa concepita non come società giuridicamente perfetta, ma in primo luogo come la congregazione di Dio, la comunità radunata da Dio, animata dalla sua grazia, dal suo spirito, e attraversata da un’esigenza profonda di contemplazione, di mistica, di spiritualità, di preghiera.

La forza della parola. “la parola correva” (6.7)

Il soggetto è la Parola che si muove quasi autonomamente, per forza propria. Un esempio del continuo riferimento alla Parola di Dio che doveva essere caratteristico nella chiesa delle origini è il discorso di Pietro (2) una vera e propria meditazione sull’AT, tutta intessuta di citazioni. E’ la forza della Parola che si annuncia, la forza del vangelo.

La forza della vita, il valore della testimonianza. I cristiani sono testimoni. Questo termine ricorre con insistenza in tutto il testo.

La forza delle strutture. Cioè emerge dal testo una struttura ecclesiastica: gli apostoli, gli ispettori, i diaconi… e un rituale abbastanza definito: il battesimo, l’imposizione delle mani, l’eucarestia…

Negli atti inoltre sono raccontate anche le tensioni: tensione vangelo-legge, tensione chiesa-società, e tensione chiesa-cultura. Tensioni tutte di evidente attualità.

Se il testo è diviso in due grossi blocchi ne possiamo ulteriormente distinguere cinque sezioni:

Prima: origini della chiesa di Gerusalemme: 1.1-5.42 racconta la storia delle origini della chiesa di Gerusalemme con l’evento di fondazione, il dono dello Spirito Santo a Pentecoste. Il discorso di Pietro, portavoce dei Dodici. Testimonianza aperta e franca degli apostoli e la vita della comunità. 

Seconda: da Gerusalemme ad Antiochia: 6,1-12,25 è più ricca di scene con diversi protagonisti e campi di azione missionaria. Stefano, Filippo, Giovanni, infine Saulo. Poi Pietro e Cornelio e poi Barnaba.

Terza: prima missione di Paolo e concilio di Gerusalemme: 13,1-15;35 è dedicata quasi per intero alla prima missione extrapalestinese avviata da Paolo e Barnaba, ai quali si associano Giovanni e Marco. L’attività missionaria si rivolge ai giudei della diaspora che vivono nelle città dell’altopiano anatomico.

Quarta: missione in Grecia e Asia: 15,36-20,38 è dominata è dominata dal grande viaggio missionario di Paolo in Macedonia-Grecia e poi in Asia ad Efeso. Spuntano i collaboratori di Paolo: Sila, Timoteo, Aquila e Priscilla..

Quinta: da Gerusalemme a Roma: 21,1-28,31 racconta la “passione” di Paolo. Arresto a Gerusalemme e viaggio verso Roma.

LA LETTURA DEL TESTO

Il libro degli Atti è un libro per tutti i tempi, sempre attuale. Bisogna leggerlo tutto in una volta, così come si leggono avidamente i ricordi di famiglia, nei quali si comprende donde veniamo e perché veniamo. Leggerlo e guardarlo come un film in 2 tempi.  

Leggiamo il testo con metodo (usando la Lectio divina), per farlo risuonare in modo utile ed efficace. Approfondire il testo e attualizzarlo, presuppone tre tappe:

1. lettura, comprensione del testo e dell’unità letteraria, all’interno del contesto immediato e di quello più ampio dell’intera opera. Questa prima fase corrisponde all’interrogativo: cosa vuol dire il testo?

2. Ricostruzione dell’avvenimento o esperienza religiosa del messaggio che l’autore ha voluto raccontare ai suoi destinatari e lettori storici del I secolo. Questo è il secondo interrogativo: che cosa vuol comunicare l’autore?

In particolare ci chiederemo di settimana in settimana: che cosa ci dice della Chiesa nascente, dei suoi protagonisti, dell’opera di Dio, dell’incontro con le situazioni storiche, sociali e personali di allora?

3. Attualizzazione dell’esperienza o fatto-messaggio spirituale in rapporto alle attese domande dei lettori-ascoltatori che oggi leggono il testo. Questo stadio corrisponde alla domanda: cosa dice a noi oggi il testo?

In particolare ci chiederemo di volta in volta: Che cosa ci dice per capire meglio la Chiesa di oggi? In che cosa ci aiuta a riconoscere oggi l’opera di Dio? Che atteggiamenti ci suggerisce verso la storia, verso le persone, verso i problemi della società? 

CONCLUSIONE

Volendo dunque riassumere il messaggio religioso permanente del libro, si può dire che esso consiste nella proclamazione del fatto che l’attività di Dio, iniziata nell’AT e manifestatasi in pienezza nella vita, morte e resurrezione di Gesù, continua ora nelle comunità cristiane, nate dalla fede nel Risorto.

La chiesa nella sua sapienza e tradizione ci consegna nel periodo pasquale la lettura degli Atti. Da pasqua a Pentecoste non passerà giorno senza la lettura di questo testo. Questo perché gli eventi della nascita e della vita della Chiesa descritti negli Atti, pur essendo cronologicamente successivi se li guardiamo dal punto di vista della storia terrena, sono invece, un unico evento teologico, sempre originante dal giorno di Pasqua, se visti con lo sguardo di Dio.

La Chiesa è frutto della Pasqua ed attraverso di essa noi incontriamo Cristo risorto. Tutto l’annuncio degli Atti è un annuncio cristologico e insieme pneumatologico, ecclesiologico e sacramentale.

Luca scrivendo il suo secondo volume a Teofilo, ci mostra a suo modo, come la storia della Chiesa non sia una storia diversa del Cristo. 

Ecco perché gli Atti possiamo chiamarli Vangelo della Chiesa (vangelo dello Spirito Santo).

BIBLIOGRAFIA

Silvano Fausti Atti degli Apostoli (volume unico) EDB – 2016

Carlo Maria Martini Atti degli Apostoli Ed. Paoline – 1989

Gianfranco Ravasi Atti degli Apostoli EDB – 1988

Rinaldo Fabris Atti degli Apostoli Borla – 1977

Jacques Dupont Studi sugli Atti degli Apostoli Ed. Paoline – 1977

Nuovi studi sugli Atti degli Apostoli Ed. Paoline – 1985

Daniel Attinger Atti degli apostoli: la Parola cresceva… Ed. Qiqajon – 2010

Benito Marconcini Atti degli apostoli (volume I e volume II) LDC – 1983 /1986

Francesco Catechesi del mercoledì Santa Sede 2019-2020

R. Rossellini Atti degli apostoli RAI 1970