Esercizi spirituali – 11 marzo

Mons. Massimo Manservigi
«Va’ e anche tu fa’ così» (Lc 10,25-37)

(appunti non rivisti dall’autore)

«Coraggio, non temete!» (Is 35,4) è il titolo del ppp della parrocchia di S. Agostino.
Isaia precisa che è la presenza di Dio a scacciare la paura!

Chi sono gli ‘smarriti di cuore’? I ‘codardi’… non necessariamente con senso di disprezzo: quelli il cui cuore si è atrofizzato, perché hanno perso la speranza. Sono quelli che hanno il cuore piccolo. Siamo noi…
Si fa coraggio non a chi ce l’ha già, ma a chi non ce l’ha!

Non c’è cosa peggiore che rimanere da soli nelle situazioni difficili…

Is 35,5-10: il profeta suggerisce le parole di un canto per camminare nella gioia quando si torna in patria. Il sentiero arido si trasforma in sentiero rigoglioso. Il peggiore dei posti della terra (il deserto) si sta trasformando in terra promessa. Se si ha il coraggio di cantare nel deserto, si è già nella terra promessa. Già durante il viaggio si è nella terra promessa, perché il Signore è presente!
Interessante notare che il ‘viaggio’ è inteso già come ‘casa’… Chi cammina con il Signore è già arrivato a casa!

Lo sguardo di Dio e lo sguardo benevolo sul mondo nel quale siamo immersi. Essere missionari con lo sguardo di Dio sull’uomo, che è da contagiare con l’annuncio missionario. È il cammino delineato nel ppp della parrocchia di S. Agostino.

Mi pare che queste linee siano ben contenute nella parabola del buon samaritano (Lc 10,25-37)
Il contesto è la sezione del viaggio (9,51 – 19,44). Si tratta del viaggio che Gesù deve compiere verso Gerusalemme per realizzare il progetto del Padre. In questa sezione Lc abbonda di materiale proprio, come la parabola del samaritano.
Lc è molto libero nello strutturare i vari materiali propri o comuni alle altre fonti. Elimina le indicazioni geografiche precise. Quello di Gesù è un viaggio che ha Gerusalemme come meta: il resto non è importante precisarlo, né come luoghi né come tempo. È un viaggio nel quale non si sente tanto la distensione del tempo, ma l’intensità di ogni tappa. Ogni tappa vale l’intero viaggio!
In questa cornice sta la narrazione continua del viaggio. Lc ha pensato a costruire una sezione dei discorsi di addio di Gesù, una specie di testamento che Gesù lascia lungo il cammino verso la croce. C’è una analogia con il libro del Deuteronomio. Il viaggio è una serie di testamenti che Gesù lascia ai suoi discepoli: discorsi che servono per il tempo della chiesa. E lo fa camminando! Gesù si preoccupa di dare una serie di indicazioni alla sua chiesa. Il viaggio rappresenta il tipo di esistenza della chiesa, che è appunto un viaggio verso la pienezza.
Col suo viaggio Gesù apre la via al viaggio del discepolo, lo riempire di contenuto e definisce la sua esistenza come un ‘seguire Gesù’. I discepoli qui non sono protagonisti, ma testimoni di quel che Gesù fa e dice.

9,51: «mentre stava per compiersi il tempo della sua assunzione, Gesù prese la ferma decisione di andare a Gerusalemme».
Ogni giorno è un giorno di compimento!
È un viaggio di ascesa: verso il Padre, sulla croce, verso Gerusalemme…
Gesù sale e lo fa con decisione (‘rese duro il suo volto’). Ez 21,7-9: il Figlio dell’uomo deve volgere la faccia verso Gerusalemme. Non ha in testa altro!

Appena detto questo, Lc ricorda che Gesù invia i suoi in un villaggio ‘di samaritani’. Essi non lo ricevono. Pare una cosa poco significativa… pare che non succeda niente… In realtà già la citazione dei samaritani è interessante (… poco dopo Gesù racconta la parabola del buon samaritano)… Importante che venga indicata una esperienza spiacevole e sgradevole proprio all’inizio del viaggio (come l’inizio a Nazaret…). È per Gesù comunque una occasione per spiegare ai suoi che non si condanna chi rende le partenze spiacevoli.
Lc ricorda così che i missionari cristiani dovevano aspettarsi di essere cacciati… L’inizio non è facile: comprende sempre una possibilità di scoraggiamento.
Forse c’è stato un fatto storico, ma in Lc c’è sempre un motivo teologico: il viaggio di Gesù doveva partire da un lontano che più lontano non si può! I samaritani sono il simbolo della partenza da lontano e della fatica di capire il senso del viaggio verso Gerusalemme.
In questo si trovano in buona compagnia: né i nazareni, né i discepoli di fatto hanno capito Gesù e il senso del suo viaggio.
Gesù va a cercare i lontanissimi per farseli compagni di viaggio…
Gesù vuole che viaggino con lui i più bisognosi di salvezza!

9,57 – 10,42
Il manuale del discepolo e della chiesa in missione:
– Istruzioni di Gesù sulla sequela
– Invio dei 72
– Ritorno dei 72 e inno di giubilo
I contenuti dell’annuncio missionario (teoria e pratica dell’amore al prossimo)
– La domanda sul comandamento e la risposta teorica
– Il samaritano (la pratica)
– Marta e Maria (dalla pratica alla contemplazione

Conoscere, fare e contemplare: siamo in un punto veramente importante del vangelo!

Punti per meditare
– Concepisco la mia vita persona e comunitaria come un cammino con Gesù e la comunità cristiana?
– Seguire Gesù vuol dire anche lasciare che decida lui la partenza. Accetto la partenza che il Signore e la comunità mi offrono?
– Il rifiuto è un grande ostacolo per la partenza. Come mi pongo nella comunità verso quelli che mi rifiutano? Faccio fatica ad accogliere chi mi rifiuta? O sono io a rifiutare gli altri?

Condivisione

Gesù manda avanti i discepoli per preparare il suo ingresso nel villaggio dei samaritani, che Gesù voleva incontrare. I discepoli avrebbero dovuto creare il terreno favorevole all’accoglienza, ma evidentemente non ci sono riusciti e sono un po’ responsabili di questa non accoglienza. A volte anche noi siamo responsabili, perché non sappiamo preparare bene la strada al Signore, non sappiamo presentarlo bene…

Gesù è come un seminatore, ma se io non aggiungo acqua rimango arido… c’è una corresponsabilità tra lui e me… È fondamentale che chi porta il messaggio di Cristo lo faccia con il cuore di Cristo!
L’inizio del viaggio è difficile. Non si condanna chi ti fa fare partenze spiacevoli… mi viene in mente il rapporto conflittuale con i miei genitori: li ho condannati per molto tempo per questo! Ma poi mi ha dato una grande libertà fare pace con questa partenza spiacevole…

Gesù manda messaggeri: mi è venuta in mente la scena di quando Gesù manda a preparare per la Pasqua, ma là è già tutto pronto… sembra Gesù che volesse che è fosse tutto pronto. Qui invece Gesù sottolinea l’esistenza di un ostacolo… dice una cosa per noi: non vi fermate subito, andate avanti anche se c’è chi rifiuta!
Prima che i messaggeri trovino il rifiuto, c’è la fermezza di Gesù che ha deciso di andare a Gerusalemme. Bisogna affidarsi a lui in ogni caso, anche quando vuole che ci sia una situazione di rifiuto.

Decide Lui la partenza…
Personaggi diversi interagiscono con Gesù: c’è chi vuole seguirlo, c’è chi è chiamato alla sequela… Quante volte decido di iniziare qualcosa con impegno e rimango delusa perché non ho la risposta che dovrebbe esserci… Necessità di imparare a capire quel che il Signore vuole da me, e non quel che io voglio fare!

Ferma decisione di Gesù: sapeva la fine e l’ha decisa. È un dono per ognuno di noi. È una ferma decisione di donarsi personalmente a me!
Un amore donato radicalmente sulla croce, sapendo in partenza che è ‘buttato via’ perché incompreso. Come mi ha amato e come mi ama il Signore!!
Il rifiuto nella comunità… è molto facile vivere la serenità di stare con chi la pensa come me, hanno la mia sensibilità sulla Chiesa, sulla società… Questo mette senz’altro al riparo dal rifiuto… Ma occorre fare sintesi, con il discernimento, tra le posizioni anche distanti dei membri della chiesa: siamo tutti esseri umani convocati per cercare insieme il meglio.
Un guaio quando non si ascoltano gli altri perché si pensa di essere a posto… mi chiedo se davvero sono capace di mettermi in ascolto radicale degli altri, specie di quelli che non la pensano esattamente come me…